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Ultimo aggiornamento ore 22.23 del 18 Settembre 2018

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Crisi continua: scende il credito alle imprese apuane

I dati della Banca d'Italia certificano il calo. Il presidente della Camera di Commercio Sodini: «I prestiti, in tutte le loro articolazioni, hanno un effetto moltiplicativo sulla crescita di un’economia»

L'ECONOMIA CHE NON VA
Crisi continua: scende il credito alle imprese apuane
Massa-Carrara - Si potrebbero riassumere in questa frase “meno crediti, ma più buoni ed a costi inferiori” le dinamiche creditizie del 2017 osservate sulle imprese della provincia di Massa-Carrara.
Nonostante un buon primo semestre, torna infatti a presentare il segno meno la dinamica dei prestiti alle imprese a fine 2017, dopo un 2016 stabile. Le Banche stanno diventando sempre più selettive nella concessione dei prestiti, ma al contempo riducono in maniera importante i tassi di interesse sulle imprese, che sono scesi ai minimi storici e stanno tendendo verso la media regionale.

Sono questi in estrema sintesi i risultati sulle tendenze creditizie elaborate dall’Istituto di Studi e Ricerche e presentati nell’ultimo incontro dell’Osservatorio sul credito provinciale, tenutosi in Camera di Commercio nel mese di maggio.

Secondo i dati della Banca d’Italia, nell’intero 2017 i prestiti alle imprese della nostra provincia sono diminuiti del -1,8%, nonostante un aumento del +1,3% registrato nel corso dei primi sei mesi dell’anno. Tale importante inversione di tendenza è ascrivibile in modo particolare alla restrizione creditizia che si è registrata sul settore dei servizi (-3%) e sulle costruzioni (-4%), mentre la parte industriale continua a tirare sia nel suo segmento estrattivo (+1,5%) che in quello manifatturiero (+3,2%).

La novità dell’annualità 2017 è rappresentata anche da una contrazione dei prestiti alle medio-grandi imprese nella misura del -1,8%, che non si registrava da parecchio tempo, mentre ormai è un dato pressoché “consolidato” il calo dei prestiti alle piccole attività che ritroviamo anche nell’anno in esame (-1,5%).

Altra novità negativa da segnalare è la contrazione dei finanziamenti di medio e lungo termine indirizzati ai cosiddetti investimenti produttivi destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, che hanno segnato quasi un -5% rispetto all’anno precedente, andando in controtendenza rispetto agli andamenti regionali (+2,3%) e nazionali (+6,7%), sospinti dai nuovi processi dell’industria 4.0.

Riguardo alle famiglie, si mantengono sulla linea della positività i finanziamenti loro indirizzati (+1,5%), seppur si dimezzano i tassi di crescita del 2016. Uno specifico focus sui mutui per le abitazioni ci segnala come in realtà il loro incremento nell’anno in esame (+1,1%) sia assoggettabile a tipologie di finanziamento che sono state oggetto di rinegoziazione da parte del sistema bancario (aumentate in soli 12 mesi del +22%) e non all’erogazione di nuovi mutui, la cui consistenza presenta invece un calo del -3%.

L’analisi inoltre ha messo in luce come il sistema bancario, ormai da qualche anno a questa parte, abbia adottato politiche di forte selezione del credito al punto che ormai solo il 3% dei nuovi crediti erogati vanno in sofferenza, mentre solo tre anni fa tale percentuale era doppia. Processo questo obbligato dalle molte partite deteriorate presenti ancora nei portafogli delle banche, dovute a storicità passate. In parallelo al miglioramento della clientela è stata attivato un deciso taglio dei tassi di interesse applicati dalle banche alle nostre imprese che a fine 2017 è sceso al 3,3% medio, a 8 decimi di punto dalla media regionale.

Il miglioramento è dovuto in particolare ai saggi sulle operazioni autoliquidanti (ossia anticipi su fatture, su crediti, etc), e su quelle a scadenza, ma anche su quelle a revoca (come aperture in conto corrente), nonostante i saggi restino per queste partite ancora vicini al 9%, a livelli del Mezzogiorno d’Italia, ma per fortuna, in questi ultimi anni, queste ultime operazioni stanno diventando sempre più marginali all’interno della composizione dei prestiti erogati dal sistema bancario.

La relazione illustrata in occasione dell’Osservatorio termina con il riferimento alla presenza delle banche nella nostra provincia, che nel corso degli ultimi 5 anni ha visto subire una pesante riduzione nella misura di 20 sportelli (-18% rispetto a fine 2013) e di circa 200 dipendenti diretti (-25%). Dimagrimento che è comune a tutto il Paese e che è figlio di forti ristrutturazioni del sistema bancario e di un processo di digitalizzazione che dovrebbe portare a filiali in cui l’operatore sarà sempre più un consulente finanziario e sempre meno funzionale allo svolgimento di operazioni di base, demandate appunto all’home banking e agli ATM.

«Osservati nel loro insieme questi dati ci confermano come il settore del credito, assieme a molti altri della nostra economia, è attraversato da un forte cambiamento» dichiara il presidente della Camera di Commercio, Dino Sodini, che aggiunge: «Per questo come Camera di Commercio continueremo a mantenere lo sguardo su questo tema attraverso lo strumento dell’Osservatorio, al fine di capire gli effetti degli “andamentali” in termini di volumi e di costi. Il credito, in tutte le sue articolazioni, ha un effetto moltiplicativo sulla crescita di un’economia. Il fatto che i volumi si riducano non è un bel segno, perché dà l’impressione di un effetto di frenata. Specialmente il credito a medio lungo termine che viene utilizzato per il finanziamento dell’innovazione nei processi produttivi. Altri indicatori economici che monitoriamo non sembrerebbero andare in questa direzione».

Il progetto pilota portato avanti dall’ente camerale per migliorare il rapporto banca-impresa, che ha visto il coinvolgimento iniziale di 4 aziende del territorio, è un primo passo verso la direzione indicata dal presidente della Camera di Commercio. «Questa sperimentazione ha dato i suoi frutti, a detta degli stessi imprenditori coinvolti» dichiara il presidente dell’Istituto di Studi e Ricerche, Vincenzo Tongiani. «Per questo stiamo discutendo al tavolo dell’Osservatorio su come rendere consapevoli e partecipi più imprese dei nuovi processi che si stanno introducendo nel sistema bancario, e che nel giro di pochi mesi porteranno a modifiche sostanziali nel rapporto banche – imprese».

L'Osservatorio sul credito provinciale della Camera di Commercio, lo ricordiamo, è stato istituito dalla Camera di Commercio di Massa-Carrara nell’estate 2013 allo scopo di discutere di un tema così stringente ed al contempo urgente come quello del credito alle imprese, alla luce delle difficoltà allora registrate dagli imprenditori locali nell’ottenere erogazioni bancarie e, dall’altro lato, da parte delle Banche di trovare situazioni non eccessivamente rischiose sulle quali investire.
Mercoledì 30 maggio 2018 alle 12:01:22
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