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Ultimo aggiornamento ore 22.01 del 15 Ottobre 2019

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Export marmo apuo-versiliese: più blocchi, meno lavorati

Calo complessivo delle esportazioni lapidee italiane nel primo semestre 2019. Tiene il valore dei marmi grezzi e dei graniti

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Export marmo apuo-versiliese: più blocchi, meno lavorati
Massa-Carrara - Nel primo semestre 2019 le esportazioni italiane di pietra naturale hanno raggiunto 1.679.295 tonnellate per un valore complessivo di 906 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2018 si registra un calo che coinvolge sia la quantità (- 7,63%) sia il valore (-3,65%). Come ormai accade da alcuni mesi a questa parte la diminuzione coinvolge prevalentemente le quantità esportate rispetto a quanto avviene per il valore complessivo, indicando un ulteriore aumento del valore medio unitario dei prodotti esportati che si attesta in 539 €/ton (+4,3%).
Per Fabio Felici, presidente di IMM: “L’analisi del nostro Centro Studi mostra come, nonostante il calo generalizzato che sta interessando il settore lapideo e le turbolenze sui mercati internazionali, la pietra naturale italiana è sempre più apprezzata dai clienti internazionali. A dimostrazione di ciò rileviamo un incremento del valore medio unitario dei blocchi e dei lavorati in marmo italiano, da sempre sinonimo di eleganza, raffinatezza e unicità, elementi che ben lo contraddistinguono dalla pietra artificiale. A confermare il riconoscimento del prestigio del marmo italiano vi è l’incremento del valore dei blocchi esportati dal nostro distretto, che con un +8,8% e 136 milioni di euro si conferma ancora leader tra i distretti italiani.”
L’analisi delle singole categorie merceologiche che compongono l’export di pietra naturale evidenzia i diversi andamenti.
Le esportazioni di marmo in blocchi e lastre, nei primi sei mesi del 2019, hanno raggiunto 598.791 tonnellate, in flessione del 6,64% rispetto allo stesso periodo del 2018, tuttavia il maggiore valore medio unitario, pari a 325 €/ton (+10,74%) ha portato ad un aumento del 3,38% del valore complessivo che si attesta in 194,6 milioni di euro.Una dinamica simile, seppur con ordini di grandezza e intensità differenti è registrata per le esportazioni di blocchi e lastre in granito. La diminuzione (-7,51%) della quantità esportata, 61.152 tonnellate, è stata accompagnata da un lieve calo del valore complessivo, che si attesta a 17,2 milioni di euro (-1,15%). L’aumento del 6,87% del valore medio unitario ha portato il prezzo medio di vendita del granito grezzo a 282 €/ton.
Dal lato dell’export di pietra lavorata si registra un’importante diminuzione (-14,59%) delle quantità dei marmi lavorati, che si fermano a 411.715.690 tonnellate. Nonostante la notevole diminuzione delle quantità l’aumento del valore medio unitario (+6,06%) che si attesta in 1.381 €/ton, ha parzialmente compensato il calo (-9,81%) del valore complessivo che si è arrestato a 411,71 milioni di euro.
Si registra una diminuzione della quantità complessiva anche per i graniti lavorati, tuttavia il calo è più moderato (-4,22%). Anche in questo caso vi è stato un aumento del valore medio unitario (+4,20%) che ha compensato il calo del valore complessivo (-0,19%), che ha raggiunto i 229,11 milioni di euro.
Principali mercati di riferimento
Segue un’analisi dei primi mercati di riferimento per le esportazioni di pietra naturale italiana:
Gli Stati Uniti sono stati il primo mercato di riferimento per gli esportatori di pietra naturale italiana anche nel primo semestre 2019: il valore delle merci italiane vendute oltreoceano ha raggiunto 185,8 milioni di euro, in diminuzione (-4,2%) rispetto allo stesso periodo del 2018. Allo stesso tempo le quantità esportate hanno subito un sostanziale calo (-14,2%) arrestandosi a 76.736 tonnellate. Durante il periodo in esame si è registrato un apprezzamento del valore medio unitario (+11,6%) che ha raggiunto 2.421 €/ton.
Come da tradizione sono i materiali lavorati a trainare l’export verso gli Stati Uniti. Nello specifico i lavorati di marmo, che nonostante la diminuzione del 12,1% delle quantità che si ferma a 51.635 tonnellate, hanno subito un aumento del 9,1% del valore medio unitario (2.683 €/ton) che ha attenuato la diminuzione del valore complessivo (-4,2%) pari a 138,56 milioni di euro.
Un calo molto più significativo ha interessato le esportazioni di graniti lavorati che si arrestano a 19.761 tonnellate (-22%), anche in questo caso vi è stato un aumento del prezzo medio di vendita (17,4%), tuttavia rispetto al primo semestre dello scorso anno il valore complessivo ha subito una riduzione (-8,4%).
Rimanendo sul continente americano, le esportazioni dirette in Canada (9° paese partner per valore) hanno visto un calo del valore totale, 19,59 milioni di euro (-4,2%), dovuto ad una riduzione delle quantità esportate (-14,9%). Anche in questo caso i prodotti di punta sono i marmi lavorati il cui export ha subito un rallentamento nelle quantità e nel valore, rispettivamente del 22,1% e 15,4%, mentre i lavorati in granito hanno riscontrato una diminuzione del 2,3% delle quantità e uno straordinario aumento del 19,3% del valore complessivo.
