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Ultimo aggiornamento ore 09.03 del 18 Ottobre 2019

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«Vogliamo un modello lombardo nella sanità toscana, Rossi ha fallito»

Il gruppo consiliare di Forza Italia di Massa interviene sui problemi della sanità apuana. La replica del Psi: «Basterebbe depurarlo dagli errori compiuti»

il dibattito
«Vogliamo un modello lombardo nella sanità toscana, Rossi ha fallito»
Massa-Carrara - «Sulla qualità dei servizi offerti dal Nuovo Ospedale delle Apuane il centrodestra si è espresso più volte appellandosi inutilmente alla Regione Toscana con richieste tese al miglioramento delle prestazioni». Si apre così l’intervento del gruppo consiliare di Forza Italia di Massa che punta il dito contro la Regione sulle criticità della sanità apuana. «Oggi, in prossimità delle prossime elezioni regionali – scrivono Stefano Benedetti, Giovanbattista Ronchieri e Sergio Bordigoni – non possiamo che presentare il conto al presidente Enrico Rossi, per tutti i disservizi che sono inevitabilmente ricaduti sulla pelle dei malati e dei cittadini più in generale. Alla base di tutto, c’è la cronica carenza di personale che rientra sempre nella logica dei tagli post “buco di bilancio” per il quale non sono mai stati identificati i veri responsabili. Nonostante gli sforzi fatti da Rossi e dai dirigenti locali dell’Asl per dimostrare alla popolazione il buon funzionamento della struttura, abbiamo dovuto prendere atto attraverso le testimonianze di molti cittadini che in diversi reparti è peggiorata la qualità del servizio, a partire dal Pronto Soccorso, sempre intasato ed interessato da gravi problematiche organizzative. La carenza di organico sta creando non pochi problemi a reparti come Medicina, dove molte volte il poco personale a disposizione, deve fare i miracoli per soddisfare le richieste di tutti i ricoverati».

«Per non parlare – proseguono i tre – dei lunghi tempi delle liste di attesa, lievitati rispetto al passato con delle punte che superano in alcuni casi i 400 giorni. Nel merito, le promesse di Rossi e di De Lauretis (l’ex-direttrice generale dell’Asl, ndr) sono state vane e la situazione è peggiorata ulteriormente, mettendo a grave rischio soprattutto i pazienti più anziani. Insomma, una situazione catastrofica dalla quale si può uscire solo mandando a casa il centrosinistra a livello regionale e realizzando il progetto del centrodestra che ha sempre avuto come riferimento il modello lombardo. Sui quattro nuovi ospedali, compreso il Noa, la Regione Toscana ha fallito in pieno, sia per quanto riguarda il Project Financing, sia per l’organizzazione inefficiente e i tagli verticali che hanno sempre influito negativamente sulla qualità del servizio. Ricordiamo che sono ancora in corso le indagini sulle morti sospette e che sarebbe bene verificare ulteriormente il tasso di mortalità degli ultimi due anni, per accertare se il Noa di Massa rientra nella media ufficiale, oppure se ha punte più elevate rispetto alle altre realtà toscane».

«La difesa del Noa da parte del presidente della Conferenza Zonale della sanità Francesco De Pasquale, non solo evidenzia e consolida l’ipotesi di un accordo con il Partito Democratico, ma dimostra la sua incapacità e soprattutto l’inutilità del soggetto, rispetto ad un compito così delicato che prevede prima di tutto il controllo delle problematiche sanitarie territoriali e un impegno preciso per risolverle. Per questo motivo chiediamo le dimissioni di De Pasquale da presidente della Conferenza».

In risposta a Forza Italia arriva la nota di Niccolò Spallanzani, coordinatore del Psi di Massa. La riportiamo di seguito.

