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Ultimo aggiornamento ore 12.01 del 11 Dicembre 2019

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Nardi presenta proposta di legge sul marchio del marmo di Carrara

La questione arriva in Parlamento. La deputata del Pd: «L’Europa lo prevede, il Governo lo faccia»

made in italy
Nardi presenta proposta di legge sul marchio del marmo di Carrara
Massa-Carrara - Una proposta di legge sul marchio geografico di tutela del marmo di Carrara è stata presentata dalla deputata del Pd Martina Nardi alla Camera: “Ce lo chiede anche l’Europa, è previsto, e il Governo deve impegnarsi a realizzarlo”. “Il distretto Lapideo apuo-versiliese - spiega la Nardi - sta vivendo un processo di riposizionamento competitivo internazionale, vasto e carico di conseguenze, a causa, ad esempio, dell’ingresso di nuovi produttori internazionali e della diffusione crescente di tecnologie di automazione. D’altra parte, la pietra lavorata nel distretto apuo-versiliese ha raggiunto le più importanti costruzioni ed opere nel mondo, segno di un prestigio ed una tradizione consolidata nel tempo. Un valore che proviene dall’applicazione di severi standard di qualità, da un diffuso utilizzo delle più avanzate tecnologie e da una profonda e radicata cultura del marmo".

“Anche le ricadute occupazionali ed economiche del distretto Lapideo apuo-versiliese sono rilevanti: ogni anno il valore della produzione delle 100 cave in attività sfiora i 200 milioni, mentre quello delle aziende che lavorano la pietra arriva a 800 milioni. Il fatturato aggregato del settore si avvicina dunque a 1 miliardo di euro. Le aziende sono più di 1.200 con cinquemila addetti più tremila nell’indotto. Il marmo estratto è circa 3,3 milioni di tonnellate, il 40 per cento lavorato direttamente negli stabilimenti della provincia. Complessivamente il distretto apuano, in totale, nel primo trimestre 2018 ha esportato per 161,7 milioni di euro, di questi 107,6 erano lavorati. Altro dato rilevante, in questo contesto, è la distanza media dell’esportazione di 6mila e 300 chilometri. A testimonianza che questo distretto lapideo apuo-versiliese ha necessità di una sempre maggiore internazionalizzazione che sia in grado di tutelare il prodotto marmo in Italia ed in tutto il mondo”

“Appare quindi evidente la necessità di favorire il riconoscimento del marchio geografico di tutela del “Marmo di Carrara”, estendendo e migliorando l'immagine dei prodotti italiani nei confronti dei consumatori e degli operatori commerciali nazionali ed internazionali; occorre una iniziativa normativa che non precluda ma rafforzi l’ipotesi di riconoscimento del marchio che a livello locale è stato avanzato in questi anni, consapevole del fatto che la tutela di un prodotto e di una lavorazione millenaria vanto del Made in Italy abbia bisogno anche di un sostegno e di una rilevanza. L’Unione europea, con la sezione 6 della direttiva (UE) 2015/2436 disciplina le definizioni ed i regolamenti dei marchi di garanzia o di certificazione e dei marchi collettivi. Dunque impegno il Governo a promuovere il riconoscimento del marchio geografico di tutela del “Marmo di Carrara”, al fine di certificare la qualità e l'eccellenza del prodotto, salvaguardare le aziende ed lavoratori della filiera dalla concorrenza sleale e tutelare la clientela dalle contraffazioni; in conformità con le disposizioni nazionali e comunitarie del settore”.

I REPUBBLICANI: «MARMO, ESSERE O NON ESSERE...»
Il Partito Repubblicano evidenzia che la questione relativa al settore lapideo viene trattata come se ci si dovesse schierare a pro o contro degli industriali del settore o a pro o contro gli interessi della Città di Carrara e del suo patrimonio naturalistico ed economico. Vi è stato un incontro presso il Comune di Carrara fra il Sindaco, alcuni suoi assessori ed una delegazione dell'Associazione Industriali di Carrara e cooperative e riteniamo ragionevole la convocazione fatta dal Sindaco, specialmente dopo i fatti che hanno portato alla chiusura di diverse cave, con il fermo di oltre 100 lavoratori con le conseguenti problematiche per le loro famiglie, la crisi per le aziende sottoposte al blocco della produzione, senza pensare al mancato l'approvvigionamento delle varie attività al piano (segherie, laboratori e trasporti). Il Marmo è patrimonio della città di Carrara e dei suoi cittadini che vorrebbero veder tutelato dall’Amministrazione l’interesse pubblico senza proclami o smentite.
La filiera del lapideo rappresenta da sempre un volano insostituibile dell'economia del nostro territorio, nelle sue varie componenti: cave, aziende di lavorazione e trasformazione, laboratori di arte e scultura e tutto l'indotto a esse collegato.
Numerose sono le problematiche che gravano su questo settore, problemi normativi, tecnici ambientali e logistici, dunque riteniamo che solo attraverso un piano strategico trentennale e un patto per lo sviluppo occupazionale ed economico fra tutti i soggetti che operano nel settore, si possa trovare una soluzione condivisa a questo momento delicato di muro contro muro e polemiche, a partire da chi ha la responsabilità di pianificazione politica e governance del territorio ed a seguire le imprese e le forze sindacali.
I problemi del lapideo si risolvono attraverso l’adozione, in tempi brevi, degli strumenti di pianificazione e controllo del settore partendo dal Regolamento degli Agri Marmiferi, la compilazione dei Pabe (Piani Attuativi dei Bacini estrattivi) che individua le quantità di escavato sostenibili sotto il profilo paesaggistico e di salvaguardia delle Alpi Apuane, revisione del Piano regionale Cave (del tanto chiacchierato art. 58 bis), l’istituzione dell’Osservatorio dei Prezzi e la messa in servizio del Sistema per la Tracciabilità, ma anche un patto per lo sviluppo economico che pensi ad un ritorno concreto sul territorio favorendo e non imponendo la filiera corta (lavorazone in loco ed occupazione), dando priorità alla sicurezza nei luoghi di lavoro ed infine promuovere il settore partendo dal nuovo progetto lanciato da IMM della “fiera diffusa", Marmotec Hub e White Carrara Downtown, monitorando realisticamente i risultati in termini di promozione commerciale e marketing per le aziende del settore. La città di Carrara ha bisogno risposte concrete e lungimiranti.
Mercoledì 20 febbraio 2019 alle 19:38:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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