La Cina è stato in questo primo semestre il secondo mercato per la pietra naturale italiana, con un valore delle esportazioni di 119,97 milioni di euro in aumento del 9,2%. L’aumento ha interessato anche le quantità totali (1,3%) che hanno raggiunto le 284.874 tonnellate. I marmi in blocchi e lastre hanno trainato le esportazioni con 259.144 tonnellate (+3,1%). Il valore complessivo ha raggiunto 107,21 milioni di euro in crescita del 13%, spinto dall’aumento del 9,6% del VMU che ha raggiunto 414 €/ton.
I marmi lavorati sono la seconda voce per importanza all’interno del paniere di merci esportate in Cina e nel corso di questo primo semestre hanno subito un’importante contrazione che ha coinvolto quantità (-22%) e valore complessivo (-17,9%).
Una dinamica differente è riscontrata nei dati relativi alle esportazioni dirette verso l’India (6° paese partner per valore). Nei primi sei mesi del 2019 vi è stato un calo nelle quantità esportate del 4,3% e nel valore nella misura del 11,3%. I marmi allo stato grezzo, componente principale del paniere di merci esportate in India, diminuiscono lievemente dello 0,6% nelle quantità (137.085 ton) e del 7,6% nel valore, pari a 25,37 milioni di euro. La flessione coinvolge anche i lavorati in marmo, che attualmente sono la seconda voce per importanza all’interno del paniere esportato in India. La quantità si ferma a 3.594tonnellate (-59,6%) e il valore complessivo scende a 6,36 milioni di euro. Occorre sottolineare l’importante aumento (+91,6%) del valore medio unitario pari a 1.770 €/ton.
La Germania occupa la terza posizione e nei primi sei mesi dell’anno sono state esportate 276.218 tonnellate di materiali lapidei (+2,6%) per un valore complessivo di 80,47 milioni di euro, in calo dell’ 1,8 %. Il paniere di merci esportate sul mercato tedesco è variegato, la quota in valore più importante è rappresentata dal granito lavorato, le cui esportazioni sono state di 56.801 tonnellate, per un valore di 48,45 milioni di euro, interessate tuttavia da un calo rispettivamente dell’ 11,2% e del 5,8%. Restano pressoché invariate quantità (8.344 tonnellate, 0,7%) e valore (12,78 milioni di euro, -1,7%) dei lavorati in marmo. Si registra, invece, un aumento del 6,2% nelle quantità di granulati e polveri, accompagnato da un aumento del valore (12%) che raggiunge gli 11,44 milioni di euro.
Nel primo semestre si è registrato un rilevante calo delle esportazioni dirette verso il Regno Unito, le quantità (17.331 tonnellate) si sono ridotte del 54,4%, mentre il valore è sceso a 26,09 milioni di euro (-15,5%). Responsabile di questa importante riduzione è stata la diminuzione delle esportazioni di granulati e polveri che ha subito un calo del 90,6% nelle quantità e del 78,6% nel valore. Altro dato significativamente negativo (soprattutto per il valore complessivamente esportato) è quello della riduzione del 22,8% delle esportazioni di marmi lavorati che valgono 14,48 milioni di euro. Tiene invece l’export di lavorati in granito con 6.071 tonnellate (0,7%) e un valore di 9,09 milioni di euro (6,8%).
I grafici sottostanti mostrano il valore e la quantità esportata di marmi lavorati e marmi in blocchi con le relative variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per quanto riguarda le esportazioni di marmi grezzi Cina e India sono i primi mercati di riferimento: nel corso del primo semestre si è registrata una ripresa delle esportazioni verso il mercato cinese con un aumento del 13% nel valore e del 3,1% nelle quantità. Risultano, invece, in diminuzione le esportazioni sul mercato indiano con un calo del 7,6% nel valore e dello 0,6% nelle quantità.
Verso gli Stati Uniti vengono esportati marmi lavorati per un valore superiore alla somma degli altri principali paesi partner, nel primo semestre del 2019 si è registrato un calo del valore (-4,2%) accompagnato dalla diminuzione della quantità (-12,1%), il valore medio unitario ha toccato in questa prima metà dell’anno i 2.683 €/ton.
Importanti aumenti di valore si registrano nelle esportazioni di lavorati verso la Francia (4,8%) e verso il Kuwait (53,6%), tuttavia in entrambi i casi vi è stata una diminuzione della quantità, rispettivamente del 10,8% e del 13,2%. Diminuzioni rilevanti nel valore e nella quantità hanno interessato le esportazioni di lavorati verso Emirati Arabi Uniti (14,6%, 13,2%), Regno Unito (-22,8%, -11,6%), Canada (-15,4%, -22,1%) e Cina (-17,9%, -22%).
Concludiamo l’analisi a livello nazionale evidenziando l’importate aumento delle esportazioni verso la Romania, nei primi sei mesi del 2019 sono state esportate 11.754 tonnellate (53,6%) per un valore di 5,18 milioni di euro (43,9%). Questi dati confermano la tendenza già evidenziata per l’anno 2018 nel report statistico Stone Sector 2019 presentato lo scorso Luglio. Prosegue invece il calo delle esportazioni verso la Turchia, nel primo semestre si è registrata una riduzione del 26,8% nelle quantità (5.364 tonnellate) e del 2,7% nel valore (4,66 milioni di euro).

