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Ultimo aggiornamento ore 16.18 del 24 Maggio 2019

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Donne apuane ancora troppo discriminate sul lavoro e in politica

Presentato il rapporto della Camera di Commercio: disoccupazione record al 19%. Sodini: «Rischiamo di essere in ritardo rispetto alle sfide della new economy». Il Comune più "rosa" della provincia è Aulla

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Donne apuane ancora troppo discriminate sul lavoro e in politica
Massa-Carrara - Donne ancora troppo discriminate nel mondo del lavoro e della politica. Lo dice l’ultimo rapporto dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara presentato in occasione della giornata della Festa della Donna a Carrara (Ms). Per la prima volta l’indagine ha fotografato anche gli albi professionali e di lavoro dipendente scoprendo che le donne sono molto presenti, ma sempre numericamente indietro rispetto agli uomini, tra gli avvocati (378), medici (482) ed architetti (133) e che solo il 42,3% sono occupate mentre il 51,8% è in cerca di un lavoro. Il dato shock, che nasconde dietro le quinte anche le ragioni di contribuire al mantenimento della famiglia e dall’altra di guadagnarsi l’indipendenza economica, è legato al tasso di disoccupazione (19%) che è molto superiore a quello regionale (9,4%) e nazionale (12,4%). C’è stato spazio, nel contesto della presentazione alla stampa, anche per ascoltare le testimonianze di Barbara Maffei, ingegnera e imprenditore turistico di Licciana Nardi, l’avvocato Cristina Boghetti e la sindacalista della Cgil, Patrizia Bernieri.

“L’otto marzo abbiamo poco da festeggiare – ha ironizzato Bernieri, che è stata la prima segretaria donna della Cgil regionale – i numeri sull’occupazione femminile a Massa-Carrara sono preoccupanti, soprattutto rispetto al dato nazionale. Abbiamo normative avanzate cui però non corrispondono servizi adeguati: una condizione ostativa al raggiungimento della parità. Quando entrai in Comune a Massa, nel 79, le donne erano relegato agli sportelli, gli uomini invece chiusi nel palazzo a firmare certificati. La crisi e il precariato hanno penalizzato soprattutto le donne in quanto categoria più debole. L’unica soluzione? Lottare. Soprattutto per chi si trova sotto ricatto e non ha voce.”

Maffei ha fondato a Licciana Nardi l’impresa “Borgo antico”, socia della cooperativa agricola Montagna Verde: “Quando ho cominciato a lavorare come ingegnera, da dipendente, ero l’unica donna del gruppo: è stata un’esperienza formativa, che mi ha aiutata a prendere consapevolezza delle mie capacità. Ero ben più coraggiosa dei miei colleghi maschi. All’interno dello studio in cui lavoravo vi erano differenze sensibili sia di retribuzione che di posizione, a tre anni dall’assunzione. Nel settore agricolo mi sono reinventata mettendomi in proprio.”


Dino Sodini, presidente Camera di Commercio di Massa-Carrara, ha osservato: “Donne e uomini non sono ancora sullo stesso piano. Il rapporto cristallizza una discriminazione oggettiva. Se guardiamo all’età delle titolari di impresa vediamo che ci sono poche giovani imprenditrici. Significa che rischiamo di essere in ritardo rispetto alle sfide della new economy. Il ricambio generazionale è molto faticoso rispetto ad altri territori”.

Per Vincenzo Tongiani, presidente dell’Istituto di Studi e Ricerche la “lettura e l’analisi dei dati anche per quanto riguarda il settore dipendente e professionale marcano differenze ancora molto forti. L’8 marzo è una ricorrenza che ci serve per tenere alta l’attenzione sulla necessità di aprire tutti i settori alle donne abbattendo quelle barriere culturali che ancora insistono ma è tutti i giorni che dobbiamo lavorare per la parità di genere. Le differenze sono evidenti in molti settori. Probabilmente meno nell’imprenditoria, ma molto ancora nei contratti di lavoro dipendenti e nelle professioni dove ci sono settori a trazione quasi esclusivamente maschile come quello dell’ingegneria e dei commercialisti. C’è ancora molto lavoro da fare”.

Disoccupazione rosa record. Sono 37.800 le donne che cercano un lavoro e che lavorano (forza lavoro) in provincia di Massa-Carrara mentre quasi altrettante nella fascia tra 15 e 64 anni, 37.178 per la precisione, non lo cercano affatto. Le donne con un impiego sono 30.709 mentre quelle che cercano un lavoro sono 7.190 (51,8%) su un totale, maschi compresi, di 13.875. E’ inferiore alla media regionale (59,9%) ma superiore a quella regionale (48,9%) il tasso di occupazione femminile che si attesta al 49,5%. Il gap tra i disoccupati maschi (13,8%) e donne (19,%) è 5,2% punti percentuale. E’ addirittura del 10% se consideriamo il rapporto tra il tasso provinciale e regionale (9,4%).

Imprese rosa. I settori imprenditoriali “preferiti” dalle donne sono i servizi (51,6%), sanità ed assistenza (50%) ed agricoltura (41,5%). Il settore meno rappresentato sono le estrazioni di minerali da cave e miniere (6%). In lieve crescita (+0,2%) le imprese che sono 4.499 dopo aver toccato il valore più basso degli ultimi 15 anni lo scorso anno. Sono lontani i tempi del boom del 2010 con 4.896 imprese.

Le donne in politica. Per la prima volta l’indagine ha analizzato anche la presenza delle donne nei consigli comunali dei 17 comuni: le donne elette sono 71 contro 172 uomini. C’è un solo Comune che raggiunge ed addirittura supera il rapporto 50-50: Aulla (9 consiglieri donne e 8 consiglieri uomini). Tutti gli altri comuni sono sotto con tre comuni a pari merito di quote rosa che sono Casola, Comano e Zeri. Massa e Carrara sono molto indietro. A Massa le donne presenti nell’assise sono 7 su un totale di 33 consiglieri, a Carrara 9 si un totale di 25. A Mulazzo, in Lunigiana, nessuna donna siede in consiglio. Gli altri due comuni a bassissima spinta rosa sono Villafranca e Podenzana con un consigliere ciascuno donna. Il quadro non cambia se prendiamo come riferimento i primi cittadini: i sindaci donna sono 4 su 17.
Giovedì 7 marzo 2019 alle 21:43:02
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