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Ultimo aggiornamento ore 11.53 del 24 Maggio 2019

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«No al monolite a Bellugi. Piace solo ai salottini della Massa bene»

Mobilitazione degli antifascisti e delle antifasciste apuane per dire no al posizionamento dell'opera al parco dei Quercioli

poeta e podestà
Massa-Carrara - È un volantino–promemoria quello messo nero su bianco dagli antifascisti e dalle antifasciste di Massa, Carrara e Montignoso. Una serie di date per ricordare alcuni episodi storici e documentati che hanno fra i protagonisti Ubaldo Bellugi, di cui oggi si discute a causa del monolite che verrà posizionato, salvo ripensamenti, il 21 marzo in piazza dei Quercioli. E che riporterà come annunciato dall'amministrazione comunale di Francesco Persiani uno dei suoi scritti, prodotto nel 1930, la poesia "Primavera de Massa". Per sabato 16 marzo, alle 16, è stata lanciata una mobilitazione, un incontro proprio ai Quercioli, per dire no al monolite.

Nel volantino viene ricordato il 30 aprile del 1921, anno in cui nasce la sezione di Massa del fascio. Il 9 giugno Ubaldo Bellugi ne diventa segretario. Pochi giorni dopo, il 12 giugno, si tiene la spedizione punitiva organizzata da 500 camicie nere venute da tutta la Toscana “col proposito di dare una lezione agli abitanti”. Per quei fatti Bellugi viene imputato insieme ad altri 129 squadristi. E poi ancora, il 1922, anno delle scorribande nere, una delle quali vede il vice sindaco socialista di Montignoso, Daniele Grillotti, picchiato selvaggiamente. Morirà di lì a poco. Nel 1927 Bellugi diviene podestà, carica che ricopre senza interruzione fino al 1938. Ed è in quell’anno che esce l'opuscolo “Massa nell’anno V del Littorio” in cui l’uomo illustra quello che ha tutte le apparenze di un programma: “Rinforzerò la lotta. I nemici tremeranno. Purificherò l’ambiente cittadino, con un azione metodica e martellante di ogni giorno, le camicie nere disinfetteranno, metro dopo metro, casa per casa, le zone rurali”.

«Infatti i suoi manipoli “purificarono” e “disinfettarono” la città attraverso agguati, bastonature, distruzione di case e cose, ferimenti uccisioni», spiegano gli antifascisti. Anni dopo, nel 1932, anche il questore di Massa, Epifanio Pennetta, in un documento indirizzato al prefetto, parlerà del Bellugi: "fascista della prima ora - si legge - seguace un tempo di S.E.Ricci… ha poca volontà di lavorare. Dicesi abbia diverse passività. Come Podestà di Massa è molto discusso, per il disordine amministrativo nel quale è tenuto il Comune. (….) è ufficiale della milizia (ora senior) per avere comandato un reparto durante la marcia su Roma. Ha partecipato a varie azioni fasciste, a Massa e altrove, tra le quali quella di Sarzana. È un simpatico “causeur” ed è l’idolo di alcuni salotti cittadini. I massesi affermano che si occupi di teatro e di donne più che di amministrazione”.

«E’ curioso constatare che perfino per il Questore – scrivono gli antifascisti e le antifasciste locali – Bellugi è un fascista, uno squadrista, un lavativo, amato solo nei salottini della Massa perbene…ieri come oggi».
Mercoledì 13 marzo 2019 alle 19:48:45
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