I distretti italiani
Il primo semestre 2019 è stato caratterizzato da un miglioramento della produzione nel comparto estrattivo come mostrato dall’indice della produzione: dopo una partenza in linea con il 2018, vi è stato un incremento dell’indice che ha raggiunto, a maggio, il valore massimo di 158,8 punti, per poi diminuire nel mese di giugno, seguendo il trend già mostrato lo scorso anno.
Lo stesso indice applicato al comparto della lavorazione mostra un andamento della produzione che segue il trend del 2018 con variazioni positive alternate a variazioni negative.
L’analisi dei dati distrettuali mostra un calo generalizzato per quanto riguarda le esportazioni di materiali lavorati. Il valore complessivamente esportato è di 659,88 milioni di euro, in diminuzione del 6,08% rispetto al 2018. Il comprensorio Apuo-Versiliese chiude il primo semestre 2019 con 216,93 milioni di euro di lavorati esportati, in calo del 4,76% rispetto al primo semestre 2018, incidono su questo risultato le esportazioni dirette negli Stati Uniti che scendono ad 87,16 milioni di euro in calo del 2,42%, si aggiunge il risultato negativo delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti (-17,75%). Si segnala, l’andamento opposto per l’export di lavorati diretti in Kuwait (+48,62%) e verso la Francia (82,32%).
Nello stesso periodo il distretto Veneto ha esportato 208,91 milioni di euro di materiali lavorati (-3,56%), mentre il comprensorio Lombardo è interessato da un calo del valore esportato pari al 5,71%.
Dal lato dei materiali grezzi si riscontra un aumento (+3,79%) del valore esportato che raggiunge i 292,56 milioni di euro. Risultati molto importanti si riscontrano per il distretto Apuo-Versiliese che raggiunge i 136,56 milioni di euro, in aumento dell’8,8%, trainano le esportazioni verso la Cina, che valgono 84,1 milioni di euro in aumento del 19,09%, mentre si registrano interessanti aumenti delle esportazioni verso Algeria (21,73%), Francia (16,49%), Hong Kong (14,18%) e Arabia Saudita (95,44%).
Il comprensorio Lombardo grazie ad un incremento del 14,68% ha esportato pietra grezza per 38,33 milioni di euro. Diversamente dai due distretti precedenti, quello Veneto chiude il primo semestre 2019 con un calo dell’11,24% per un valore complessivo di 23,73 milioni di euro.

