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Ultimo aggiornamento ore 22.04 del 12 Novembre 2019

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«Nessuna ripresa a Massa-Carrara: boom cassa integrazione»

L'analisi della Uil area nord Toscana per la provincia apuana sui dati consolidati nei primi sei mesi del 2019: «Troppe dimissioni volontarie fino al 21 giugno. Cosa si nasconde dietro questo fenomeno abnorme e ingiustificato?»

«campanello d'allarme»
«Nessuna ripresa a Massa-Carrara: boom cassa integrazione»
Massa-Carrara - “Non arriva alcun segnale di ripresa, neppure timido, dal mondo economico. La crisi nella provincia apuana persiste senza interruzione. E se il 2018 si era chiuso con tanti interrogativi, i primi numeri del 2019 ci danno risposte assolutamente negative per quanto riguarda il lavoro: aumento vertiginoso della cassa integrazione straordinaria, cresce l’utilizzo degli assegni di disoccupazione. Ai nostri sportelli, poi, c’è stato un aumento superiore al 10% delle dimissioni volontarie dal posto di lavoro. Un campanello da non sottovalutare”. La forte preoccupazione per lo stato di salute dell’economia apuana arriva dalla segreteria della Uil area nord Toscana: Franco Borghini e Moreno Guelfi cercano una chiave di lettura dai numeri e dalle statistiche della prima metà del 2019 e il quadro che ne emerge è tutt’altro che roseo. Si parte dalla Cassa Integrazione, il cui dato consolidato è relativo al primo quadrimestre per la provincia apuana: “Nei primi 4 mesi dell’anno sono state erogate nella nostra provincia circa 110.000 ore di cassa integrazione, con una diminuzione di circa il 27% rispetto allo stesso periodo del 2018. Se analizziamo più nel dettaglio vediamo come sia di fatto scomparsa la cassa integrazione in deroga (che si rivela quindi uno strumento ormai in via di esaurimento) e sia diminuita di circa il 50% la cassa integrazione ordinaria. O è meglio dire che di fatto diminuisce il numero delle imprese che ne fanno richiesta perché i criteri per ottenerla sono sempre più restrittivi e, spesso e volentieri, si preferisce adottare altre soluzioni ‘interne’ per superare brevi periodi – proseguono Borghini e Guelfi -. A fronte di questo trend consolidato, è invece cresciuta del 300% la cassa integrazione straordinaria: è un chiaro segnale dello stato di sofferenza crescente  del settore industriale locale, composto in gran parte di piccole e piccolissime imprese, che fatica a riprendersi nel perdurare di una situazione di crisi o quanto meno di stagnazione dell'economia. Un vero e proprio grido di aiuto”. Il calo della Cig in deroga e ordinaria è inoltre dovuto all’utilizzo di altri strumenti o ammortizzatori sociali, difficilmente tracciabili, come il Fondo Integrazione Salariale o i Fondi di solidarietà bilaterali. Ma a dare il segno della crisi, specialmente dal lato ‘debole’, ossia i lavoratori, è la Naspi, ossia l’assegno di disoccupazione: “E’ uno strumento particolarmente utilizzato nella nostra provincia a seguito del mancato rinnovo di contratti a termine – prosegue la segreteria della Uil nord Toscana -. In questo caso i dati riguardano i soli uffici Uil della provincia, si tratta cioè di persone che hanno concluso la pratica ai nostri sportelli. I dati sono aggiornati al 21 giugno, quindi con un’incidenza quasi semestrale, e presentano un incremento delle domande rispetto al corrispettivo periodo del 2018: 423 domande contro 396 precedenti. Tutti lavoratori che hanno concluso un periodo di lavoro e che non sono stati rinnovati oppure hanno perso un lavoro a tempo indeterminato”. Un ultimo tema particolarmente delicato e significativo è poi quello delle dimissioni volontarie, ossia lavoratori che abbandonano ‘volontariamente’ l’impiego: “Sempre al 21 giugno 2019 sono state presentate 407 domande di dimissioni volontarie rispetto alle 361 del corrispettivo 2018 (+ 46 domande), ai nostri sportelli. Da questi dati emergono due elementi estremamente preoccupanti e purtroppo chiari nella loro dinamica. Il numero in aumento delle dimissioni cosiddette ‘volontarie’ pone un serio interrogativo su quanta irregolarità pervada il mondo del lavoro nel nostro territorio: dobbiamo seriamente porci il problema di cosa si nasconde dietro questo fenomeno abnorme e ingiustificato in una economia sana. Il secondo elemento di analisi – concludono Borghini e Guelfi - deriva dall'insieme dei dati esposti: non c'è alcun segnale di ripresa che ci viene dal mondo economico. La nostra è una provincia ancora segnata da una forte crisi che si protrae da troppo tempo”.
Sabato 29 giugno 2019 alle 21:43:39
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