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Ultimo aggiornamento ore 12.58 del 16 Novembre 2018

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Abusi alle cave, la Regione: disposizioni speciali fino a giugno

«Stop a incertezze: da metà 2019 applicazione rigorosa della legge 35/2015»

dopo la modifica
Abusi alle cave, la Regione: disposizioni speciali fino a giugno
Massa-Carrara - La legge regionale 35/2015 ("Disposizioni in materia di cave") prevede, nel caso in cui un imprenditore titolare di una autorizzazione abbia realizzato escavi superiori per oltre 1000 metri cubi ai volumi autorizzati dal progetto di coltivazione, la decadenza dell'autorizzazione stessa. Una norma severa, ma necessaria per salvaguardare il paesaggio e l'ambiente. A partire dai controlli effettuati tra il 2016 ed il 2017 dalla Regione e dalla Forestale (in attuazione della convenzione stipulata nel 2016) è emersa un'interpretazione estesa del perimetro autorizzato, inteso come 'complessivo compendio estrattivo', questo ha generato ambiguità nell'applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Per porre fine ad ogni incertezza e a interpretazioni dubbie relative al sanzionamento degli abusi oltre i 1000 mc, la Regione ha fissato, in via eccezionale e solo fino al 5 giugno 2019, una procedura 'alternativa' per chi ha effettuato, all'interno del perimetro estrattivo indicato nelle autorizzazioni comunali, prelievi importanti superiori ai volumi autorizzati nel distretto apuo-versiliese. Tutto questo grazie ad una modifica alla legge 35 approvata dalla Regione lo scorso 26 settembre.

Per sciogliere la questione salvaguardando il paesaggio, la legalità e al tempo stesso il diritto di imprenditori che avevano effettuato prelievi eccessivi, ma si erano mossi comunque all'interno di un'area autorizzata, la Regione ha stabilito un periodo di moratoria che terminerà, appunto il 5 giugno dell'anno prossimo, termine entro il quale dovranno anche essere approvati i piani attuativi previsti dalla LR 65/2014, oltre il quale l'applicazione della legge 35 sarà stringente.

La modifica alla legge - estremamente concisa, solo un articolo di pochi commi (art. 58 bis) - contiene disposizioni transitorie e nasce in via straordinaria per far chiarezza sulla corretta definizione di 'perimetro autorizzato' dell'escavo e rimediare ad alcune errate interpretazioni che hanno generato criticità in alcuni Comuni apuo-versiliesi, portando a difficoltà nell'applicazione delle sanzioni previste in caso di abusi importanti.

Ad oggi, in tutti i casi riscontrati di difformità tra quanto autorizzato e quanto prelevato, l'attività estrattiva è stata immediatamente bloccata.
Con la modifica alla legge e l'introduzione dell'articolo 58 bis, agli imprenditori che hanno realizzato abusi superiori ai 1000 mc non sarà revocata la licenza durante tale periodo transitorio, ma saranno chieste la presentazione e la realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell'area che tenga conto degli impatti

complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi. E saranno loro applicate delle sanzioni amministrative (previste dall'articolo 52, comma 4). Infine l'autorizzazione di escavo sarà sospesa fino all'approvazione del progetto ed al completamento delle opere di messa in sicurezza.

Per limitare l'impatto sulle attività e sull'occupazione è previsto un termine di 60 giorni per l'approvazione del progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale, salvo termini diversi previsti per il rilascio di autorizzazioni o atti di assenso previsti dalle altre normative di riferimento.

La Regione Toscana si è impegnata a fare in modo che tutti i pareri regionali necessari per i progetti di messa in sicurezza e risistemazione ambientale siano rilasciati dagli uffici interessati con la massima priorità. La modifica alla legge regionale 35/2015 è stata pubblicata sul BURT del 10 ottobre come legge regionale 54/ 2018.
Mercoledì 17 ottobre 2018 alle 19:12:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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