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Ultimo aggiornamento ore 09.51 del 30 Marzo 2020

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Coronavirus, la Camera di Commercio: «Effetti nefasti sull'economia apuana»

Ecco la relazione integrale dell'Istituto Studi e Ricerche. Il presidente della Cciaa Sodini: «Le nostre aziende stanno già risentendo degli effetti»

l'allerta covid-19
Massa-Carrara - «Effetti nefasti sull'economia apuana». Non usa giri di parole l'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara nel commentare le possibili conseguenze della diffusione del coronavirus, arrivato anche in Italia. Riportiamo di seguito la relazione integrale dell'Isr.

Economia locale fortemente internazionalizzata
È certamente presto per fare un bilancio dei danni del Coronavirus all’economia globale, italiana e anche locale, ma non lo è per sapere che questo choc si innesta su un tessuto, a tutti i livelli, già indebolito e in difficoltà.
In questo contesto riteniamo opportuno analizzare quale può essere l’impatto economico del Coronavirus sulle dinamiche economiche della provincia di Massa-Carrara, concentrando le nostre valutazioni sulle attività produttive più esposte a condizionamenti esogeni.
La considerazione preliminare essenziale è quella relativa alla struttura economica apuana, da sempre, fortemente connessa con le tendenze globali e pertanto caratterizzata da una fortissima propensione all’export.

Il 53% del prodotto interno lordo di Massa-Carrara dipende dall’interscambio con l’estero
L’ultimo dato economico disponibile riferito alla produzione totale di ricchezza, nel territorio di Massa-Carrara, è quello dell’annualità 2018, che è risultato pari a circa 4.013 milioni di euro (dato Prometeia).
Le vendite delle aziende apuane all’estero sono state di circa 1.698 milioni di euro, un valore che ha determinato il 42% del totale della ricchezza prodotta localmente. Sommando le importazioni, pari a 421 milioni di euro, per un peso del 10,5% sul totale, possiamo attestare che più della metà del PIL locale è determinato dall’interscambio commerciale delle aziende di Massa-Carrara.
Questa forte apertura verso l’estero risente ovviamente di vari condizionamenti internazionali che determinano spesso, come già avvenuto nel passato, forti ricadute sulle produzioni locali.

Il Coronavirus cinese può destabilizzare l’economia apuana: più del 5% della ricchezza locale deriva dalle relazioni con la Cina
Il più recente dato Istat riferito all’export-import di Massa-Carrara è quello dei primi nove mesi dell’anno 2019. Tali dati ci dicono che a settembre 2019 l’export locale ha raggiunto la somma di

1.774 milioni di euro, un valore superiore al dato finale del 2018, e addirittura in aumento del 31,3% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente.
In crescita anche le importazioni, con un totale di circa 379 milioni di euro, +26,5% nel raffronto con lo stesso periodo del 2018.
Nel campo delle esportazioni il peso delle vendite verso la Cina, pari a 198 milioni di euro, hanno rappresentato l’11,2% sul totale, mentre le importazioni, ovvero gli acquisti dal mercato cinese, sono stati pari a 22 milioni di euro, il 5,8% del totale.

Le relazioni commerciali con la Cina peserebbero per un valore del 17% sul valore complessivo l’interscambio commerciale locale, con una conseguente incidenza sul Pil locale che possiamo stimare in un valore superiore al 5%.
Se dovessimo allargare l’analisi a tutti i Paesi dell’Asia orientale il peso sull’economia locale salirebbe al 13,6%.
Questi indicatori economici ci offrono la possibilità di comprendere quali ricadute produttive potrebbero determinare nel nostro tessuto imprenditoriale gli effetti commerciali negativi derivanti dal Coronavirus.
Si tenga conto inoltre che le suddette stime potrebbero aumentare di consistenza con la disponibilità dei dati di fine anno 2019.

