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Ultimo aggiornamento ore 21.35 del 2 Aprile 2020

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Riapertura cave a Massa, Ricciardi (M5s): «Il ministro Costa sta vigilando»

Oltre al deputato massese intervengono anche i pentastellati di Carrara: «Gli approfondimenti richiesti dal ministero per salvaguardare le Apuane da noi sono già legge»

marmo e ambiente
Riapertura cave a Massa, Ricciardi (M5s): «Il ministro Costa sta vigilando»
Massa-Carrara - «L’amministrazione comunale di Massa sappia che il ministero dell’Ambiente sta vigilando con estrema attenzione sulla riapertura di nuove cave». Sull'intenzione dell'amministrazione di inserire nel Pabe (Piano attuativo bacini estrattivi) l'apertura o la riattivazione di ulteriori cave, il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi avverte: «La lettera inviata dal ministro Costa a Regione e Parco Apuane mira a fare luce su ciò che accade sulle nostre montagne, chiedendo a tali Autorità di portare in essere ogni necessario approfondimento al fine di scongiurare il degrado dell'habitat e delle specie che vi abitano. Un segnale forte da parte del ministero, che vuole valutare in che modo e quanto l'apertura o la riattivazione di nuove cave possa interferire con la vastissima biodiversità delle Alpi Apuane».

Una lettera che arriva dal ministero a seguito di tante segnalazioni, «tra cui l'ultima Relazione inviata dal Movimento 5 Stelle di Massa – prosegue Ricciardi – in cui si pone l'attenzione sul disastro ambientale causato dall'escavazione del marmo che si sta perpetrando sulle Apuane, considerate una tra le più grandi riserve idriche d'Europa. Alla relazione hanno lavorato Luana Mencarelli, Paolo Menchini e tutto il tavolo dedicato all'ambiente, senza il quale non avremmo potuto sperare in un intervento diretto del ministro Costa».

E sull'argomento interviene anche il M5s di Carrara: «Gli approfondimenti richiesti dal ministero dell’Ambiente al Comune di Massa con l’obiettivo di salvaguardare le aree tutelate nell’ambito dell’iter avviato oltre Foce per la riattivazione di alcune cave, a Carrara sono già legge. E questo perché l’amministrazione del sindaco Francesco De Pasquale e la maggioranza del Movimento 5 Stelle hanno voluto inserire misure ambientali stringenti all’interno dei Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi, misure che riguardano non solo il divieto di riapertura di cave dismesse ma in generale la gestione dei bacini marmiferi». E’ la precisazione che arriva dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle nell’ambito del dibattito innescato dall’intervento del ministro Costa.

«Condividiamo e riteniamo necessaria questa attenzione del Ministero sugli effetti della riapertura di cave dismesse e, in generale, sull’impatto ambientale dell’attività estrattiva – premettono i pentastellati  - Per questo, senza che nessuno ce lo chiedesse e tanto meno imponesse, abbiamo inserito nei nostri Pabe una serie di misure che vanno proprio nella direzione di garantire il massimo rispetto dell’ambiente, anche nella gestione “ordinaria” delle cave attive: i nostri Piani includono infatti un accurato studio conoscitivo geologico, esteso al reticolo carsico, messo a punto anche con il ricorso a traccianti. In questo modo abbiamo a disposizione un quadro dettagliato e puntuale che nessun altro comune può vantare» affermano i consiglieri comunali.

I Pabe del Comune di Carrara prevedono per le aree di massima tutela, definite A1 e A2, oltre all’applicazione della norma nazionale una serie di misure ancor più stringenti: «Per nostra scelta abbiamo vietato in queste zone l’apertura e la prosecuzione di qualsiasi attività estrattiva nonché la previsione di ambiti a servizio dell’escavazione; il raggio di estensione delle aree A2 è stato portato da 200 a 300 metri e sono stati consentiti solo ed esclusivamente gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale di cave inattive. Ma il nostro impegno non si è limitato alle aree a massima tutela: proprio grazie al quadro conoscitivo di dettagli di cui ci siamo dotati, le misure di salvaguardia sono state calibrate “zona per zona”» spiegano dai banchi della maggioranza.

L’excursus sui Pabe prosegue con gli articoli 21 e 22, quelli si concentrano sulla gestione delle acque: «Come chiedono le associazioni ambientaliste, abbiamo previsto l’obbligo per i titolari di autorizzazione di eliminare i rischi di contaminazione dei reflui di lavorazione, di raccoglierli in vicinanza delle aree in lavorazione e indirizzarli verso gli impianti di trattamento attraverso tubature chiuse, impermeabilizzando preventivamente eventuali fratture presenti. Grazie ai Pabe inoltre i progetti di coltivazione devono contemplare tutte le opere necessarie per contenere il trascinamento dei materiali fini all’esterno dei siti estrattivi: le strade di arroccamento devono essere provviste di sistemi di regimazione delle acque munite di impianti di separazione dei materiali fini; deve essere impedita la fuoriuscita di acqua mista a materiali fini, anche con il ricorso a vasche di decantazione. Di più – aggiungono dal Movimento 5 Stelle - i Pabe attribuiscono alle azienda la responsabilità della gestione delle acque meteoriche con l’obbligo di convogliarle in appositi sistemi di separazione dei materiali fini e di tenere accuratamente puliti i piazzali di lavorazione».

«Con i Piani attuativi dunque oltre a spronare le imprese del monte a investire sul centro storico, attraverso attività legate al turismo e alla cultura, le stiamo obbligando a “evolversi”, a fare un salto di qualità anche in termini di rispetto e tutela dell’ambiente» concludono i pentastellati.
Mercoledì 5 febbraio 2020 alle 07:00:50
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