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Economia apuana, è stagnazione nei primi nove mesi del 2019

L'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio ha presentato il rapporto intermedio: ombre su commercio e turismo, luci da export, industria e edilizia

TUTTI I DATI
Economia apuana, è stagnazione nei primi nove mesi del 2019
Massa-Carrara - Continua sul sentiero positivo l’industria locale, supportata dall’andamento delle esportazioni, che mostrano un trend eccezionale della meccanica nei primi sei mesi dell’anno, al pari della positiva tendenza delle vendite di lapideo grezzo, all’opposto dei lavorati, il cui fatturato ha iniziato a raffreddarsi. Tiene bene anche il settore dell’edilizia, mentre peggiora il giro d’affari del piccolo commercio, l’artigianato continua a perdere imprese e addetti e la stagione turistica sembra non essere stata delle migliori. Black out del credito alle imprese che in 10 anni si è contratto del 30%. Una certa vivacità è stata registrata nell’assunzione di personale, in particolare durante la stagione estiva, mentre continua la perdita di residenti, circa 500, in provincia in soli sei mesi e l’età media della nostra popolazione continua a salire.

Sono questi in estrema sintesi i risultati parziali sul 2019 per la provincia di Massa-Carrara, che emergono dal Rapporto Economia Intermedio curato, come di consueto da ormai circa 20 anni, dall’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio.

La dinamica delle imprese mostra una crescita stagnante, ovvero sono in aumento le aziende locali, nei primi nove mesi del 2019, ma con valori decisamente bassi; un +0,18%, che corrisponde in valore assoluto ad un saldo di circa 41 unità. Dinamica inferiore a quella ottenuta mediamente dai livelli di sviluppo imprenditoriale toscano (+0,29%) e italiano (+0,46%). A fronte delle difficoltà dei settori manifatturiero e delle costruzioni alcuni segnali favorevoli si riscontrano nelle attività finanziarie, professionali, tecniche e nei servi di supporto alle aziende. Sono aumentati, in maniera considerevole, i fallimenti aziendali (+76%).

Ancora in difficoltà nel suo complesso il settore artigianale dove continua l’emorragia di imprese, nei primi nove mesi del 2019 si sono perse circa 143 aziende, soprattutto nella fascia imprenditoriale giovanile, e tali chiusure hanno anche determinato una perdita di lavorati nell’ordine di circa 143 unità.

EXPORT
I dati Istat provvisori, riferiti al primo semestre 2019, mostrano un valore delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara pari a 1.253 milioni di euro, in notevole incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, +52,8%, in valore assoluto circa 433 milioni di euro. Toscana (+17,9%) e dell’Italia(+2,7%). Macchinari e apparecchiature meccaniche hanno ottenuto un surplus semestrale superiore ai 245 milioni di euro, per una crescita in termini percentuali del +90%, raggiungendo il valore complessivo di 518 milioni di euro, che rappresentano il 41% del totale dell’export apuano. Il saldo positivo locale ha determinato addirittura il 58% del saldo positivo regionale del settore (421 milioni di euro). Senza la meccanica le esportazioni locali avrebbero registrato un calo del -15%. Il macrosettore lapideo, in specifico il comparto della pietra da taglio o da costruzione, modellate e finite, ha registrato, con un totale di vendite pari a 178 milioni di euro, una diminuzione -3,3% in valore assoluto meno 6 milioni. Da valutare, all’opposto, positivamente gli andamenti delle vendite della restante parte lapidea corrispondente a materiale grezzo, con circa 121 milioni di euro di export, per un aumento del +10,9%, in valore assoluto quasi 12 milioni di euro in più rispetto al primo semestre del 2018.
Le importazioni hanno raggiunto i 251 milioni di euro, un valore in aumento del +38,8% rispetto al semestre del 2018, in valore assoluto circa 70 milioni di euro. Allo steso tempo la regione Toscana ha ottenuto un +8,4% e l’Italia un +1,5%. La voce più significativa è stata quella riferita all’acquisto di componenti meccanici.

