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Ultimo aggiornamento ore 00.13 del 18 Ottobre 2018

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Morti sospette al Noa, Benedetti: «Presenterò nuova denuncia in Procura»

Il presidente del Consiglio comunale di Massa: «Non ho mai messo in dubbio la professionalità del primario e dei dipendenti»

INDAGINI IN CORSO
Morti sospette al Noa, Benedetti: «Presenterò nuova denuncia in Procura»
Massa-Carrara - «In questi giorni è ritornata alla ribalta la questione legata ai decessi del Noa che sollevai a suo tempo presentando un esposto alla magistratura locale, perché la Procura ha deciso di avviare le indagini per verificare se si possa davvero parlare di epidemia, accertando quindi le eventuali responsabilità, oppure se la situazione sia da ritenersi sotto controllo con parametri che rientrano nella normalità». Si apre così la nota del presidente del Consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti.

«Intendo chiarire – prosegue – che non ho mai messo in dubbio la professionalità sia del primario di medicina che dei dipendenti, ma solamente espresso delle perplessità rispetto ai troppi decessi avvenuti in quel periodo, i quali presentavano le identiche caratteristiche. Si tratta di malati entrati all’ospedale con patologie diverse da quella che poi li hanno portati fino alla morte. In questi giorni sono stato contattato da decine e decine di persone che lamentano la scomparsa “improvvisa” di un proprio parente, scrivo improvvisa perché ad esempio si può essere trattato di un ricoverato in ortopedia con una gamba rotta, deceduto successivamente a seguito di un’infezione intestinale trasformatasi in polmonite. Ma sono molti anche i casi di decessi avvenuti a seguito di infezioni contratte nelle sale operatorie aggravatesi in setticemia di cui ne conosciamo bene gli alti rischi di mortalità».

«Nel merito – dice ancora Benedetti – sarebbe bene che la commissione di inchiesta regionale accertasse la situazione a partire dal mese di giugno 2017 fino ad oggi e verificasse quante sono state le richieste di trasferimento dei dipendenti dei reparti ritenuti più a rischio come medicina e malattie infettive, perché voci che giungono dall’interno del Noa mi hanno fatto sapere che sono diversi, appunto, i dipendenti impauriti che hanno chiesto di essere trasferiti in reparti più sicuri.
Sarebbe indispensabile verificare anche il sistema di aerazione interno, poiché l’ospedale è completamente privo di finestre per il riciclo dell’aria e tutto il sistema dipende dai condizionatori. Nel merito, è necessario verificare la regolarità della manutenzione. Per concludere, informo che sto raccogliendo tante adesioni per organizzare una class action contro l’Asl per richiedere il risarcimento dei danni subiti».

E in un'altra nota Benedetti invia l'esposto inviato a inizio anno alla Procura. Questo, afferma il politico massese, «per dimostrare che non esistono diffamazioni o calunnie di nessun genere e neanche allarmismo ma solo il desiderio di far chiarezza di fronte ad una multitudine di cittadini che protestavano. Anche in questi giorni mi sono pervenute nuove testimonianze di cittadini che vogliono conoscere la verità sul decesso dei propri parenti. Nel merito, considerato che questi casi non rientrano in quelli denunciati nel mio esposto perché riguardano altri periodi, annuncio che in questi giorni presenterò un ulteriore esposto aggiuntivo per chiedere l’avvio delle indagini nei nove mesi precedenti e nei sei mesi successivi alla data dell’esposto».

Di seguito riportiamo il testo dell'esposto di Benedetti, datato 27 febbraio 2018, che chiedeva alla Procura l'avvio delle indagini. Cosa avvenuta pochi giorni fa con l'invio di un avviso di garanzia al primario di medicina generale dell'ospedale delle Apuane.

