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Ultimo aggiornamento ore 22.11 del 23 Luglio 2019

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Occupazione: guidano Aulla e Villafranca. Massa e Carrara fuori dal podio

Lo dice una recente indagine de Il Sole 24 Ore. Nei due comuni lunigianesi, a cui si aggiunge Pontremoli, c'è la più alta percentuale di occupati, oltre la media nazionale. Chiude la graduatoria Zeri

la classifica
Occupazione: guidano Aulla e Villafranca. Massa e Carrara fuori dal podio
Massa-Carrara - Chi è che ha un lavoro? Chi fa la dichiarazione dei redditi. Partendo da questa buona approssimazione Il Sole 24 Ore, precisamente la sua sezione Infodata, lavorando su dati di Istat e del Ministero dell'Economia, ha effettuato una mappa che va a scandagliare addirittura comune per comune chi tra i 15 e i 64 anni ha un impiego e chi invece è al palo. Per partire, il dato generale: secondo l'indagine, il tasso di occupazione nazionale è pari al 61 e mezzo per cento, con le regioni del Sud in sofferenza rispetto a quelle settentrionali. Un'asticella sotto alla quale si trova un buon numero di comuni della provincia di Massa-Carrara: Zeri 48,4%; Comano 51,4%; Casola 54,5%; Fosdinovo 57,5%; Bagnone 57,5%; Tresana 58%; Mulazzo 58,4%; Filattiera 58,5%; Licciana Nardi 59,3%; Podenzana 59,5%; Fivizzano 59,6%; Montignoso 61,2%.

Stando all'indagine, il tasso più alto di occupati lo fa registrare il comune di Aulla, con il 63,8%, quasi due punti sopra i due comuni capoluogo Massa (62,02%) e Carrara (62%). Il secondo valore più alto? Sempre in Lunigiana: il comune di Villafranca col 62,8. Al terzo posto restiamo nella valle della Luna, con Pontremoli (62,7). Fuori dal podio i due comuni capoluogo Massa e Carrara.

«Il problema di Massa-Carrara – commenta il ricercatore carrarese Giorgio De Filippi – non è la mancanza di lavoro, ma caso mai la mancanza di lavoro qualificato coerente con le aspettative della nostra disoccupazione che è soprattutto scolarizzata (composta cioè da diplomati e laureati) e soprattutto femminile (in una area dove le principali industrie, sono fortemente maschili: marmo, meccanica, nautica, ecc., al contrario del resto della Toscana: tessile, pelle, cuoio, calzature, ecc.). Chi viene “da fuori” e legge semplicemente le statistiche provinciali, non si rende conto della realtà di un’area fortemente composita. Le statistiche comunali de Il Sole 24 Ore ci aiutano a capire. Il tasso di occupazione nazionale è pari al 61,51%, a Massa-Carrara è superiore in cinque comuni: tre di questi in Lunigiana che non è più da tempo un’area omogeneamente “depressa”. Poi Massa, Carrara e Montignoso di pochissimo inferiore alla media nazionale. Ma in questi sei comuni risiede l’84,2% della popolazione della provincia che vive dunque in aree dove l’occupazione è più elevata della media nazionale. Negli altri 11 comuni invece siamo sotto, anche pesantemente. Inoltre Massa-Carrara – aggiunge – da sempre (fin dagli anni ’80 come dimostravano i dati sulla produttività delle grandi aziende della zona Industriale inferiori a stabilimenti gemelli in altre aree del Paese ed anche i recenti dati sul reddito di cittadinanza) ha una forte presenza di doppio lavoro e soprattutto di lavoro nero. In un’area turistica e di campagna urbanizzata, il lavoro nero, i redditi in nero si annidano: nel turismo e nel commercio, nei servizi alla persona, nell’artigianato non regolare (giardinaggio, edilizia, lattonieri, elettricisti, impiantisti, ecc.) e nell’agricoltura».
Mercoledì 17 aprile 2019 alle 10:25:34
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