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"Ancora un pesante inquinamento da marmettola nel Fiume Frigido, ancora nessun intervento risolutivo"

La denuncia del Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

`Ancora un pesante inquinamento da marmettola nel Fiume Frigido, ancora nessun intervento risolutivo`
Massa - "Giovedì scorso il Fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, inquinamento testimoniato dalle fotografie del prof. Elia Pegollo, strenuo difensore dell'ambiente apuano", lo denuncia il Gruppo d'Intervento Giuridico onlus


"Centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane sono inquinati dalla marmettola (marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d'acqua). La causa è esclusivamente l'attività illecità rappresentata dagli scarichi abusivi dell'estrazione del marmo. I danni ambientali ed economici sono enormi. Soltanto i maggiori costi sopportati per la potabilizzazione delle acque dal gestore pubblico del servizio idrico integrato Gaia s.p.a. a causa del pesante inquinamento da marmettola delle sorgenti del Cartaro e per le sensibili carenze gestionali pubbliche di numerose cave di marmo in Comune di Massa. Tali maggiori òneri sono stati oggetto (8 aprile 2016) di specifica segnalazione per ipotesi di danno erariale da parte del Gruppo d'Intervento Giuridico onlus".

L'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico onlus ha inoltrato oggi una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il pesante inquinamento ambientale da marmettola riscontrato lo scorso 14 settembre nel Fiume Frigido Coinvolti la magistratura e le amministrazioni pubbliche competenti, la polizia giudiziaria e le istituzioni comunitarie.

Numerose le ipotesi di reato segnalate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, si cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti: artt. 323 (abuso d'ufficio), 328 (omissioni di atti d'ufficio), 452 bis (inquinamento ambientale), 452 quater (disastro ambientale), 635 (danneggiamento), 674 (getto pericoloso di cose), 734 (deturpamento di bellezze naturali) cod. pen., 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (inquinamento delle acque), 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (violazione del vincolo paesaggistico), 30 della legge n. 394/1991 e s.m.i. (attività non autorizzate in un'area naturale protetta).


Di conseguenza l'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico onlus ha provveduto ancora una volta a informare la magistratura e la polizia giudiziaria competente, nonché le Istituzioni comunitarie. Alla Procura della Repubblica massese ha segnalato l'opportunità di verificare le condizioni per porre sotto sequestro preventivo le attività inquinanti.
Lunedì 18 settembre 2017 alle 16:04:52
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