Il sottoscritto Stefano Benedetti, nato a Massa il 03.08.1957 in qualità di libero cittadino e di Consigliere Comunale di Massa, ESPONE E DENUNCIA quanto segue :
Dopo aver già portato a conoscenza della popolazione e dell' Amministrazione Comunale che diversi decessi avvenuti all'interno di alcuni reparti del NOA di Massa nel periodo 20 dicembre - 10 gennaio 2018 erano sospetti in quanto le persone coinvolte in quel periodo, circa 45/50, presentavano le stesse caratteristiche e cioè erano entrate nell'ospedale con patologie diverse non riconducibili alle infezioni da entobatteri resistenti e poi, successivamente, morte dopo aver contratto batteri intestinali all'interno della struttura che nei casi più comuni si sono trasferiti nelle vie respiratorie sviluppando polmoniti mortali, mi sento in dovere di informare la magistratura per chiedere l'avvio di indagini atte ad accertare se la causa di tali contagi e il proliferare di questi batteri in prevalenza CLOSTRIDIUM DIFFICILE E KLEBSIELLA sia da addebitare ad eventuali responsabilità circa l'applicazione dei protocolli di gestione delle infezioni ed eventualmente a scarse condizioni igienico sanitarie. E' evidente che fra le cause maggiori di tali fenomeni deve essere considerato l'uso improprio e prolungato di antibiotici che favorisce i ceppi resistenti, oppure il fatto che la maggior parte delle persone decedute, come rappresentato pubblicamente dal Primario del reparto di medicina Dott. Alessandro Pampana, sono malati fragili, pazienti oncologici, trasportati con protesi, geriatrici ecc... con situazioni cliniche e assistenziali gravi e nella quasi totalità dei casi sono appunto pazienti anziani e molto anziani, alcuni dei quali con patologie respiratorie, cardiovascolari e casi di ventilazione meccanica, ma rimane il fatto che la maggior parte dei deceduti ha contratto il batterio intestinale o fecale all'interno del NOA o di strutture esterne per cure intermedie. Insomma, i 33 decessi del reparto medicina del NOA avvenuti nel periodo 20/12/2017-10/01/2018, confermati dal primario di medicina e gli altri avvenuti nel periodo successivo, l'ultimo qualche giorno fa a scapito di un giovane residente a Ronchi, colpito da polmonite contratta durante un periodo di riabilitazione ortopedica che lo ha trascinato fino alla morte, mi fanno sospettare che ci sia qualcosa di anomalo, riconducibile ad un uso errato o scadente del protocollo di gestione delle infezioni e a precarie condizioni igienico-sanitarie. Mi riferisco, ad esempio, al decesso di una signora, il cui fratello ha dichiarato attraverso gli organi di stampa che la sorella avrebbe contrario il batterio al Noa da una paziente ricoverata nella stessa camera. Nel merito, il fratello, ma anche altri parenti di persone decedute in questo periodo a seguito di infezioni intestinali e polmonari, si sono rivolti all'avvocato Gianni Bertocchi di Massa per presentare denunce e far avviare indagini per accertare le vere cause di morte dei loro parenti. In realtà appare paradossale che malati ricoverati magari per una frattura ossea, siano poi deceduti a causa di infezioni che prima del ricovero non risultavano esserci e comprendo bene che in ambienti sanitari possano circolare batteri di vario genere, ma è incomprensibile il proliferare degli stessi se non per carenze igieniche sanitarie o mal gestione dei relativi protocolli per le infezioni. Mi è sembrato curioso e originale il fatto che solo dopo la mia denuncia espressa attraverso gli organi di informazione, sia apparso sull'ingresso del reparto di medicina un cartello con su scritto "ISOLAMENTO DA CONTATTO. AREA MEDICA. ATTENZIONE PRIMA DI ENTRARE INDOSSARE CAMICE MONOUSO E GUANTI E RIPORLI NELL'APPOSITO BIDONE. LAVARSI LE MANI CON ACQUA E SAPONE. GRAZIE " e nel merito, mi chiedo se non dovevano intervenire prima, considerato che a quel preciso momento erano già state colpite da batterio e morte 33 persone.
Per quanto sopra, chiedo al Procuratore della Repubblica DOTT. ALDO GIUBILARO di avviare le indagini per accertare la situazione e verificare se esistono delle responsabilità e delle cause riconducibili all'errore umano o ad una gestione impropria del protocollo per le infezioni.
certo di un Vostro pronto riscontro porgo Distinti Saluti

Sabato 22 settembre 2018 alle 13:09:14
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