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Ultimo aggiornamento ore 16.11 del 22 Marzo 2019

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Beni estimati, Confindustria: "La Regione vuole l'esproprio proletario"

Gli industriali delle Apuane denunciano il rischio contenuto nella proposta di legge della Toscana oggi all’esame della X Commissione della Camera

convegno alla luiss
Beni estimati, Confindustria: `La Regione vuole l´esproprio proletario`
Massa-Carrara - "Proprietà privata a rischio esproprio senza indennizzo da parte del pubblico che si impadronisce del bene". Lo afferma Confindustria Massa-Carrara che denuncia il rischio "esproprio proletario" per le cave cosiddette "beni estimati", che rappresentano circa un 30% del totale dei bacini marmiferi carraresi.

"A sancire, per la prima volta, l’ipotesi di una legittimazione giuridica di quello che in anni bui della storia italiana sarebbe stato definito un “esproprio proletario” e un “golpe” contro diritti fondamentali del cittadino - denunciano gli industriali - è una proposta di legge che la Regione Toscana ha presentato al Parlamento ed è ora pendente presso la X Commissione della Camera dei deputati. Oggetto delle pretese della pubblica amministrazione, le cave del marmo bianco di Carrara, vero e proprio simbolo dell’italianità nel mondo. Nel mirino sono i cosiddetti beni estimati, ovvero quelle parti delle cave (corrispondenti al 30-35% delle aree da dove viene ricavato il marmo nel distretto apuo-versiliese) che sono a tutti gli effetti, sulla base del diritto vivente, ma anche di un’affermazione di diritto sulla proprietà privata, sancite da norme e da atti anche giudiziari in modo ininterrotto sin dai tempi di Michelangelo, che da queste cave trasse il blocco da cui fece nascere la sua Pietà, ad oggi".

Ad accendere i riflettori su questo rischio sono stati oggi a Roma, in collaborazione con l’Università Luiss di Roma, Confindustria Livorno, Massa e Carrara e gli industriali del marmo del distretto apuo-versiliese.

La denuncia è secca: "Per la prima volta in Italia si prospetta la negazione per legge di quel diritto vivente sulla proprietà privata che in Italia non è mai stato messo in discussione; un diritto che è stato riconosciuto sempre in modo univoco nel caso degli agri marmiferi delle Apuane dove convivono aree di proprietà pubblica (affidate in concessione ai privati) con beni estimati e quindi proprietà private la cui legittimità è stata riconosciuta ai proprietari delle cave per secoli da tutte le controparti, giudiziarie e istituzionali pubbliche; un riconoscimento che è anche frutto di una giurisprudenza costante radicata e confermata nei secoli, con particolare chiarezza dall’editto del 1751 con cui Maria Beatrice d’Este sanciva che tutti i beni iscritti al registro degli estimi fossero dopo 20 anni di utilizzo pienamente riconosciuti a tutti gli effetti come proprietà privata".

"Peraltro – come emerge dalle relazioni tecniche al seminario – è del tutto privo di fondamento il tentativo di imputare ai proprietari privati di cave il non rispetto di obblighi ambientali o di sicurezza, che devono adempiere, sulla base di una legge regionale, esattamente come accade per le cave in concessione o per quelle di proprietà di amministrazioni comunali".

“La Regione Toscana ci aveva già provato nel 2012 vedendosi disconosciuto dalla Corte Costituzionale il diritto a legiferare in questa materia – sottolinea Erich Lucchetti, presidente degli industriali del marmo – Ci riprova adesso nonostante che, anche nel febbraio scorso, il Tribunale di Massa avesse per l’ennesima volta riconosciuto il diritto dei proprietari dei beni estimati”.

“Sul tavolo – conclude – non c’è solo il diritto delle aziende del marmo e dei loro dipendenti. C’è un diritto fondamentale alla proprietà privata che è stato sancito dalla nostra Costituzione, da reiterati interventi della Corte Costituzionale e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. È per questo che oggi gli industriali del distretto delle Apuane, non sono solo difensori del loro diritto, ma anche i paladini di un diritto fondamentale dell’uomo libero”.
Venerdì 22 febbraio 2019 alle 20:01:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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