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Ultimo aggiornamento ore 17.18 del 19 Aprile 2019

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«Rinuncio all'intervento in Consiglio comunale, colpa dei 'fascisti rossi'»

Dopo il polverone, interviene con una lettera lo storico Pierluigi Romeo di Colloredo Mels: «Mio padre combatté veramente il fascismo e il nazismo»

la bufera del giorno del ricordo
«Rinuncio all´intervento in Consiglio comunale, colpa dei ´fascisti rossi´»
Massa-Carrara - «Rinuncio al mio intervento al Consiglio comunale per colpa dei fascisti rossi». Lo ha scritto in una lettera inviata ai media locali Pierluigi Romeo di Colloredo Mels, lo storico che sarebbe dovuto intervenire domani, lunedì, nel corso del Consiglio solenne in programma a Massa. La sua presenza nel programma delle celebrazioni ha sollevato un polverone politico perché sarebbe uno storico di «estrema destra vicino a Casa Pound» hanno scritto politici di sinistra. Ma anche gli esponenti del M5s di Carrara avevano annunciato che in caso di un suo intervento sarebbero «usciti dall'aula». Riportiamo di seguito le parole di Colloredo.

Premetto che vivo a Massa da qualche mese, e che sono stato contattato dal Comune per tenere una prolusione per il Giorno del Ricordo. Chi scrive è autore di 35 opere di storia militare, non limitate al periodo fascista (come vorrebbero i signori che, emuli di una tradizione democratica, invocano una censura preventiva e un processo alle idee), bensì che vanno dal periodo antico al Medioevo sino alla Grande Guerra. Giudicare senza conoscere è gravissimo: non si può affermare, come fa l'onorevole Martina Nardi, che io sia "uno storico di destra che non ha mai rinnegato il fascismo"... è una solenne idiozia. Innanzitutto cosa pensi del fascismo l'ho scritto nei miei libri sulla storia della Mvsn, laddove, come ne "I Pretoriani di Mussolini", scrivo testualmente: «...se condanniamo senza appello l'ideologia che condusse alle guerre di cui ci siamo occupati, il nostro rispetto va ai 14.142 caduti della Mvsn che per la propria idea, per quanto sbagliata, e per il proprio Paese, a torto o a ragione identificato con essa, diedero la vita (pag. 8)».

Condannare senza appello un'idea sbagliata, sino a prova contraria, è esattamente il contrario di quanto sostenuto dall'onorevole Nardi. Personalmente ritengo il fascismo condannato irrimediabilmente dalla storia, dalle leggi razziali, dall'alleanza innaturale con il nazismo tedesco. Nei miei libri condanno senza appello l'ideologia che condusse alle guerre del regime, ma rispetto chi cadde per un'idea anche se sbagliata. A differenza loro, non sono né negazionista né giustifìcazionista, ma i libri vanno letti prima di giudicare, anche quando si è orgogliosamente eredi di ideologie che dal Terrore Rosso leninista giungono direttamente alla Corea del Nord, passando per Togliatti e Stalin. E per le foibe. Sinceramente posso far mia la battuta di Federico Fellini: sono contro tutti i fascismi, a cominciare da quello comunista. Non mi sono mai candidato con nessun partito, tanto meno Casa Pound, ma non mi risulta che a differenza del mondo ideale stile democrazia popolare alla Lenin, Berija, Pol Pot e piazza Tien An Men di taluni, sostenere un partito legalmente ammesso alle elezioni sia ancora un reato passibile di rieducazione, infoibamento o gambizzazione stile Br cui apparteneva quel Walter Pezzoli la cui memoria è stata esaltata dal sindaco Pd di Settimo Milanese. Né ho mai frequentato salotti di Casa Pound. Ho tenuto per Cpi delle conferenze (quattro, una a Imperia, una a Genova e due a Lucca) sempre su argomenti relativi alla Grande Guerra, avendo sempre la massima libertà di espressione, e mai su argomenti relativi al fascismo, anche perché in questo le mie idee non sono le stesse di Cpi.

Ho tenuto anche dozzine di conferenze per associazioni d'Arma e combattentistiche. E ho sostenuto, contento di averlo fatto, la candidatura del mio amico Andrea Lombardi con Cpi. Sostenere che io sia nostalgico di un'ideologia risalente a un secolo fa come quella fascista, nata dopo la fine della Grande Guerra e decisamente improponibile a causa dei suoi errori, o ancora peggio agiografo della dittatura finita ingloriosamente nel '43, è semplicemente stupido. Se certi personaggi avessero un minimo di coscienza potrebbero constatarlo da una lettura dei miei scritti. Ma i libri fanno paura. È evidente la volontà di strumentalizzazione politica per creare polveroni contro il ricordo delle vittime della pulizia etnica di Tito e dei suoi tirapiedi italiani, che definire traditori è riduttivo, per continuare a mistificare la storia in un'ottica che si sperava caduta con le dittature comuniste, quelle stesse che taluni partiti, oggi con altro nome, sognavano di imporre in Italia in nome di Stalin o Tito. Quelle stesse forze che sognavano di far carta straccia della Costituzione, magari al grido di "ha da venì Baffone!", che, alla faccia loro, recita all'Articolo 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Costituzione che si deve a uomini che veramente hanno combattuto il fascismo ed il nazismo, tra i quali mio padre, ufficiale del Corpo Volontari della Libertà, e i partigiani che si batterono per la libertà e la democrazia.

Dato che è chiaro che il caso è stato montato ad arte da chi vuole infangare una vera tragedia nazionale, mi vedo costretto a fare un passo indietro. Direi da veri fascisti, magari dipinti di rosso. Ritengo che i Martiri dell'italianità di Istria e Dalmazia non meritino che si dia spunto ai negatori del loro sacrificio di trovare pretesti per oltraggiarne la memoria.

Infine, la questione della foto in divisa nazista (quella allegata all'articolo, ndr). Non sono così cretino, me lo si consenta, da fare fotomontaggi del genere con figuri come Himmler, un criminale psicopatico. Mi permetto di allegare la foto originale, simpaticamente inviatami con la scritta "fascista di merda" e "morte al fascismo libertà ai popoli" che per disprezzo verso questi vigliacchi tagliai e postai su Facebook per prenderli per i fondelli. Questo per la verità.
Domenica 10 febbraio 2019 alle 13:18:56
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