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Ultimo aggiornamento ore 08.06 del 30 Marzo 2020

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«Dov'è la sanità privata, quando quella pubblica affronta una pandemia?»

Oggi parte dell'Ospedale delle Apuane appartiene ad un multimiliardario giapponese, al quale il collettivo Massa Città in Comune chiede di "frugarsi in tasca".

Sanità
Massa-Carrara - Dov'è la sanità privata, quando quella pubblica affronta una pandemia? Se lo chiedono in molti da quando le carenze emerse nel sistema sanitario pubblico per il contenimento del Covid-19 hanno obbligato il Governo ad adottare protocolli emergenziali e misure restrittive che toccano tutti gli ambiti della vita sociale e pubblica. Il paese sembra improvvisamente fermarsi, ma l'urgenza impone di scongiurare il più possibile ulteriori contagi. Così da non dover fronteggiare in prima persona l'aggressività del virus, o esporre le persone che ci circondano a farlo.

Merate, Brescia, Cremona, Crema, Bergamo. Sono solo alcune delle città i cui ospedali al momento risultano al collasso. Ogni cittadino, nel suo piccolo, sente l'esigenza di contribuire in qualche modo a evitare che lo stesso accada a casa propria. Ma dov'è la sanità privata, quando quella pubblica è al collasso?

Lo stesso Ospedale delle Apuane ha visto la sua nascita grazie ad un'accordo con un privato. Fu costruito da una società che si chiama Sat, composta da tre colossi delle costruzioni e dell’ingegneria civile: Astaldi, Pizzarotti e Techint. Gruppi che fatturano centinaia di milioni di euro e che hanno appalti in tutto il mondo. Oggi tutti i servizi offerti al suo interno, a partire dalla pulizia delle sale operatorie e dei reparti, fino al bar, appartengono, risalendo una serie di società più o meno grandi che in alcuni casi transitano da paradisi fiscali, ad un miliardario giapponese.

Da qui la nota del collettivo Massa Città in Comune, che chiede a Masayoshi Son, uno dei più grandi finanziere del Giappone, di "frugarsi in tasca": "Le raccolte fondi iniziate in questi giorni stanno chiedendo donazioni ai cittadini apuani mentre si paga l'affitto al padrone di Softbank, Uber, Alibaba, Fortress Investment Group, We Work, Yahoo! Japan e molto altro :Masayoshi Son".

"Forse questi novelli raccoglitori di fondi digitali non sanno nulla delle nostre comunità, abituati a vivere nella ricca Milano o comunque lontani dalle lotte che vengono condotte da anni da operatori sanitari, sindacalisti e attivisti politici contro la privatizzazione di fatto della sanità pubblica. Abbiamo un ospedale a mezzo servizio a Carrara - afferma il collettivo - e ci saremmo aspettati che i carrarini avessero colto la nostra sfida raccogliendo fondi per riaprire l'ospedale al Monoblocco così da tornare ad avere un ospedale. Ogni anno la Regione Toscana paga 36 milioni di euro a Masayoshi Son per i servizi non sanitari dei 4 nuovi ospedali toscani tra cui il nostro NOA. 36 milioni che dall'Italia muovono verso paradisi fiscali in un turbine di catene piramidali. 36 milioni spesi per sanificare l'ospedale, per pulirlo, per il parcheggio che noi paghiamo ogni volta facciamo visita a un parente o dobbiamo fare una visita".

"In base a quale principio, dato che paghiamo affitto per fare sanità in quell'immobile, dovremmo dare soldi a raccolte fondi che hanno come solo scopo quello di non chiamare Masayoshi Son alle sue responsabilità in quanto proprietario del NOA? I fondi andrebbero raccolti per il Monoblocco di Carrara non certo per arricchire ancora di più il multimiliardario Masayoshi Son facendo quei lavori che lui dovrebbe fare dentro l'ospedale". Il collettivo si rivolge alle istituzioni regionali affinché rendano pubblica la convenzione che lega gli ospedali toscani con le società Son ed Equitix. "Rossi, Saccardi e Bugliani devono rendere pubblica la convenzione dei 4 ospedali toscani che non viene consegnata da anni al nostro gruppo regionale di Si Toscana a Sinistra. Rendete pubblica la convenzione subito, chiarite come stanno realmente le cose nei rapporti con Son ed Equitix. L'emergenza coronavirus impone trasparenza, i toscani vogliono conoscere i termini della convenzione dei 4 ospedali costruiti in finanza di progetto".
Giovedì 12 marzo 2020 alle 08:15:04
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