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Ultimo aggiornamento ore 22.49 del 19 Marzo 2019

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Marmo, export in calo nel quarto trimestre 2018: ecco tutti i dati | Foto

Il trend del distretto apuo-versiliese è simile a quello nazionale: determinante la flessione del commercio internazionale. Felici (Imm): «Il 2019 si preannuncia essere un anno potenzialmente burrascoso»

lavorati a -2,31%
Marmo, export in calo nel quarto trimestre 2018: ecco tutti i dati<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/marmo-export-in-calo-nel-4-trimestre-2018-467_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>
Massa-Carrara - Il 2018 ha mostrato un calo generalizzato nelle esportazioni italiane di materiale lapideo rispetto ai valori eccezionali che si erano registrati nel 2017. Come già evidenziato nei trimestri precedenti, la riduzione delle esportazioni si è protratta per tutto l’arco dell’anno, senza grandi differenziazioni e senza importanti effetti di stagionalità. I risultati del 2018, apparentemente negativi, andranno tuttavia valutati e raffrontati con i dati che andranno a delinearsi nel corso del 2019, per essere inseriti all’interno di una visione più ampia che comprenda anche gli anni precedenti. Solamente con un’analisi accurata della serie storica si potrà comprendere se siamo di fronte ad un’inversione della tendenza o se il dato di quest’anno è semplicemente una mitigazione degli importanti risultati ottenuti nel 2017.

Come spiega il presidente Imm Fabio Felici: “Gli ultimi mesi del 2018 hanno visto un rallentamento dell’economia occidentale e quella italiana è stata tra le più colpite con riduzione della produzione industriale, riduzione degli ordinativi e rallentamento delle esportazioni (da sempre elemento trainante del comparto industriale italiano). Il 2019 si preannuncia essere un anno potenzialmente burrascoso per il commercio internazionale a causa di situazioni molto destabilizzanti come la crisi dei dazi tra Stati Uniti e Cina, con tangibili conseguenze per tutto il commercio mondiale; il protrarsi della fase di stallo della Brexit che sicuramente influirà sui mercati finanziari e sulle economie europee e infine il rallentamento generalizzato dell’economia occidentale che ha portato alla revisione al ribasso di tutti gli outlook economici. – e continua - Oltre al difficile quadro macroeconomico che si prospetta per il prossimo periodo, occorre tenere a mente gli enormi passi in avanti sul piano tecnologico, sul piano commerciale e di marketing fatti dalle imprese produttrici di materiali sintetici e ceramici a grande formato, che sempre di più mirano alle stesse applicazioni delle pietre naturali”.

Per il Presidente, dal punto di vista delle azioni di contrasto da intraprendere alla luce delle potenziali “minacce” provenienti dal mercato globale e dai nuovi competitor esterni al mercato lapideo: “Occorre sempre di più attuare strategie di marketing comuni che possano permettere alla pietra naturale di competere sui mercati esteri e far fronte rapidamente alle nuove sfide che si prospettano all’orizzonte.”

Il 2018 si conclude dunque con un calo dell’export dei materiali lapidei italiani come già anticipato dall’andamento registrato nei trimestri precedenti. Il dato finale sulla quantità esportata nel 2018 sia attesta in 3.421.162 tonnellate con un valore complessivo di 1.899.315.458 euro, in calo rispettivamente del 11.78% e del 4.56% se confrontato con i valori del 2017.

Come già evidenziato durante i precedenti trimestri, il calo delle quantità esportate è generalizzato ed interessa quasi la totalità delle categorie merceologiche, ad esclusione dei graniti che mostrano un andamento pressoché in linea con il 2017. Si registra invece per tutte le principali categorie merceologiche, sia per i grezzi che per i lavorati, un calo del valore.

Nel corso del 2018 sono state esportate 1.915.611 tonnellate di marmi tra blocchi, lastre e lavorati per un valore complessivo di 1.301.860.277 euro. Anche nel quarto trimestre si conferma la tendenza evidenziata nei mesi precedenti con una flessione che interessa sia le quantità, sia il valore. Tuttavia prosegue il trend positivo del valore medio unitario, che passa per i blocchi e le lastre di marmo dai 280 €/ton del 2017 ai 297 €/ton del 2018 e per i lavorati dalle 1262 €/ton ai 1391 €/ton.

