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«Noa, le allarmanti conseguenze del project financing»

Potere al Popolo spiega i passaggi di mano delle società che gestiscono l'ospedale. «Non è ancora collaudato»

Il giro d'affari
«Noa, le allarmanti conseguenze del project financing»
Massa-Carrara - Project financing, nelle aspettative dei suoi sostenitori dovrebbe servire a porre rimedio alla scarsità di fondi pubblici e al gap infrastrutturale fra l’Italia e i paesi industrializzati. Ma quali sono le conseguenze di questa stretta di mano fra pubblico e privato? Nell'attesa che vengano sforbiciati 45 milioni di spese per il personale sanitario della regione, come annunciato a febbraio dal presidente Enrico Rossi, Potere al Popolo di Massa denuncia lo stato attuale dell’Ospedale delle Apuane. E nel dettaglio, chi – ha – in - mano - cosa.

Criticato sin dalla sua nascita, l’Ospedale della Apuane da previsione doveva costare circa 70 milioni di euro, poi lievitati fino a 154 per sistemare le zone paludose sulle quali sorge. La realizzazione del progetto, da parte della società Sat, è appunto frutto di un project financing, una complessa operazione economico – finanziaria in costante espansione nei settori pubblici, che prevede, in questo caso, che il sistema sanitario, ma anche l’attività amministrativa in genere in materia di opere e lavori pubblici che si rifà a questo modello, garantisca i criteri di efficienza ed efficacia.

Ad oggi una delle tre società che compone la Sat, cioè la Astaldi, ha richiesto un concordato. Il fallimento sembra essere dietro l’angolo. E qualche acquirente si è fatto avanti. Un’operazione che se portata a termine per Potere al Popolo avrà delle conseguenze sui servizi essenziali dei cittadini, con «tagli conseguenti che non potranno più essere rivolti alla economizzazione delle spese, ma dovranno essere scaricati sulle spese del personale e sull'erogazione dei servizi» hanno spiegato in conferenza stampa Nicola Cavazzuti, Luca Corsi e Ennio Minervini.

«L’ospedale di Massa – spiega Nicola Cavazzuti di Potere al Popolo - è stato costruito da una società in project financing, che si chiama Sat, che è composta da tre grandi società di costruzioni: Astaldi, Pizzarotti e Techint. Queste tre grandi società hanno costruito e poi hanno gestito l’ospedale in questi anni. Il 29 dicembre del 2017, Astaldi e Pizzarotti acquistano le quote di Techint e nello stesso giorno ne rivendono l’80% ad una società italiana, una società a responsabilità limitata, che si chiama Equitix, Equitix Italia Sat Holdco. Questa è posseduta da due fondi di investimento strutturali inglesi, Equitix Eurobond 3 ed Equitix Eurobond 4, che fanno capo a un’unica società di gestione, Equitix, con sede a Londra».

La società londinese è posseduta da un’altra società, Tetragon, che risulta con sede a Guernsey, isola nel canale della Manica, paradiso fiscale che è amministrativamente una dipendenza della Corona britannica. «Un paradiso che nel 1999 il nostro Ministro aveva individuato nella black list dei paradisi fiscali».

Ma non è tutto. «Tetragon è posseduta da un’altra società, Fortress, americana, specializzata in acquisto e speculazione sui bond, quelle obbligazioni tossiche che sono rimaste anche nelle pance delle nostre banche, che Fortress acquista a prezzi stracciati, per poi cercare di guadagnarci sopra attraverso operazioni finanziarie».

«Un business talmente importante che lo scorso anno Fortress è stata acquistata da una società giapponese, Softbank, che dalle telecomunicazione oggi è uno dei più grossi gruppi finanziari al mondo che possiede anche il 15% di Uber». «I nostri ospedali sono in mano a questo colosso finanziario giapponese, il tutto passando da un paradiso fiscale dove vengono riciclati buona parte dei denari non proprio leciti a livello mondiale».

Preoccupazione di Pap è che «a fianco di Sat c’è una società consortile che si chiama Ge-sat che ha il compito di fornire i servizi non sanitari a Sat: parcheggio, ristorante, pulizie, sterilizzazione, e Astaldi, insieme a Pizzarotti, hanno acquistato la maggioranza delle quote. Dove sta il problema? Il fallimento quasi ufficializzato della Astaldi. Tant'è che ha chiesto il concordato, si sono fatti avanti acquirenti, e allo stesso tempo i maggiori creditori sono le banche.Le stesse banche che hanno gestito l’operazione di Equitix. Un’operazione avvenuta a Mestre, Vicenza, a Novara... Il tutto con il benestare delle regioni, che siano di centro destra o di centro sinistra. Pecunia non olet».

In conferenza stampa i tre hanno illustrato il quadro della situazione cogliendo l’occasione per chiedere l’intervento della Regione: «Il nostro ospedale è l’unico ospedale che non ha ancora il collaudo. Sat, a Massa, per questo motivo non ha ancora venduto le quote ad Equitix, a quel punto diventerà azionista al 100%. Attraverso i consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra stiamo facendo interrogazioni, perché ad andarci di mezzo saranno i lavoratori».
Lunedì 15 ottobre 2018 alle 11:17:29
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