LAVORO
Per ciò che concerne il mercato del lavoro, i dati ottenuti dall’indagine Excelsior, mostrano, per il periodo novembre 2019-gennaio 2010, entrate di lavoro per circa 2.480 unità. Nel 27% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato, o di apprendistato, mentre nel 73% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita), si concentreranno per il 51% nel settore dei servizi e per l’80% nelle imprese con meno di 50 dipendenti, e il 10% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (21%).

CREDITO
Riguardo al credito, risultano pesantemente in flessione, nei primi sei mesi dell’anno, i prestiti alle imprese locali che si sono contratti di circa il -3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, registrando il peggior andamento degli ultimi due anni. Si segnala, a tal proposito, come questa restrizione creditizia abbia coinvolto, in questa prima parte di 2019, anche le medio-grandi imprese, oltre alle piccole che però, ormai da qualche anno, sono abituate a dover fronteggiare queste criticità nel rapporto col sistema bancario. Inoltre, preoccupa la tendenza dei finanziamenti destinati agli investimenti produttivi, come macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, poiché fanno segnare un -12% e non sono supportati del tutto dall’incremento del leasing (+2%): tale tendenza preoccupa poiché è il sintomo di un raffreddamento delle politiche di investimento delle imprese, dovuto a molteplici fattori di incertezza sullo scacchiere nazionale ed internazionale.

INDUSTRIA
I dati di pre-consuntivo 2019 registrati dalle nostre indagini ci dicono che le attività industriali dovrebbero rimanere nel solco della positività imboccato nel 2016, seppur si trovino a fronteggiare una fase di decelerazione rispetto agli ottimi andamentali dell’anno precedente, quando si erano toccati i livelli massimi. La produzione industriale dovrebbe crescere del +4,7%, grazie alle medie imprese e a quelle orientate all’esportazione che sembrano offrire anche le migliori possibilità dal lato occupazionale. A livello di singoli comparti, si registrano buoni andamenti della metalmeccanica e nautica da diporto (+3,7%), mentre inizia a faticare il lapideo che vede ridursi gli ordini (-2,7%). Grande exploit delle altre attività industriali, non rientranti nella sfera dei comparti di cui sopra, le quali registrano un +7,6% della produzione e un +3% dell’occupazione. Il 56% delle imprese industriali non sembra ancora essere interessata agli investimenti sulla digitalizzazione e sull’industria 4.0: sono in particolare le imprese micro e quelle del lapideo le meno interessate ad avviare processi di trasformazione digitale.

EDILIZIA
Oltre ai buoni andamenti dell’industria, conforta anche vedere come ormai da un paio d’anni il fatturato dell’edilizia abbia ripreso a mettere il segno più davanti ai propri valori e il 2019 non sembra ribaltare questa tendenza, grazie alla spinta delle costruzioni (fatturato +6,8%) che trascina all’insù anche gli altri comparti, come i piccoli lavori edili (fatturato +5%) e l’impiantistica (+2,4%). Continua ad essere particolarmente sentita dalle imprese della zona di costa l’adozione effettiva dei regolamenti urbanistici, come elemento di ulteriore rilancio del settore, anche se meno rispetto agli scorsi anni.

