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Ultimo aggiornamento ore 12.31 del 5 Agosto 2020

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«Basta appalti, la sanità pubblica non si può reggere sullo sfruttamento»

Lavoro
«Basta appalti, la sanità pubblica non si può reggere sullo sfruttamento»
Massa-Carrara - Un presidio in solidarietà dei lavoratori e delle lavoratrici del Cup, da settimane in stato di agitazione per scongiurare una nuova gara d'appalto e ottenere così la stabilizzazione dei loro contratti. Ieri mattina, fuori dal centro di via Bassa Tambura, alcuni cittadini, in particolar modo militanti della sinistra, hanno realizzato un sit in per manifestare la propria vicinanza ai lavoratori coinvolti nella vertenza.
«Basta appalti, basta esternalizzazioni e precarietà. I servizi al cittadino per la sanità pubblica non possono poggiare su sfruttamento dei lavoratori e contratti umilianti - scrivono in una nota i lavoratori e le lavoratrici autorganizzati di Massa-Carrara - Questi lavoratori stanno lottando perché da anni la Asl li tratta come lavoratori fantasmi, esistono, lavorano, rischiano ma non sono come gli altri lavoratori, nonostante svolgano un servizio essenziale per il servizio sanitario come abbiamo avuto modo di constatare chiaramente nei giorni dello sciopero con la paralisi di molti servizi sanitari. Non può esserci una sanità pubblica efficiente senza un servizio di prenotazione e di sportello efficiente. Il lavoro deve essere sempre rispettato senza distinzione».
«Questa vertenza è l'ennesima dimostrazione delle contrattazioni a ribasso dei diritti del lavoro – commenta Andrea Guadagnucci del Pci – Ai continui elogi agli eroi della sanità non è seguito il degno riconoscimento del lavoro svolto in questo periodo di emergenza».
Un riconoscimento inoltre che non arriverà, secondo Nicola Cavazzuti del Partito della Rifondazione Comunista, a meno che non venga radicalmente cambiato il sistema di assunzione dei lavoratori del servizio pubblico: «La lotta del Cup è la lotta dei precari, la lotta di un sistema sanitario sbagliato alla radice che non va nemmeno riformato, ma radicalmente cambiato. Questa è l'idea che abbiamo dal 2015 quando presentammo un referendum, bocciato in Regione, sulla legge regionale alla sanità. Una legge che ha portato alle privatizzazioni, ai tagli, e che sotto stress, nel periodo del Covid, ha mostrato tutte le sue fragilità. Si deve tornare alla legge del 78 e ai presidi locali sul territorio». A partecipare al presidio anche i Carc: “La battaglia per rimettere in piedi la sanità – aggiunge Elena Tartarini – parte dalle internalizzazioni”.
Domenica 26 luglio 2020 alle 09:37:31
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