Il valore medio unitario del materiale lapideo italiano complessivamente esportato è passato, nell’ultimo anno, dai 513 €/ton ai 555 €/ton, registrando un aumento del 8,2%.
L’aumento del valore medio unitario nel corso del 2018 conferma un trend già in atto da alcuni anni, a dimostrazione del maggior valore aggiunto che la pietra naturale italiana è in grado di garantire sui mercati internazionali.

Le quote di esportazione verso i principali Paesi partner sono rimaste pressoché invariate sia per quanto riguarda le quantità, sia per il valore, confermando quanto già descritto nei precedenti comunicati. Nel 2018 sono state esportate complessivamente verso questi sette Paesi 2.038.913 tonnellate per un valore di 1.052.312.831 euro, corrispondenti al 59,91% delle quantità e al 56,32% del valore di tutto l’export lapideo italiano.

Confrontando le quote espresse in quantità e quelle in valore, si deduce facilmente che il valore medio unitario dei materiali diretti verso gli Stati Uniti è notevolmente maggiore rispetto ai restanti Paesi presi in esame.
Proprio gli Stati Uniti si confermano, anche nel 2018, il principale mercato (per valore) per i lapidei italiani con esportazioni pari a 177.413 tonnellate per un valore di 409.091.121 euro. Il mercato statunitense, nel 2018, ha subito una riduzione del 8,46% delle quantità e del 2,6% del valore. Tuttavia si protrae ancora la tendenza all’aumento del valore medio unitario che ha raggiunto 2.306 €/ton, in aumento del 6,41% rispetto al 2017.
Il mercato Cinese si piazza al primo posto per le quantità e secondo per il valore delle merci, rispettivamente di 548.919 tonnellate e 209.256.218 euro, in calo rispetto al 2017 del 9,32% e del 1,5%. Nel corso del 2018 si è registrato un aumento del valore medio unitario dei prodotti diretti verso il mercato cinese arrivato a 381 €/ton in aumento del 8,63% rispetto al 2017.
La Germania è stata nel 2018 il secondo mercato per quantità e terzo per valore per le esportazioni lapidee italiane. Si è registrato un calo delle quantità esportate accompagnato, però, da un aumento del valore complessivo con conseguente crescita del 16% nel valore medio unitario.
Il mercato indiano mostra ancora un calo che coinvolge sia le quantità che il valore complessivo, seguendo il trend negativo già evidenziato nei mesi precedenti. Nel 2018 la quantità di materiali lapidei italiani esportati è stata di 289.526tonnellate per un valore di 70.695.066 euro. Continua, invece, la crescita delle quantità di lavorati italiani dirette verso l’India, come già riportato nel precedente comunicato stampa.
I mercati di oltralpe mostrano un andamento abbastanza stabile, le esportazioni verso la Francia crescono del 2,1% in quantità e del 1,65% in valore, mentre nel caso delle esportazioni verso la Svizzera le quantità rimangono invariate rispetto al 2017, con una leggera diminuzione del valore, pari al 2,32 %.
Infine il mercato tunisino, nel 2018 ha subito un netto calo nelle quantità e nel valore del materiale importato dall’Italia, rispettivamente del 37,88% e del 28,61%.

I distretti lapidei italiani e quello apuo-versiliese
Nel corso del 2018 tutti i principali distretti lapidei italiani hanno subito una contrazione del valore delle merci esportate. Sul fronte delle merci lavorate il Distretto Apuo – Versiliese si aggiudica il primato delle esportazioni con un valore di 475,8 milioni di euro in leggero calo rispetto al 2017 di 2,31 punti percentuali. Seguono il Distretto Veneto con 453,3 milioni di euro in calo del 8,61% e il Comprensorio lombardo con 102,3 milioni di euro in aumento rispetto all’anno precedente di 1,64%.
Per quanto riguarda i materiali grezzi esportati è sempre il Distretto Apuo–Versiliese a dettare il passo, con 248,78 milioni di euro in lieve flessione dello 0,79% rispetto al 2017. Seguono, di molto staccati, il Comprensorio lombardo con 62 milioni di euro e il Distretto Veneto con 51,5 milioni di euro, entrambi con importanti flessioni dell’export rispetto all’anno precedente, rispettivamente del 15,3% e del 13,18%.
Con un valore complessivo delle esportazioni pari a 724,5 milioni di euro il distretto Apuo-Versiliese, anche nel 2018, è il primo comprensorio lapideo italiano. Seguito dal distretto veneto, il cui valore complessivo delle esportazioni ammonta a 504,8 milioni di euro e dal comprensorio lombardo le cui esportazioni, nel 2018, hanno raggiunto un valore di 164,4 milioni di euro.
All’interno del comprensorio Apuo-Versiliese la provincia di Massa-Carrara detta il passo sui lavorati con un valore complessivo delle esportazioni pari a 344,9 milioni di euro (in aumento del 1,1%), mentre il valore dei materiali grezzi ammonta a 210,8 milioni di euro in lieve calo dello 0,7%.
Nuovi approfondimenti sui mercati esteri e sull’andamento dei flussi commerciali del mercato lapideo saranno presentati nell’edizione 2019 del report “Stone Sector – Trade and Innovation” che sarà presentato il prossimo giugno.

