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Ultimo aggiornamento ore 07.05 del 2 Luglio 2020

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Fase 2, anche estetiste e parrucchieri apuani sul piede di guerra: «Vergogna»

Confartigianato, Cna e Confesercenti criticano pesantemente la scelta del governo di consentire le riaperture solo dal 1° giugno: «Sempre operato in sicurezza»

«scelta irresponsabile»
Massa-Carrara - “Vogliono tenere fermo un intero settore per un trimestre, dal lockdown di marzo fino all’inizio di giugno. La scelta del governo, che vuole rinviare l’apertura del settore estetica e bellezza, dai parrucchieri agli estetisti, dai barbieri ai saloni, non è solo inaccettabile ma assolutamente irresponsabile! Si manderanno al tappeto migliaia di attività, si metteranno sul lastrico tantissime famiglie con il rischio di aprire le porte al nero, a procedure ben più pericolose rispetto a una riapertura con tutti i parametri di sicurezza, come per le altre attività commerciali”. A lanciare l’affondo, a poche ore dalla conferenza stampa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulla famosa ‘fase 2’ che inizierà il 4 maggio, è Confartigianato Massa-Carrara: l’associazione di categoria si fa portavoce del malumore e della rabbia di un’ampia categoria di imprese, spesso a conduzione familiare, che rischiano di rimanere al palo ancora per oltre un mese prolungando lo stop a un intero trimestre di fatturato. “Una assoluta follia. Chi mai potrebbe rimettersi in piedi dopo essere stato fermo per tre mesi sostenendo solo costi? C’è chi sta già tirando avanti consumando giorno dopo giorno i risparmi familiari. Con tutto il rispetto per i musei, che non scappano, qui ci sono migliaia di famiglie che possono finire ko da un momento all’altro. Questa ‘fase 2’ non è una ripartenza ma un cappio ancor più stretto attorno al collo di tanti piccoli imprenditori. Eppure qualcuno per fare la diretta pare proprio che prima abbia richiesto una bella ‘tiratina a lucido’ di barba e capelli…”.

L’affondo di Confartigianato rispecchia l’opinione di moltissimi operatori del settore, anche se non manca chi si è rassegnato ad aspettare un altro mese pur di riaprire in sicurezza ma definitivamente.  “E’ una vergogna, chi ci governa dovrebbe iniziare a vivere con 600 euro e con spese fisse – tuona Gianfranco Bertelloni di parrucchiere estetica Linea Moda -. Forse ci penserebbero due volte a prolungare la chiusura. Noto con stupore che il Presidente del Consiglio Conte in conferenza stampa aveva capelli tagliati”.  Incalza Andrea Salsini: “L’ulteriore proroga è inaccettabile, sembra che siamo gli untori di questa pandemia, quando invece in termini di igiene e sicurezza la nostra categoria è non da ora ma da sempre ai più alti livelli. Quelle che per molte categorie saranno nuove norme di igiene e sicurezza per noi è una routine quotidiana. Chiudere 3 mesi le micro e piccole imprese che tengono in piedi l’Italia è distruttivo in tutti i sensi”.

“E’ inaccettabile un’ulteriore proroga quando potevamo riaprire con misure di sicurezza superiori a quelle che già adottiamo da anni – prosegue Michela Orsi -, ognuno di noi ha spese certe che non sono state per nulla calmierate”. Sulla stessa linea Silvia Bazzali che non le manda a dire e chiarisce subito il rischio dietro l’angolo: “La proroga non fa che alimentare il lavoro nero a domicilio”. E non sono certo mancati casi eclatanti, esposti anche sui social, in queste settimane. “Un vero trauma, la nostra categoria lavora da sempre con livelli igienico sanitari alti, pertanto molti di noi erano già pronti a ripartire aumentando ulteriormente la soglia di sicurezza, per i clienti e gli operatori – precisa Elisa Bellè di Bellezza Globale -. Lavoriamo da sempre con prodotti monouso, per noi la sanificazione e sterilizzazione è la normale routine, potevamo riaprire e consentire alla nostra categoria di riprendere il lavoro senza farci affondare ulteriormente. Si potevano magari sospendere solo i trattamenti più impegnativi. Sembra che chi prende certe decisioni non conosca bene la nostra categoria e le nostre regole”.  Su una linea più morbida, infine, Emanuela Bondielli: “Preferisco aspettare fino a giugno ma aprire in condizioni lavorative più consone, meno simili a sale operatorie e soprattutto con più sicurezza per tutti”.

