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Ultimo aggiornamento ore 23.29 del 19 Novembre 2019

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Pos, alle imprese apuane costa 2mila euro annui. «Ridurre le commissioni»

Lo afferma in modo deciso Paolo Bedini, presidente di Cna Massa-Carrara: «Il freno ai pagamenti elettronici è dettato dai costi per effettuarli»

punte di 5.400 €
Pos, alle imprese apuane costa 2mila euro annui. «Ridurre le commissioni»
Massa-Carrara - Il costo dei Pos “divora” una fetta del guadagno già martoriato da tasse e Iva delle imprese e rappresentano un ulteriore tassa per gli imprenditori. Cna torna a chiedere un taglio sensibile delle commissioni a carico di artigiani, commercianti, professionisti ed imprese. Il governo vuole incentivare l’uso dei pagamenti elettronici ma per renderla una misura gradita serve anche una revisione forte dei costi delle commissioni sull’utilizzo dei Pos e sulle operazioni che può arrivare a costare all’esercente 2.000 euro in media all’anno con punte di 5.400 euro. I costi globali possono variare, secondo recenti studi, da quasi 500 euro a poco più di 1.900 euro.

“Se l’intenzione reale è quella di incentivare in modo efficace i sistemi di pagamento elettronico – analizza Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara – allora serve promuovere misure decisive come la drastica riduzione delle elevate commissioni sui pagamenti di piccola entità, l’accelerazione degli investimenti per la diffusione delle infrastrutture digitali e  l’abbattimento dei costi per cittadini e imprese sulle carte prepagate e i bancomat. Il freno ai pagamenti elettronici è dettato dai costi per effettuarli: per pagare devi pagare una commissione. E questo costo può valere fino al 2% del guadagno per una impresa che può essere molto per alcune tipologie di attività”.

Cna è preoccupata dall’atteggiamento. L‘ipotesi di introdurre multe più salate che non utilizzano il Pos non è la strada giusta quando in molti paesi europei non si applicano spese di gestione nè commissioni per i pagamenti elettronici. “Vale la pena ricordare – spiega ancora Bedini - che quest’anno artigiani, imprese e professionisti hanno già dovuto far fronte a nuovi costi ed adempimenti legati all’obbligo della fatturazione elettronica. Ora arriva la nuova incombenza dello scontrino elettronico che obbliga a dotarsi di un registratore di cassa telematico per il quale, sia chiaro, lo sconto fiscale di 250 euro copre solo parzialmente il costo dell’apparecchio. Insomma siamo davanti ad altri costi e problematiche tecniche, una per tutte la difficoltà di chi opera in aree dove la connessione è scarsa. E poi i provvedimenti dovrebbero tenere conto del fatto che le imprese non sono tutte uguali per dimensioni, fatturato, risorse umane e competenze tecnologiche. Basti pensare al fatto che una fetta dei nostri associati ha affidato ai nostri uffici la gestione della fatturazione elettronica a dimostrazione che non tutti possono far da sè. Il governo – conclude - dovrebbe pensare a tutelare le piccole imprese invece che prevedere sempre nuovi aggravi burocratici e di costi che sui piccoli imprenditori pesano in media molto di più”.
Venerdì 18 ottobre 2019 alle 14:11:49
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