Un breve focus sulle principali regioni di riferimento
• Estremo Oriente:
Il mercato asiatico nel corso del 2018 ha importato complessivamente dall’Italia 1.013.743tonnellate per un valore di 404.930.801euro, in diminuzione rispettivamente del 18,34% e del 6,22%. I principali partner asiatici, traino delle esportazioni lapidee italiane, sono Cina ed India.
La Cina, nel corso del 2018 ha ridotto le quantità complessivamente importate dall’Italia, mantenendo tuttavia valori elevati, con conseguente aumento del valore medio unitario.
La diminuzione delle importazioni di materiali italiani ha coinvolto sia i marmi grezzi che i lavorati. Proprio su questi ultimi occorre evidenziare che si è registrato un contemporaneo aumento del valore del 27,6%, che ha portato il valore medio unitario a 646 €/ton.
Come già segnalato in recedenti occasioni, il calo delle quantità dirette verso il mercato cinese può essere considerato come fisiologico, a fronte degli importanti risultati ottenuti nel 2017.

Le esportazioni italiane verso il mercato indiano, nel corso del 2018 hanno subito un calo di 32,69 punti percentuali nelle quantità e del 22,43% nel valore. Come già evidenziato nel precedente trimestre le esportazioni di marmo allo stato grezzo hanno subito un’importante riduzione, pari al 35,14% in quantità e 34,44% in valore, se paragonate con quelle dell’anno precedente. Occorre però notare che il dato 2017 rispetto alla serie storica di riferimento mostrava una forte crescita, il valore del 2018 più che un calo dovuto ad eventi o condizioni di mercato negative potrebbe essere considerato come un normale ritorno fisiologico sul trend degli anni precedenti, ma per confermare questa possibile tendenza occorrerà monitorare i dati futuri.
Si riscontra, invece, un andamento totalmente opposto per quanto riguarda il marmo lavorato, che registra un’importante crescita con 16.272tonnellate per un valore di 15.991.789 euro, in aumento rispettivamente del 49,67% e del 83,12%. Il valore medio unitario dei lavorati in marmo italiano si attesta in 983 €/ton, in aumento del 22,35% rispetto al 2017. Restando sul fronte dei lavorati, anche le esportazioni di graniti fanno registrare un sostanziale aumento percentuale nelle quantità e nel valore.
Oltre ai mercati cinese ed indiano, tra i partner dell’Italia troviamo Hong Kong, Korea del Sud, Indonesia, Malesia, Singapore e Thailandia.
Hong Kong subisce un calo del 25,19% nelle quantità e 26,82% nel valore, con importazioni complessive pari a 22 milioni di euro. Forti cali si registrano anche sul mercato sud coreano, che rispetto al 2017, fa segnare meno 32,22% nelle quantità importate e meno 21,54% nel valore. Si riscontra una diversa dinamica nei flussi di merci diretti verso il mercato indonesiano: a fronte di quantità sostanzialmente invariate rispetto al 2017, si registra un aumento del valore complessivo che arriva a 25,95 milioni di euro in crescita del 7,53% rispetto all’anno precedente; questa variazione è dovuta all’aumento delle quantità e del valore complessivo delle esportazioni di marmo grezzo e all’importante aumento del valore del marmo lavorato, che tuttavia mostra un importante calo nelle quantità, infatti il valore medio unitario di questi ultimi si attesta in 1425 €/ton.
Importanti tassi di crescita delle esportazioni vengono rilevati verso il mercato malese, con l’aumento delle quantità pari al 76,19% e del valore di 109,25%. Queste variazioni sono dovute all’ingente aumento delle quantità di marmo lavorato accompagnate da un contemporaneo aumento del valore. Il valore medio unitario dei lavorati italiani si attesta in 2.268 €/ton.
Le esportazioni verso Singapore nel corso del 2018 sono aumentate del 27,34% nelle quantità e del 19,85% nel valore, mentre quelle verso la Thailandia registrano una crescita del 7,55% nelle quantità e una forte variazione nel valore, pari a 39,68%.

