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Ultimo aggiornamento ore 13.34 del 12 Novembre 2019

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Falda inquinata, i sindacati: «Rinfreschiamo la memoria agli industriali»

Cgil, Cisl e Uil replicano a Erich Lucchetti su inquinamento della provincia di Massa Carrara

Falda inquinata, i sindacati: «Rinfreschiamo la memoria agli industriali»
Massa-Carrara - Botta e risposta tra l'associazione degli industriali e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Attraverso una nota, le tre sigle sindacali replicano alle affermazioni di Erich Luchetti, presidente vicario degli industriali che nelle settimane passate aveva commentato i dati fortemente inquinati legati alla falda acquifera a confine fra Massa e Carrara. Contestando, inoltre, un eventuale aumento dei costi per l'utilizzo dell'acqua per quelle aziende che risiedono al confine fra i due comuni: “Non sarebbe accettabile – diceva Lucchetti - che dopo anni di inquinamento e dopo l'abbandono di un territorio con alle spalle veleni e disoccupazione qualcuno ora pensi che il conto debba essere fatto pagare direttamente o indirettamente alle nostre aziende locali e ai cittadini di Massa e di Carrara”.

Di seguito la replica dei sindacati: "Negli ultimi giorni il Presidente vicario Lucchetti, tra le altre cose, ha parlato esplicitamente anche di due questioni extra marmo: la non responsabilità delle imprese sui disastri ambientali perpetrati fino agli anni 80 e la desertificazione deindustrializzazione conseguente alla chiusura delle fabbriche chimiche. In entrambi i casi sente, in nome e per conto degli industriali, il dovere di proclamare la loro estraneità da quegli accadimenti. Occorre da subito fare chiarezza: ci sentiamo in dovere, nel nostro ruolo confederale, di dichiarare che la presunta estraneità del mondo delle imprese dai disastri ambientali perpetrati è una 'balla pazzesca', come direbbe Fantozzi”.

“La gente 'moriva come le mosche' alla Rumianca, la presenza di tumori nella nostra zona è ai primi posti a livello nazionale e compete in questa classifica con la graduatoria della disoccupazione, i fiumi hanno sofferto degli scarichi, ed il mare soffre e fatica. Sotto le fabbriche sono sotterrate migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, le discariche principali sono note altre lo saranno al termine delle operazioni di analisi del territorio da parte della società in carica a seguito dell'Accordo di Programma. A questo proposito, e senza voler competere con i nuovi amministratori delle amministrazioni di costa, rivendichiamo come Cgil Cisl e Uil anni di lavoro viaggi ed impegno in Provincia a Firenze ed a Roma per arrivare a questo primo obiettivo. Come è possibile dichiararsi estranei dopo qualche decennio e perché?”

“Se qualcuno ha rimosso la memoria storica, allora lo dobbiamo fare noi, che rappresentiamo coloro che lavoravano e morivano nelle fabbriche chimiche. Certamente gli industriali non si devono prendere, soli, la responsabilità storica di quesi fatti, ma nemmeno fuggirne senza una revisione onesta. Forse Rumianca, Farmoplant, italiana Coke, Nuovo Pignone ( morti ex post per amianto) Fibronit, Refrattari, Nca ecc ecc erano aziende iscritte alla locale associazione industriali di Timbuktu? Successivamente la desertificazione. Anche qui: gli investimenti in filiera da parte dei gestori del più grande giacimento di marmo bianco di qualità al mondo non hanno brillato davvero. Piuttosto una gran parte dei terreni nella Zia sono stati occupati da depositi che non possono essere certo spacciati neppure per filiera corta. Sono una mera occupazione logistica senza occupazione e pure da ultimo pongono gravi problemi sulla sicurezza sul lavoro. Dove i contratti di lavoro seri sono optional. Riteniamo che il revisionismo storico degli industriali debba ripartire da una analisi più seria affidata al confronto piuttosto che alle agenzie di marketing comunicativo”.
Domenica 16 giugno 2019 alle 14:05:27
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