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Apuani sempre più indebitati: gli effetti dell'austerità a Massa-Carrara

I cittadini ricorrono ai prestiti per acquistare beni e servizi. Il reddito disponibile non basta più

SPENDERE PIÙ DI QUANTO SI GUADAGNA
Apuani sempre più indebitati: gli effetti dell´austerità a Massa-Carrara
Massa-Carrara - Il debito privato è un problema. Dallo scoppio della crisi, ormai dieci anni fa, l'hanno ripetuto in tutte le salse che il problema era il debito pubblico, ovvero il debito dello Stato. Il fatto è che troppo poco è stato ribadito da media e politici che il problema non è e non era nel debito pubblico, bensì in quello privato, ovvero quello dei cittadini e delle aziende (che non è il debito pubblico) i quali devono ricorrere alle banche per avere i denari necessari per poter acquistare beni e servizi, visto che il reddito non basta.

E, nella provincia di Massa-Carrara, il debito dei cittadini aumenta. Nel 2017, per esempio, i consumi sono ammontati in totale a circa 3,7 miliardi di euro, mentre i redditi disponibili (ovvero quella parte di reddito al netto delle imposte e dei contributi) a 3,45 miliardi. Ciò significa che per acquistare gli apuani hanno dovuto ricorrere al credito bancario. Non è un caso che i dati sul credito al consumo, leasing e mutui siano in crescita. L'analisi è stata elaborata da Ires Toscana e Cgil nel "Focus Economia Toscana 03 2018".

Da evidenziare, inoltre, che rispetto agli anni precedenti aumenta sì il reddito disponibile, ma aumenta in misura misura minore rispetto all'aumento dell'indebitamento degli stessi cittadini. Detto in soldoni: gli apuani spendono più di quello che incassano e questo alla lunga non può sostenersi, sempre che non ci sarà una vera inversione di tendenza, derivante dal settore pubblico con il taglio delle tasse e l'aumento della spesa e degli investimenti pubblici.

Apriamo parentesi macroeconomica fondamentale per comprendere tutto questo: per fare in modo che un cittadino possa guadagnare e risparmiare di più, le fonti possono essere solo tre: attraverso l'indebitamento privato (il ricorso al credito bancario), attraverso una maggiore spesa da parte delle istituzioni pubbliche (attraverso il taglio delle tasse e l'aumento della spesa) e attraverso le esportazioni (quando sono maggiori delle importazioni).

Parentesi chiusa. Dai dati relativi alla provincia di Massa-Carrara, ci accorgiamo infatti, che l'inversione di tendenza tra consumi e reddito disponibile è avvenuta nel 2012 con l'inizio delle politiche di austerità del governo Monti. Politiche servite a «distruggere la domanda interna» come aveva dichiarato l'allora presidente del Consiglio Mario Monti in inglese al pubblico del mondo, tranne che a quello italiano. «Grazie alle riforme strutturali – dichiarò alla Cnn – stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna». E se un governo «distrugge la domanda interna» (che significa più disoccupazione e quindi meno denaro nelle tasche dei cittadini) non stupiamoci se i cittadini, anche apuani, hanno dovuto aumentare il proprio debito per potersi permettere beni e servizi.

E questo ci dà la dimostrazione chiara che se lo Stato in un periodo di crisi, come fece Monti, abbassa il debito pubblico, attraverso il taglio della spesa pubblica e l'aumento delle tasse, l'alternativa è che per non sprofondare e mantenersi a galla, i cittadini devono ricorrere al credito bancario e indebitarsi. Quindi, per concludere: se lo Stato vuol tagliare il proprio debito, i cittadini dovranno aumentare il loro. E viceversa. Si chiama contabilità.
Mercoledì 15 agosto 2018 alle 16:03:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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