• Stati Uniti d’America:
Nel 2018 il mercato americano ha importato 177.413 tonnellate di materiale lapideo italiano per un valore pari a 409 milioni di euro, in calo rispettivamente, del 8,46% e del 2,6% se confrontato con i dati dell’anno precedente. Analizzando la composizione dell’export si può notare che i marmi lavorati detengono la quota principale, ma al contempo hanno subito la flessione più intensa.
Il valore medio unitario dei lavorati di marmo è ancora in aumento, in linea con il trend già segnalato nei trimestri precedenti e si attesta in 2.557€/ton.
Prosegue anche nel 2018 la tendenza positiva delle importazioni di marmi grezzi italiani, si è registrata una crescita del 13,71% nelle quantità e del 31,3% nel valore, il valore medio unitario dei marmi grezzi è arrivato a 1.337€/ton.
Va sottolineata ancora una volta la forte competizione che sta interessando il mercato statunitense, dove la pietra naturale sta subendo un forte attacco dai materiali sintetici e dai ceramici di grande formato.

• Europa:
Nel continente europeo, la quota maggiore di esportazioni italiane è detenuta dalla Germania, che nel 2018 ha importato 461.972 tonnellate di materiale lapideo italiano per un valore di 160,2 milioni di euro, rispettivamente in calo del 12,26% e in aumento del 1,75%. Le importazioni tedesche sono composte principalmente di granito (grezzo e lavorato) il cui valore complessivo ammonta a 110,5 milioni di euro. Nel 2018 i lavorati di marmo italiano esportati in Germania sono stati pari a 16.926 tonnellate per un valore di 26.457.763 euro rispettivamente in calo di 8% e in aumento del3,2%.
Le esportazioni verso la Francia sono aumentate, rispetto al 2017, sia in quantità sia in valore e hanno raggiunto nel 2018 le 227.163 tonnellate pari a 92 milioni di euro.
Risultano stabili sul piano delle quantità le esportazioni verso la Svizzera, pari a 167.632 tonnellate, mentre subiscono un lieve calo del 2,32% nel valore, che si attesta in 100.800.640 euro.
• Africa settentrionale:
Nel 2018 le esportazioni verso il Nord Africa sono state pari a 434.878 tonnellate per un valore complessivo di 88.598.682 euro, rispettivamente in diminuzione del 19,83 % e in aumento del 7,35%.
Il mercato principale, per quantità, è quello tunisino, dove, tuttavia, si evidenziano importanti contrazioni sia nelle quantità che nel valore (-37,88% e -28,61%).
Si segnalano importanti variazione positive che interessano sia le quantità sia il valore (29,04% e 40,31%) delle merci esportate sul mercato Egiziano, mentre le esportazioni dirette verso l’Algeria calano del 19,79% nelle quantità contemporaneamente ad un importante aumento del 30,74% nel valore.

• Medio Oriente:
L’area mediorientale è da molti anni un importante mercato per le pietre naturali italiane e nel 2018 con il valore di 180,6 milioni di euro rappresenta il 9,67% del valore delle esportazioni lapidee italiane.
Nel 2018 le esportazioni verso il Qatar hanno registrato importanti aumenti sia per le quantità che per il valore, rispettivamente 16,72% e 14,67%; questa tendenza, già evidenziata nei trimestri precedenti, ha portato il valore complessivo delle merci lapidee italiane a raggiungere 31,3 milioni di euro ed un valore medio unitario pari a 963 €/ton.
Di segno opposto, invece, è l’andamento delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti, che diminuiscono sia nelle quantità che nel valore, rispettivamente del 25,15% e del 29,62%.

• L’ArabiaSaudita registra una diminuzione del 4,61% nella quantità importate dall’Italia che contemporaneamente crescono del 12,28% in valore raggiungendo 40.160.523 euro, con un valore medio unitario in aumento che arriva a 597€/ton.
Martedì 12 marzo 2019 alle 19:22:55
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