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Ultimo aggiornamento ore 22.09 del 9 Luglio 2020

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«Si scrive Cup, si legge Centro Unico di Precarietà» | Foto

Continua la protesta, stamani in piazza Aranci, degli operatori del servizio di prenotazioni. Al termine della mattinata è stato formulato un documento condiviso. Ora si attende l'incontro con i vertici dell'Asl

sciopero e manifestazione
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Massa-Carrara - Si chiama "Centro unico di prenotazioni" ma per gli operatori che ci lavorano questa mattina era il "Centro unico di precarietà". Uno slogan che in piazza Aranci è stato ripetuto più volte al megafono, battendo le mani, come a voler esorcizzare quella parola, precarietà, che per i lavoratori del Cup, soprattutto donne, significa incertezza e mancanza di diritti.

Diritti come quello alla sicurezza nel posto di lavoro. Durante il picco della pandemia Covid-19, le operatrici sono entrate regolarmente al Cup, hanno svolto un'attività ritenuta essenziale anche se prive di dispositivi di sicurezza. Si sono attrezzate come potevano con mascherine fatte in casa, condividendo con le altre categorie di lavoratori presenti nel centro la paura di ammalarsi.
Categorie così vicine ma così lontane per via delle condizioni contrattuali che le separano le une dalle altre.

"Noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle che cosa significa dover garantire dei servizi essenziali con contratti privi di tutele. Abbiamo ricevuto solo 2 mascherine ffp2, poi ci siamo arrangiati con quelle fatte in casa. Nessuno ci ha tutelato. Oggi è stato stabilito che non ricopriamo più un servizio essenziale. Per questo ne chiediamo l'internalizzazione. Facciamo tutto quello che fanno gli operatori della Asl, gestiamo programmi che trattano dati sensibili. Non vogliamo più stare con cooperative malate che inciampano ad ogni gara di appalto e guadagnano sull'operatore. L'operatore deve essere stabilizzato", racconta una di loro, Sabina Radicchi.

Passato, si spera, il periodo più critico dell'epidemia, ora le operatrici del Cup chiedono garanzie per il loro futuro. Un lavoro stabile, che non singhiozzi ad ogni cambio di appalto orientato al risparmio economico. Un risparmio che loro sanno bene avere sempre un altro lato della medaglia: meno tutele, meno certezze per i lavoratori. In piazza ad ascoltarle c'erano il presidente della provincia Gianni Lorenzetti e il sindaco di Massa, Francesco Persiani.

Sindacati e istituzioni a metà mattinata hanno incontrato il Prefetto ed è stato formulato un documento condiviso che sottolinea la necessità di una "revisione del contratto". Le autorità hanno chiesto la convocazione della conferenza zonale dei sindaci per affrontare il problema. Una convocazione alla quale è invitata a partecipare anche la direzione generale dell'Asl.
Martedì 23 giugno 2020 alle 19:40:56
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