Il marmo grezzo: un settore che potrebbe causare effetti nefasti su tutta l’economia locale
Da sottolineare che la ricaduta economia potrebbe essere più accentuata a seconda dei settori economici presi in considerazione. Pur essendo molteplici i legami economici con il mercato cinese un posto particolare deve essere riservato al comparto lapideo; una delle attività con livelli di esportazioni molto elevati nel mercato cinese risulta infatti quella delle vendite di Marmo grezzo.
A fine 2018 ben 120 milioni di euro, pari al 56,6% del totale, sono stati destinati al mercato cinese, un valore che non tende a diminuire nei primi nove mesi dell’anno in corso, con un valore di 99 milioni di euro, pari a più del 60% del totale. Segue l’India con 10 milioni ed il 6% del totale.
Lo stop a tali relazioni commerciali, come stanno testimoniando alcune ditte locali a causa del Coronavirus, può provocare effetti senza precedenti sull’economia apuana. In sostanza la perdita del settore estrattivo sarebbe pesante soprattutto per gli effetti a ricaduta su altri comparti economici; difatti, sappiamo bene che il settore estrattivo è trasversale, non solo alla filiera del comparto, ma anche ad altri settore come quelli dell’indotto del comparto. Un impatto indiretto che graverebbe su molti settori collegati all’attività lapidea, quali banche, assicurazioni, trasporti, commercio, metalmeccanica, ecc..

Effetti negativi anche sul turismo
Un altro comparto molto importante che sta già riscontrando gli effetti negativi del Coronavirus è quello turistico; giova ricordare che delle 252 mila circa presenze turistiche straniere registrate nella provincia di Massa-Carrara, a fine 2018, 5.938 erano provenienti dalla Cina, in crescita del +11,2% rispetto all’anno precedente. Un apporto ancora minimo sul totale delle presenze straniere, solo il 2,4%, ma in ascesa costante negli ultimi anni. Il blocco totale dei viaggi all’estero da parte dei cittadini cinesi provocherà quindi delle pesanti ricadute in ambito turistico, non solo nazionale o regionale, ma anche locale.

Non molte le imprese made in Cina
Delle 27.070 persone che svolgono ruoli imprenditoriali nel territorio apuano, solo 2.075, il 7,6%, sono extra UE, e di questi 109 di nazionalità cinese, un valore complessivo decisamente basso. Gli imprenditori cinesi sono distribuiti prevalentemente nel comparto commerciale, seguito da quello dei servizi e della ristorazione.

Popolazione Cinese in aumento nel territorio apuano
La popolazione straniera a fine 2018 in provincia di Massa-Carrara era di 14.889 unità, per una incidenza del 7,4% sul totale. Le comunità più presenti erano quella della Romania, del Marocco e Albania (64% del totale). Seguivano la comunità senegalese e cinese; quest’ultima è quella maggiormente incrementata negli ultimi anni, passando dalle 195 persone residente nel 2012 alle 468 di fine 2018.

In conclusione possiamo evidenziare che pur essendo prematuro effettuare considerazioni precise sugli effetti economici del Coronavirus è comunque evidente che un’economia molto aperta verso l’estero, come quella apuana, subirà sicuramente dei condizionamenti non irrilevanti.
Dobbiamo porre in evidenza che proprio il mercato cinese, con una pluralità di merci, dal marmo ai macchinari, dai prodotti tessili all’abbigliamento, dalle materie plastiche ai prodotti chimici, risulta essere un riferimento fondamentale per molte attività locali e che, indubbiamente, le ricadute economiche negative dovute al Coronavirus si avvertiranno, purtroppo, anche nei processi produttivi delle nostre aziende.

IL PRESIDENTE SODINI: «LE NOSTRE AZIENDE STANNO GIÀ RISENTENDO GLI EFFETTI»
Il presidente della Camera di Commercio, Dino Sodini, precisa: “La priorità ad oggi è ovviamente quella medico–sanitaria, ma non possiamo esimerci da effettuare valutazioni più strettamente economiche. Le nostre aziende che sono legate al commercio internazionale stanno già risentendo degli effetti del Coronavirus, in una economia globalizzata come quella attuale è impossibile restarne immuni. La nostra preoccupazione si accentua quanto pensiamo al tessuto produttivo ed alle fortissime relazioni con la Cina, ma in generale con molti altri Paesi asiatici, dalla Corea del Sud al Giappone. Siamo preoccupati dagli effetti economici del Coronavirus”.

Aggiunge, il presidente Isr, Vincenzo Tongiani,: “E’ indubbio che il nostro export ne risentirà fortemente e speriamo che tali dinamiche non provochino ripercussioni sui livelli occupazionali. Le attenzioni non vanno solo al settore lapideo, ma anche a tutti gli altri; penso al turismo , al commercio, ed anche alle attività meccaniche ed elettroniche, la cui componentistica arriva tutta dall’Asia. Serviranno misure a sostegno delle imprese del territorio”.
Giovedì 27 febbraio 2020 alle 09:05:35
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Direttore responsabile: Matteo Bernabè

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