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Ultimo aggiornamento ore 19.18 del 3 Luglio 2020

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«Servono tavoli di crisi territoriali, dal governo ci aspettiamo poco»

L'allarme di Andrea Borghini (Cna Alimentare): «In provincia di Massa-Carrara sono circa 2.000 le aziende del settore alimenti e bevande, per molte di loro limitazioni eccessive»

«tagliare la burocrazia»
Massa-Carrara - L’emergenza sanitaria sia un’opportunità per “tagliare” e digitalizzare la burocrazia, facilitare l’accesso al credito e rendere più efficaci e meno pesanti le misure igienico sanitarie anti-contagio all’interno della filiera della ristorazione e del settore agroalimentare. Cna propone l’attivazione di tavoli tematici, veri e propri tavoli di crisi formati da Camera di Commercio, Regione, Comuni, organi di controllo, associazioni datoriali, sindacati dei lavoratori, all'interno del quale tutte le parti si confronteranno per affrontare tutti gli aspetti inerenti le future modalità lavorative delle imprese ed intervenire dunque su quelle che sono leve fondamentali e quotidiane per le imprese per quelle che sono le competenze dei territori.

“Partiamo dai nostri territori – analizza Andrea Borghini, presidente Cna Agroalimentare – e partiamo dalle cose che sappiamo non andare bene e che possono essere migliorate. Non ci sarà più un momento perfetto per forzare il sistema e pretendere meno burocrazia, più facilità nell’accedere ai finanziamenti e linee guida giuste ma non invalidanti sul fronte igienico sanitario. L’emergenza sanitaria, che è oggi è crisi economica, ha palesato tutti i limiti del nostro sistema. Togliere burocrazia oggi è come dare contributi alle imprese perché sono minor costi. Serve un piano coordinato per aiutare le imprese nel post Covid”.

In provincia di Massa-Carrara sono circa 2.000 le aziende del settore alimenti e bevande tra ristoranti, (circa 1000, mense e catering (28), bar (quasi 800) e gelaterie e pasticcerie (116). “La partenza è molto lenta – analizza Borghini – per tutta la filiera. Alcuni settori sono ripartiti, per altri invece le limitazioni sono così eccessive che sono arrendevoli. Siamo molto arrabbiati con un sistema che ha dimostrato, in questo contesto, una grande lentezza nelle reazioni. Pensiamo solo alle casse integrazioni o alle linee guida partorite da una task force di che non è mai entrata in una mensa, per esempio, o a tutti gli aspetti connessi con la normativa igienico sanitaria e ai costi che hanno dovuto sopportare le imprese per aprire. Pensiamo al bluff del click day di Invitalia sui contributi per la sicurezza. Il governo, e lo abbiamo capito, ci possiamo aspettare poco ma dagli attori del territorio, partendo dai comuni, dobbiamo aspettarci di più perché è questo il momento di rivedere le regole del gioco su burocrazia e rapporti con gli enti locali, credito ed igiene”.
Giovedì 4 giugno 2020 alle 11:43:33
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