COMMERCIO
E’ stata invece una delle peggiori, se non la peggiore stagione per le attività del commercio al dettaglio fisso della nostra provincia che, secondo un’indagine rapida di ISR, dovrebbero annotare una riduzione complessiva del fatturato del -5%, con punte del -10% per le piccole attività e del -3% per la medio-grande distribuzione. Ormai circa 1/3 dei piccoli operatori ha una posizione di pessimismo “cronico” rispetto alla ripresa del settore, posizione dovuta anche al fatto che la sfida sembra essere diventata una “mission impossible” non solo per le difficoltà economiche delle famiglie, non solo per la perdita di appeal di alcune zone commerciali, ma anche per l’esplosione dell’e-commerce (+15% nell’ultimo anno) e per l’avvio del processo di digitalizzazione della GDO che renderà queste strutture ancora più competitive ed attraenti agli occhi dei consumatori. Questo atteggiamento pessimistico che sta crescendo tra gli operatori lo si evince anche dal fatto che, rispetto allo scorso anno, nel 2019 le nostre piccole attività hanno ridotto le azioni di manovra delle più importanti leve competitive a loro disposizione (campagne promozionali on line o off line, organizzazione di eventi, vendite on line, tessere fedeltà, pubblicità su riviste e quotidiani, etc), probabilmente perché gli sforzi degli ultimi due/tre anni non hanno portato ai frutti sperati.

TURISMO
Se il commercio ha sofferto molto lo si deve evidentemente anche ad una stagione turistica che, secondo i dati forniti dal Comune di Massa, non sembra essere andata per nulla bene nel 2019. Va precisato in questo caso che i dati sui flussi turistici sono ancora provvisori, facendo riferimento ai primi 9 mesi dell’anno, e soprattutto parziali, mancando all’appello ancora numerose attività che non hanno dichiarato le proprie presenze all’ufficio turistico di Massa. Pertanto, proprio per queste limitazioni, vanno interpretati con molta cautela, fintanto che non saranno definitivi e non verranno affiancati dalle stime ISR sulle seconde case e sul fenomeno del sommerso.
Tuttavia, stando a questi dati, le presenze turistiche sono calate in provincia, nei primi 9 mesi del 2019, del -8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa della riduzione sia della componente straniera (-13%) che italiana (-3%). Le attività alberghiere hanno segnato addirittura un -10% delle presenze, mentre le strutture extralberghiere un -2%. Sono in negativo tutte le principali zone turistiche (Massa -6%, Montignoso -12%, Lunigiana -11%), tranne Carrara (+14%) che consolida i già ottimi risultati del 2018, grazie all’exploit dei B&B e delle case per vacanza.

PORTO
Da non dimenticare le movimentazioni portuali, in forte crescita nei primi nove mesi del 2019. Per un totale di circa 2,3 milioni di tonnellate di merci movimentate, in aumento del +36,3%, Le rinfuse solide sono incrementate addirittura del 180%, in valore assoluto 412mila tonnellate in più rispetto allo steso periodo del 2018. Positivi anche gli andamenti delle merci varie con un trend del +13,6%. In crescita il traffico totale dei contenitori con 56.077 TEU trasportati nel periodo, in valore assoluto +13.693, in percentuale +32,3%. Il traffico passeggeri si attesta nei primi 9 mesi a 29.900 transiti, con un incremento del 44,4% sullo stesso periodo del 2018.
Congiuntura sostanzialmente positiva per l’agricoltura. Favorevole la raccolte di castagne, fino a 30% in più rispetto allo scorso anno.

AGRICOLTURA
Bene anche la produzione di uva, in particolare in termini di qualità e straordinaria la raccolta di funghi, altro prodotto tipico locale molto importante. Decisamente negativa invece la produzione del miele e problematica anche la raccolta delle olive.

IMPRESE DIGITALI
Per quanto concerne infine la digitalizzazione, si fa notare come le imprese che operano all’interno di questo settore siano in provincia 400 e diano lavoro a circa 1.200 addetti, rappresentando l’1,8% dell’economia locale. Su questo ambito, in particolare, la Camera di Commercio ha dato vita di recente al Club Tech 4.0, un raggruppamento di imprese che forniscono appunto servizi di digitalizzazione e prodotti tecnologici 4.0, al fine di creare sinergie tra esse e fare azioni sul territorio volte ad aumentare la consapevolezza e gli investimenti verso queste nuove tecnologie.
Giovedì 19 dicembre 2019 alle 19:07:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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