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Ultimo aggiornamento ore 22.44 del 18 Ottobre 2018

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«Sviluppo territorio apuano, figura imbarazzante al tavolo regionale»

Confartigianato durissima. Chericoni: «I rappresentanti delle istituzioni locali senza idee e coordinamento. E Rossi ha minacciato di lasciare il vertice»

«serve una riunione provinciale»
«Sviluppo territorio apuano, figura imbarazzante al tavolo regionale»
Massa-Carrara - “Imbarazzanti. Ancora una volta la nostra provincia, con i suoi rappresentanti più importanti, si è presentata all’incontro in Regione su Consorzio Zona, porto, bonifiche, rilancio industriale e legge 181 senza una visione d’insieme, senza un quadro chiaro. Solo poche, pochissime idee e pure confuse che hanno spinto il presidente Enrico Rossi a minacciare di lasciare il tavolo salvo poi rimandarci e concederci un esame di riparazione fra una decina di giorni”.

Non usa mezzi termini il presidente di Confartigianato Massa Carrara, Sergio Chericoni, che commenta a caldo il vertice a Firenze a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti del territorio; artigiani, industriali, sindacati, Provincia, Comuni di Massa e Carrara, Camera di commercio e commissario del Consorzio Zona industriale apuana, Autorità portuale. "Un tavolo istituzionale al quale la provincia apuana si è presentata assolutamente impreparata su tutti i fronti. Quasi nessuna conoscenza dei temi e dei problemi da affrontare, nessuna visione di insieme, zero soluzioni. Paradossalmente – continua Chericoni con un pizzico di amara ironia – le uniche operazioni che stanno andando avanti sfruttando a pieno le possibilità offerte dalla Regione e dal Ministero sono quelle del porto di Marina di Carrara e di Ferrovie. Due settori rispetto ai quali il territorio e i suoi rappresentanti non hanno quasi voce in capitolo. E quel poco potere che hanno lo usano per ingessare i procedimenti”.

Pietra dello scandalo, comunque, il Consorzio Zia il cui futuro resta un’incognita. Ed è qui che il presidente Rossi ha perso le staffe: “Ci siamo presentati al tavolo senza un’idea di che cosa fare con il Consorzio Zona. Una struttura più leggera, senza privati? Ben venga, per carità. Ma con quali funzioni? E come arrivarci? Perché non può essere solo una scatola vuota su cui gettare milioni di euro per mantenere 6 posti di lavoro – incalza il presidente di Confartigianato -. Non può nemmeno essere un pozzo a perdere. Deve svolgere un ruolo di coordinamento e supervisione dei procedimenti di bonifica, di acquisizione dei terreni liberati, della gestione dei bandi per il loro utilizzo attirando investimenti importanti. Poi si può pensare di alleggerirla di funzioni superflue, come la gestione di alcune centinaia di metri di fognature e di 9 chilometri di strade, da dividere fra i Comuni di Massa e Carrara. Ma un ruolo deve averlo. E non possiamo pensare di scioglierla senza ripercussioni”.

Su questo fronte il presidente Rossi è stato categorico, come rimarca Chericoni: “Se chiudiamo il Consorzio Zia la Regione rivuole i soldi che ci ha investito, 1 milione e 300mila euro, che andrà a chiedere ai privati e ai Comuni perché si sarebbe trattato di un intervento assistenzialistico e non di un investimento per lo sviluppo”. La partita è ricca e farsi scappare la mano un fallimento epocale. E il Consorzio può giocare un ruolo essenziale, soprattutto con le bonifiche che ora vengono messe in campo e la pioggia di milioni di euro per il rilancio della zona industriale, per il Waterfront, la lotta al dissesto idrogeologico e il potenziamento della ferrovia a servizio della Zia e dell’area portuale.

“Le condizioni per l’attrazione industriale e la ripresa ci sono tutte. La Syndial sta lavorando per liberare 17 ettari di terreno, investendo decine di milioni di euro – prosegue Chericoni -. Alcuni ettari magari sono già liberi, su altri possiamo magari porre un diritto di prelazione. C’è un contratto in pratica già pronto con Syndial che ci permetterebbe di avere terreni a un prezzo che oscilla dai 100 ai 130 euro, assolutamente concorrenziali con altre zone industriali. Ma bisogna muoversi e farlo tutti insieme, in maniera univoca. Per questo anche il Comune di Carrara deve sbrigarsi: firmare i contratti con Syndial prima di approvare la variante sulla zona per evitare che i prezzi aumentino. L’occasione è adesso: al porto sono già stati aggiudicati i lavori ferroviari per 3 milioni di euro e Ferrovie farà partire i propri cantieri all’esterno nello stesso periodo. Il Waterfront avanza spedito su 3 lotti rispetto ai 4 disponibili con i progetti definitivi pronti entro metà dicembre e i cantieri che dovrebbero partire a giugno. Resta inoltre aperta anche l’ipotesi travel lift per potenziare il settore della nautica. Le bonifiche della falda stanno seguendo l’iter previsto con 25 milioni circa già a disposizione. Fra Ricortola, Lavello, Canalmagro e Frigido la Regione sta investendo oltre 10 milioni di euro nella lotta al dissesto idrogeologico. Le condizioni ci sono tutte – conclude Chericoni -. Farsi sfuggire questa occasione sarebbe da pazzi e certamente non ce ne capiterà un’altra simile. Per questo credo che sia arrivato il momento di lavorare tutti in un’unica direzione: basta presentarci ai tavoli regionali frammentati. Serve un tavolo provinciale di coordinamento da convocare al più presto per presentarci al prossimo incontro con idee chiare, programmi di sviluppo unitari e linee di indirizzo univoche. Divisi perderemo. L’ennesima volta”.
Venerdì 28 settembre 2018 alle 23:28:33
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