Le osservazioni mosse dal Presidente Benedetti allo stato della sanità locale sono comprensibili ed è usuale che, con l'approssimarsi del voto regionale, i rappresentanti locali di un partito stilino un elenco delle criticità che affliggono la nostra struttura ospedaliera.
I cittadini, i pazienti lamentano, da tempo, che il servizio offerto sia peggiorato del resto non era difficile immaginare che sarebbe stato arduo, con una piccola struttura, sostituire i nosocomi chiusi con l'apertura del Noa.
Al problema degli spazi ridotti si è aggiunta la carenza di organico e, probabilmente, altre criticità che influiscono sull'efficienza del servizio determinando quel malessere diffuso tra i cittadini che una parte politica cerca, a fini elettorali, di cavalcare.
Certamente il centrosinistra locale, per non essersi opposto alla riorganizzazione sanitaria, ed il centrosinistra regionale, quale autore e promotore del progetto di riassetto, hanno delle responsabilità politiche ma non dobbiamo dimenticare che il percorso compiuto per arrivare al risultato odierno ha attraversato, senza scossoni, un governo nazionale a guida Berlusconi. Ricordo di un articolo del PD locale che prospettava il timore di un intervento del governo per bloccare il piano promosso dalla regione e sostenuto dai sindaci; ricordo che tali paure scaturivano dal fatto che sulla vicenda di quello che ancora si chiamava Ospedale per Acuti erano intervenuti, per loro competenze, vari Ministeri ma nessuno pose, nonostante la contrarietà di alcuni esponenti del centrodestra cittadino, un ostacolo politico e le problematiche tecniche, seppur con difficoltà, vennero superate.
Il presidente Benedetti, con il gruppo di Forza Italia, propone il modello lombardo ossia strutture private convenzionate con la regione ed al contempo attacca il project financing che consiste, semplicemente, nel far costruire la struttura ai privati e dar loro, in concessione, i servizi non sanitari per un periodo prestabilito quindi critica un meccanismo che consente ai privati di pulire le stanze dei pazienti ma è favorevole a privatizzare l'assistenza medica; mi sembra che non abbia le idee molto chiare, si può discutere, certamente, sui costi di edificazione di un nosocomio e sul tempo di concessione dei servizi extra sanitari ma ritengo che sia incoerente il ragionamento che viene proposto, così come penso che non sia paragonabile la gestione di un parcheggio con l'assistenza sanitaria.
Ritengo che il modello Toscano, depurato e corretto degli errori compiuti, sia ancora quello da preferire con un servizio sanitario offerto dalla mano pubblica secondo logiche che guardino al malato, che pongano il paziente prima del dato contabile. La sanità Toscana deve evitare gli sprechi, deve avere più medici e infermieri che impiegati, deve continuare a mettere al centro la persona e riprendere quella buona politica, diversa dal modo di ragionare di un impresa, che l'ha resa, per anni, un punto di riferimento non solo nazionale.
Penso che per risolvere i problemi si debba avere e dimostrare la capacità di ascoltare i medici, gli infermieri, i sindacati, i pazienti poiché sono loro che affrontano, quotidianamente, le debolezze del sistema e che possono offrire proposte e soluzioni alla politica; la sanità non può e non deve essere un terreno su cui giocare delle competizioni ma deve essere un campo in cui forze politiche responsabili cercano, con pacatezza, di confrontarsi per dare risposte, poiché la salute non è di destra né di sinistra.
La politica locale dovrebbe unirsi per avere una voce sola e per cercare di migliorare l'assistenza che, con difficoltà e sacrificio, il personale medico e infermieristico garantisce ai cittadini.
In ultimo, vorrei invitare il Presidente Benedetti ed il gruppo di Forza Italia ad aggiornare la città sull'iter, avviato dall'Amministrazione, che dovrebbe portare la Comunità ad avere, finalmente, la casa della salute; sarebbe buona cosa se i cittadini sapessero dove sorgerà (in un parco?) ed in quali tempi.
La nuova struttura contribuirà certamente a superare una parte delle difficoltà che i pazienti ed i loro famigliari oggi debbono affrontare per questo mi auguro che, su questo tassello fondamentale per la sanità territoriale, le forze presenti in Consiglio vadano oltre la polemica.
Lunedì 29 luglio 2019 alle 11:48:47
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