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Ultimo aggiornamento ore 12.58 del 16 Novembre 2018

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«Dodici morti sul lavoro in 10 anni. Più controlli e meno precariato»

Il segretario provinciale Paolo Gozzani al congresso provinciale traccia le linee guida: «La nuova Cgil verso le esigenze dei giovani e dei precari»

«area di crisi complessa per massa-carrara»
«Dodici morti sul lavoro in 10 anni. Più controlli e meno precariato»
Massa-Carrara - Paolo Gozzani, segretario provinciale Cgil uscente e unico candidato per la riconferma, individua alcune priorità: un nuovo modello organizzativo per venire incontro alle esigenze dei giovani e dei precari, un protocollo per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori. Ieri il congresso provinciale in Marmoteca della Imm a Marina di Carrara: in apertura dei lavori Gozzani rivolge il pensiero ai morti sul lavoro nel nostro territorio, ben dodici solo negli ultimi dieci anni. Ripercorre con la memoria tutte le iniziative intraprese a livello nazionale e provinciale, dall’occupazione delle fabbriche alla Rational ai 20 giorni a fianco dei lavoratori licenziati di Nca, alla difesa del lavoro precario con le Ose o con la cooperativa del teatro. Non risparmia una stoccata ai media: “da anni ci descrivono solo per le nostre criticità, le nostre pigrizie. Invece il tesseramento cresce.” C’è spazio anche per l’autocritica: “Dobbiamo cambiare organizzazione, trovare nuovi strumenti per rappresentare i giovani e i precari.”

Massa-Carrara è un'area particolarmente fragile dove l’emergenza lavoro permane. Le cause vanno ricercate lontano, nello smantellamento delle industrie avvenuto anni ‘90 prima ancora che nella terribile crisi del 2009. Gozzani cerca di isolare le cause per cui la crisi abbia colpito la provincia così duramente: “Non sono state salvaguardate le aree industriali con l’inconsistente azione del Czia, il ciclo completo della nautica da diporto non ha decollato e sono proliferate attività di terziario di basso profilo che poco hanno retto alla crisi. Le aziende chimiche e industriali ci hanno lasciato un’eredità fortemente penalizzante con siti inquinati.” E ancora: “L’assenza di un indotto strutturato non ha permesso di poter far conto su sistemi integrati. Ci riferiamo all’indotto del Pignone, ad Nca ma anche alla filiera del marmo dove ci sono significative presenze di terzo contisti.”

Massima attenzione alla questione dell’illegalità: “Riceviamo ripetute denunce di vicende molto oscure, pensiamo alla logistica, a quanto accaduto al povero Luca Savio. Proponiamo a tal fine l’apertura di un confronto per definire, in riferimento al sistema degli appalti e dei subappalti, un protocollo al fine di contrastare la concorrenza sleale e lo sfruttamento dei lavoratori. Servono scelte per eliminare l’adozione del criterio del massimo ribasso e maggiori controlli contro lavoro nero e caporalato”. La proposta è dunque quella di una vertenza territoriale unitaria per il riconoscimento di area di crisi complessa per la nostra Provincia.
Venerdì 19 ottobre 2018 alle 13:42:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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