LA DISPERAZIONE DI CONFESERCENTI
“Probabilmente il 1° giugno, quando il governo ha previsto la riapertura di parrucchieri e centri estetici, tanti colleghi avranno molti problemi a tirare su la serranda considerato che in molti, soprattutto i locali a gestione familiare, sono ormai ben oltre il baratro”. Un grido di allarme a nome della categoria della cura della persona, arriva da Marina Marcuccetti titolare dei saloni Cotril a Forte dei Marmi e Sarzana e nuova referente di Versilia e Massa Carrara per Assoacconciatori Confesercenti. “Siamo rimasti senza parole dopo l’ultimo decreto del governo che sposta di oltre un mese la data della nostra riapertura. Un mese che forse, in tanti, non riusciranno a superare visto come la categoria sia stata completamente dimenticata – incalza Marcuccetti – che aiuti economici sotto forma di bonus e cassa integrazione che in alcuni casi non sono ancora arrivati”. La referente Assoacconciatori non si spiega “come non sia possibile pensare ad una riapertura anticipata nel rispetto totale dei protocolli sanitari. Protocolli che, tra l’altro, le nostre attività hanno sempre rispettato considerando che ci troviamo da sempre a contatto con i clienti. Dove sta il problema per un acconciatore che apre su appuntamento, con tutti i dispositivi di protezione, in un ambiente sanificato che sempre accade. Siamo pronti a mobilitarci per far capire al governo come la riapertura deve avvenire in tempi rapidissimi”. Poi la parte delle richieste economiche. Ancora Marina Marcuccetti: “I nostri locali, più di altre attività, dovranno adeguarsi e quindi occorre un contributo a fondo perduto non inferiore ai 5.000 euro sia per l’acquisto di materiali necessari per la messa in sicurezza, che per consulenze tecniche e professionali che saranno sicuramente necessarie. Chiediamo poi una annullamento per almeno due anni dei tributi locali e nazionali ed un innalzamento al 100% del credito di imposta per gli affitti, ampliato oltre che alla categoria catastale C1, anche alle categorie C2 e C3. Infine – conclude - per i primi tre mesi dalla riapertura, permettere una maggiore flessibilità nell’orario e nei giorni di lavoro (dal lunedì al sabato)”.

LA DENUNCIA DI CNA
Tagli ed interventi di estetica a…domicilio. Insorgono i parrucchieri ed estetisti di Cna che con una lettera, inviata a tutti i sindaci della provincia di Massa Carrara, sollecitano maggiori controlli. La posticipazione della riapertura dei centri estetici ed acconciatori al prossimo 1 giugno sta generando delle reazioni selvagge. Sono 500 le attività oggi chiuse per effetto del decreto #iorestoacasa. La denuncia porta la firma dei presidenti delle estetiste, Cristina Mazzoni e degli acconciatori, Bruno Papini. Già nelle scorse settimane sempre l’associazione degli artigiani aveva chiesto maggiori controlli dopo alcuni post social di interventi eseguiti a domicilio da parte di presunte estetiste. “Tramite varie segnalazioni – scrivono i due rappresentanti di Cna - siamo venuti a conoscenza del fatto che diversi operatori dei nostri settori, sia regolarmente iscritti che esercenti la professione in modo abusivo, si recano a domicilio dei clienti per effettuare i loro servizi. E’ evidente che ciò, oltre ad essere disdicevole di per sé, diventa in questo periodo ancor più inopportuno se non addirittura pericoloso per sé stessi e per gli altri. Questo problema potrebbe da oggi in poi addirittura accentuarsi a causa delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha indicato come possibile data di apertura delle ns. attività il 1 giugno”. CNA CHIEDE ai sindaci “un pubblico appello” affinché tali sconvenienti condotte cessino sia da parte degli operatori che abusivamente prestano i loro servizi che da parte dei clienti stessi che eventualmente li richiedono, insistendo sul fatto che ciò potrebbe seriamente incentivare ed in maniera esponenziale, il diffondersi del virus”. Cna prosegue: “da parte nostra e del settori che rappresentiamo, c’è la garanzia assoluta che ogni segnalazione relativa a condotte scorrette saranno senza indugio comunicate agli organi competenti”. “E’ necessario – concludono Mazzoni e Papini – dare la possibilità alle imprese di riaprire prima del 1 giugno. Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata. Non riusciremo a resistere ancora per molto. La disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura”.
Lunedì 27 aprile 2020 alle 17:56:08
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