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Ultimo aggiornamento ore 23.54 del 18 Dicembre 2018

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«Serve una nuova Forza Italia». Aria di scissione nell'ala azzurra del centro destra

la politica massese
«Serve una nuova Forza Italia». Aria di scissione nell´ala azzurra del centro destra
Massa-Carrara - A.a.a. “unità” cercasi in Forza Italia. Il coordinamento provinciale azzurro sembra essere prossimo ad una scissione. E a trainare le redini del gruppo “ribelle” che chiede a gran voce più «sovranismo» è niente po’ po’ di meno che il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. Lui e i due consiglieri comunali del circolo di Massa, Sergio Bordigoni e Giovanbattista Ronchieri, sembrano intenzionati a non rispondere all'appello lanciato dal coordinatore provinciale in carica, Matteo Mastrini, che qualche settimana fa ha dato ufficialmente il via alla chiamata a raccolta dei forzisti per il tesseramento.

La triade massese però non ha risposto al richiamo e non ha nemmeno partecipato all'ultimo coordinamento. Riuscendo però a trovare un po’ di tempo per assistere alla presentazione della formazione del movimento culturale e politico nato dalla lista Persiani Sindaco. «Condividiamo la nascita del movimento politico culturale della lista Persiani sindaco con il quale vorremmo lavorare in sintonia e partecipazione», ammette Benedetti, che comunque tiene i piedi ben saldi anche nello stivale tricolore, sottolineando importanti riferimenti in Jacopo Ferri, Deborah Bergamini e Matteo Mastrini.

«Forza Italia è un partito vecchio e noi siamo un gruppo di riformisti – commenta il presidente Benedetti – Crediamo che il partito debba introitare i giovani. Serve una “Nuova Forza Italia”, un partito sovranista che non ceda alla deriva della Lega di Salvini». E il presidente fa il nome di Domenico Piedimonte come uomo ideale per dare un volto alla nuova forza politica, sempre che la scissione avvenga. Il che appare probabile considerato che mentre il coordinatore provinciale di Fi, Matteo Mastrini, si prepara al prossimo congresso di partito, Benedetti auspica di non doverlo realizzare in quanto «porterebbe ad una spaccatura». «È una situazione anomala – dice Benedetti - non ci sono fratture ma c’è un particolare che visto dall’esterno potrebbe farle apparire tali».

Di sovranismo Mastrini non parla ma rimarca una posizione di dialogo e apertura ad una coalizione. «Penso che Forza Italia si debba collocare all’interno di una coalizione. I rapporti di forza sono cambiati – dice Mastrini - ma se non capiamo che il nostro elettorato non si riconosce altrove, ma si riconosce in una politica meno urlata e in un partito di governo, non vedo dove possiamo andare». Più Italia in Europa, il motto che Mastrini intende portare avanti per «coerenza» anche in vista delle prossime elezione europee: «vivo in una visione locale ma la nostra posizione nei confronti dell'Unione Europea è sempre stata critica ma non rigida. Il supporto all’Ue non deve essere messo in discussione. Ma per parlare di questo dovremo vedere i riflessi della manovra economica del governo. L’economia non è una scienza esatta e i riflessi che seguiranno la manovra saranno quelli che ci diranno se ha funzionato o no. Io credo che sia necessaria “più Italia in Europa”. E credo che urlarlo non serva a molto».

Dure le reazioni di alcuni militanti di Fi che con il presidente (ex?) forzista Benedetti hanno condiviso anni di politica, Mauro Rivieri e Roberta Dei: «ll sovranismo svuota il principio democratico di un partito che stabilisce un legame di rappresentanza tra lo stato e i suoi cittadini, i sovranisti sono indipendentisti e federalisti, se qualcuno aspira a fare di Fi un duplicato della Lega fa prima ad iscriversi nelle file della Lega stessa. Fi deve recuperare i contenuti i valori che l’hanno fatta grande e l'hanno fatta amare dagli italiani, valori democratici europeisti liberali che coinvolgano tutta l'area di centrodestra moderata».
Giovedì 22 novembre 2018 alle 10:25:31
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