Osservatorio pietra sintetica
Come è noto gli Stati Uniti sono da sempre il mercato di riferimento per i materiali lapidei lavorati e proprio per questo sono diventati anche il primo mercato per importazioni di pietra sintetica. Come è già stato esposto in altre occasioni l’ascesa di questa tipologia di materiale è stata repentina e sin da subito si è posta come diretto competitor delle lastre in pietra naturale.
A seguire una breve analisi sulle importazioni statunitensi di lastre in pietra sintetica specifiche per rivestimenti di cucine e bagni.
Da quanto emerge, i primi mesi dell’anno registrano un calo che ha interessato sia le quantità sia il valore. A partire da maggio 2019 vi è stata una ripresa delle importazioni che ha permesso di mitigare i risultati negativi della prima metà del semestre. La quantità complessivamente importata è stata di 528,5 mila metri quadrati per un valore di oltre 496 milioni di dollari, rispettivamente in calo del 9,4% e dell’8,7%.
Per effetto dei dazi imposti sulle importazioni di pietra artificiale cinese vi è stato un cambio al vertice dei paesi fornitori con conseguente diminuzione delle importazioni nei primi mesi del semestre.
Le importazioni di pietra artificiale Cinese passano, infatti, dagli oltre 285 milioni di dollari del primo semestre 2018 a poco meno di 46 milioni (-83,9%) nel 2019. La quantità importata è scesa a circa 61 mila metri quadrati, con un calo dell’82,8%.
Conseguenza della frenata delle importazioni cinesi è l’aumento delle importazioni provenienti dagli altri paesi partner.
Da sottolineare il notevole incremento delle importazioni di pietra artificiale indiana, passate da 26 mila metri quadrati a 160 mila (+497,5%) per un valore di 117 milioni di dollari (+481%). Ad oggi l’India è il primo fornitore di pietra artificiale per gli Stati Uniti. Le importazioni di pietra sintetica spagnola sono al secondo posto con 99 mila metri quadrati (+34,9%) e un valore di circa 112 milioni di dollari (+27,5%).
Si segnala, inoltre, la considerevole crescita delle importazioni di lastre artificiali provenienti da Turchia (+225,9% quantità, +200% valore), Sud Corea (+336,6% quantità, 220,6% valore), Italia (+144% quantità, +135% valore) e Taiwan (+10.848 % quantità, +7.931% valore). Di notevole importanza anche gli aumenti di quantità e valore delle merci provenienti da Canada (18,7% e 31,5%) e Vietnam (34,1% e 15,2%).

Dai dati semestrali sembrerebbe che l’imposizione di dazi sulla pietra sintetica cinese abbia avuto effetti limitati e circoscritti ai soli primi mesi dell’anno. Dall’analisi si deduce che la domanda statunitense è rimasta complessivamente su livelli simili a quelli del 2018. Nel primo semestre 2019, come già evidenziato, vi è stato un riassestamento delle forniture che ha visto cambiare l’origine dei prodotti, un tempo cinesi, a favore di paesi asiatici come India, Vietnam, Sud Corea e Taiwan che si sono velocemente inseriti sul mercato americano anche grazie alla leggera riduzione dei prezzi unitari di vendita.
Da questa situazione hanno tratto vantaggio anche i produttori Spagnoli e Canadesi che hanno potuto ampliare le proprie quote di mercato.
Nel caso fosse confermato il trend iniziato a maggio 2019 nei prossimi mesi potremmo assistere ad una ripresa delle importazioni provenienti dalla Cina, tuttavia è ancora presto per confermare questa tendenza in quanto non è ancora chiaro se i produttori cinesi di pietra artificiale cercheranno di delocalizzare gli impianti produttivi nei paesi del sud est asiatico e se nel caso possano esserci ulteriori imposizioni di dazi da parte dell’amministrazione americana.

[Nelle immagini allegate si possono vedere tutte le tabelle e i grafici relativi allo studio di Imm]
Giovedì 12 settembre 2019 alle 19:05:24
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