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Ultimo aggiornamento ore 22.02 del 1 Aprile 2020

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Virus e lavoro, i sindacati: «Ricatti dentro e fuori le fabbriche»

È ancora confuso in queste ore lo scenario che si prospetta per le attività produttive presenti nella provincia di Massa-Carrara

dopo il nuovo decreto
Massa-Carrara - Attività essenziali aperte, attività non essenziali chiuse. Poi ci sono le eccezioni. È ancora confuso in queste ore lo scenario che si prospetta per le attività produttive presenti nella provincia di Massa-Carrara a seguito del decreto anticoronavirus entrato in vigore oggi, lunedì 23 marzo. Le aziende che non rientrano nelle 80 voci individuate attraverso i cosiddetti "codici Ateco" avranno tempo fino a mercoledì 25 per chiudere ufficialmente. Ma le strette connessioni che ci sono tra settori e settori, rischiano di veder crescere in maniera esponenziale la lista, estendendola alle attività "indirettamente" essenziali. Insomma il principio del “chiudere tutto” sembra avere dei margini di apertura.

A lavoro per fare chiarezza sul quadro che dovrebbe entrare a tutti gli effetti in vigore nelle prossime 48 ore, c'è anche il comandante dell'Arma dei Carabinieri di Carrara, Cristiano Marella, che tiene a far sapere ai cittadini che sono in corso le verifiche delle attività non essenziali che dovranno chiudere. E rispetto alle segnalazioni arrivate in queste ore all'Arma su presunte irregolarità in corso, risponde: "stiamo documentando tutto il necessario".

I sindacati sono "delusi" e raccontano di ricatti fuori e dentro fabbriche e/o esercizi commerciali. Senza contare che tra l'annuncio del decreto "Io resto a casa" e la sua effettiva pubblicazione in Gazzetta, sono passate tante ore. Forse troppe considerando il risultato. "Il testo non arrivava - commenta il segretario della Cgil di Massa-Carrara, Paolo Gozzani - perché Confindustria faceva pressione attraverso lobby e prefetture, minacciando che il paese avrebbe rischiato cento miliardi in un mese con la chiusura totale. E le minacce non sono state solo sul piano politico, ma anche su quello individuale. Ci sono lavoratori che vengono presi uno ad uno. Già sono spaventati, se poi vengono minacciati di perdere il lavoro, ovviamente spingono per lavorare".

Il focus sul piano locale: "Restano aperte le grandi aziende: Bario-Solvey, Pignone, Omya, Samia Spa, Baker and Hughs -Pignone, Sanac. Resta aperto il porto di Marina di Carrara. E anche se dovrebbero essere chiuse, al momento sono al lavoro le segherie di marmo e le attività al piano".
"Siamo delusi dall'atteggiamento degli imprenditori perché non si assumono la responsabilità sociale della situazione, che sta ricadendo interamente solo sulle organizzazioni sindacali e sui lavoratori. Come sindacato siamo a fianco della sofferenza dei lavoratori che ci manifestano le loro paure, soprattutto nei supermercati dove la situazione diventa sempre più esplosiva". In serata tutte le sigle sindacali dovrebbero incontrare il presidente del consiglio Giuseppe Conte e portare sul tavolo anche la possibilità di organizzare uno sciopero generale.

"Le associazione industriali ha stravolto l'accordo discusso con il Governo - continua Gozzani - In pratica spingono per far prevalere il settore, più che l'attività essenziale. Così si intersecano le aziende e si perde il senso del decreto, che indica le attività significative da tutelare".

Il segretario della Cisl, Andrea Figaia lancia un appello alle direzioni dei supermercati: "Servono massicce assunzioni anche a tempo determinato delle ragazze e dei ragazzi che vengono assunti durante la stagione estiva. I supermercati stanno guadagnando un sacco di soldi. Ma i lavoratori, per esempio dell'Esselunga di viale Roma, sono al limite".

Riguardo gli altri settori: "Restano aperte solo le sartorie che si occupano di fare mascherine. Gli uffici legati a servizi postali, bancari e assicurativi promuovono lo smart working attuano orari ridotti". Poi un commento sullo scenario che verrà: "Io rappresento i lavoratori e penso che si debba chiudere. Bisogna rispettare il diritto alla salute dei lavoratori. Ovviamente non è facile, e guardo con sgomento alle difficoltà che si incontreranno per riaprire. Ma adesso c'è da tutelare la salute".
Lunedì 23 marzo 2020 alle 20:21:56
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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