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Nomine Fondazione, Bottici (M5s): «Regole calpestate, facciano marcia indietro»

Intanto il vicesindaco Martinelli fa l'elenco delle anomalie: «Becero tentativo di tenere fuori l'amministrazione comunale dai vertici dell'ente»

la bufera di inizio anno
Nomine Fondazione, Bottici (M5s): «Regole calpestate, facciano marcia indietro»
Massa-Carrara - «L’attaccamento al potere della vecchia politica, il suo disprezzo per la richiesta di cambiamento arrivata dalle urne, destano sgomento ma non sono certo una sorpresa. Quello che lascia davvero senza parole è che certi personaggi pur di accaparrarsi una poltrona siano disposti a calpestare qualsiasi regola, anche quelle che tutelano il rispetto delle pari opportunità». Lo dice Laura Bottici, parlamentare carrarese del Movimento 5 Stelle e Questore del Senato, intervenendo sulla bufera relativa alle nomine per il rinnovo dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.

«Il sindaco De Pasquale mi ha aggiornato costantemente su tutte le anomalie e le forzature che in questi mesi sono state messe in campo da chi, bocciato dalle urne, sta ricorrendo a mezzi e mezzucci pur di riconquistare un po’ di potere. E’ scandaloso» sancisce la parlamentare pentastellata puntando il dito contro le violazioni di Regolamento e Statuto. Non solo: «Da donna trovo davvero sconfortante che questi personaggi non si siano fatti alcuno scrupolo nemmeno davanti alle norme a tutela delle pari opportunità. La loro sete di potere li porta a non fermarsi davanti a niente e a nessuno» afferma la senatrice Laura Bottici.

«Al contrario i quattro nomi proposti dall'amministrazione – il professor Roberto Verona, l’ingegner Michele Santini, l’avvocato Simona Ricci, la commercialista Marzia Grassi – sono tutti di altissimo profilo ed esprimono professionalità in grado di innovare e rilanciare la Fondazione che attraversa com'è noto una fase molto delicata. Il sindaco dunque non si è affidato al mero interesse politico o partitico, non ha scelto tra i militanti del Movimento 5 Stelle ma ha guardato all'interesse dell’ente e della città» ha sottolineato la parlamentare che ha poi concluso con un auspicio per la sua città.

«Spero davvero che gli enti deputati alle nomine facciano marcia indietro e si rendano conto che si stanno mettendo contro non solo l’amministrazione comunale ma anche e soprattutto la cittadinanza, dalla quale un anno e mezzo fa è arrivata una chiara richiesta di discontinuità e cambiamento» conclude la parlamentare carrarese».

E intanto sull'argomento interviene anche il vicesindaco di Carrara Matteo Martinelli. L’approvazione del nuovo regolamento sulle nomine a luglio senza alcuna informativa all’amministrazione; l’integrazione del collegio sindacale lo scorso ottobre avvenuta senza che nessuno dei vecchi membri del Comitato, in quota al Comune ma nominati dalla precedente amministrazione, comunicasse alcunché al sindaco in carica; la convocazione nei giorni scorsi di una riunione, fissata per martedì dal presidente della Fondazione, limitata in teoria alla convalida dei nuovi membri del comitato, ma nel cui ordine del giorno spunta all’improvviso anche la nomina di Presidente e Vicepresidente. Il tutto mentre i 5 membri del nuovo comitato hanno già firmato per la candidatura del dottor Enrico Isoppi, anche se manca ancora la seduta di convalida del loro incarico.
Il vicesindaco torna così, con un elenco di “anomalie” sulla vicenda del rinnovo dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Alla vigilia della delicata riunione in programma per domani, il numero due dell’amministrazione carrarese parla “dati alla mano” : «Quello che sta accadendo in questa vicenda ha del paradossale. Assistiamo al becero tentativo perpetrato dalla vecchi politica di tenere fuori dai vertici della Fondazione l’amministrazione comunale della città di Carrara, democraticamente eletta e che esprime la maggioranza relativa dei voti nel comitato di indirizzo».
Il vicesindaco ripercorre le tappe di una vicenda, iniziata a luglio e segnata dalla «mancanza di qualsivoglia forma di rispetto istituzionale nei confronti del Comune». Il nuovo regolamento sulle nomine approvato a luglio tenendo all’oscuro Piazza Due Giugno, esattamente come la decisione di integrare tre mesi dopo il collegio sindacale. E poi la cronaca dei giorni scorsi con il presidente della Fondazione che di sua iniziativa inserisce nell’ordine del giorno di una riunione nata per convalidare i nuovi membri del comitato la nomina di Presidente e Vicepresidente oggetto di un infuocato e delicato scontro politico. «Questo fatto è scandaloso: la città appena un anno e mezzo fa si è espressa chiaramente e con numeri schiaccianti per il rinnovamento e alla nuova amministrazione, titolare di questo mandato di discontinuità, viene proposto come Presidente della Fondazione un politico di lungo corso, membro della maggioranza Zubbani e fedelissimo dell’ex primo cittadino. A questo punto non mi sorprenderei se tra due anni, alla prossima scadenza utile, venisse fatto il nome un altro pensionato della vecchia politica magari rimasto disoccupato dopo la svolta del 4 marzo scorso».
Il vicesindaco non si limita alla polemica politica ma contestualizza il suo sconcerto nella delicata fase che sta attraversando l’istituto: «Mi chiedo se in un momento così delicato per dal punto di vista finanziario, in un periodo in cui la città ha chiesto un cambiamento, non fosse il caso di pensare ad altri profili maggiormente in grado, per competenza professionale, di gestire questa fase. Siamo sicuri che un medico sia la figura giusta al posto giusto in questo momento? Lo chiedo alla città ma soprattutto ai rappresentanti del mondo imprenditoriale. I vertici della Fondazione dovrebbero essere scelti con criteri amicali o considerando i profili professionali? Se è vero che, come ci viene detto, anche il mondo delle imprese ha voglia di un cambiamento e di una maggiore meritocrazia, forse gli imprenditori farebbero bene ad alzare il telefono e a far sentire la propria voce nei confronti dei propri rappresentati in Fondazione. Ci risulta infatti, che sia la Camera di Commercio, sia l’Associazione Industriali, abbiano rappresentati all’interno della Fondazione che stanno sostenendo le vecchie logiche di partito».
Martinelli conclude infine dando voce a tutto il suo rammarico: «Dispiace che per l’attaccamento a una poltrona ci sia ancora chi è disposto a calpestare e danneggiare un ente prestigioso come la Fondazione Cassa di Risparmio e la città tutta».
Lunedì 7 gennaio 2019 alle 17:34:02
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