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Ultimo aggiornamento ore 22.13 del 16 Ottobre 2019

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«Da Carrara a Viareggio 11 divieti di balneazione, ma evitiamo allarmismi»

Il presidente di Confartigianato Chericoni: «Servono interventi immediati. Estate difficile per tutti»

«danno enorme»
Massa-Carrara - Undici divieti di balneazione in un giorno, da Viareggio a Marina di Carrara, è un bollettino allarmante quello emesso da Arpat a seguito dei risultati sfavorevoli delle analisi delle acque dai prelievi di martedì – così è intervenuto in una nota stampa il presidente provinciale di Confartigianato Sergio Chericoni. Le acque non sono idonee, e conseguentemente è scattato il divieto di fare il bagno. E' un'estate difficile per tutti, turisti e operatori: non solo crisi ed acquazzoni ma anche il mare sporco per i livelli dei batteri fecali presenti nell'acqua.  Ragionevolmente il superamento dei livelli batterici potrebbe dipendere dalle forti piogge di queste settimane che hanno evidentemente sovraccaricato gli impianti di smaltimento delle acque cittadine e di certo anche portato improvvisamente in mare una gran quantità di sostanze che sino a quel momento erano in sospensione proprio nei corsi d’acqua ed arrivavano solo in quantità limitate, pian piano, in mare. Un fenomeno – ha proseguito Chericoni -  dunque che doveva essere evitato. Dal 2012 la regione ha finanziato, con un accordo di programma una serie di interventi. Alcuni realizzati, altri no. Inaccettabile il divieto di balneazione che in questo periodo sta comportando un enorme danno alle attività turistiche commerciali della zona. La delicata situazione deve essere approfondita immediatamente.  Pertanto chiediamo alla  Regione Toscana, che ha la competenza sulla balneabilità delle acque un celere intervento per il potenziamento dei depuratori e degli allacci. E nel contempo  sollecitiamo  i Comuni ad intervenire sul contrasto agli scarichi abusivi. Sia chiaro, i divieti di balneazione non vengono posti a caso. Di solito, sono cosa normale e fisiologica alle foci di torrenti e fiumi e canali. Una misura di prevenzione per tutelare i bagnanti. La parola d’ordine, dunque, è quella di evitare eccessivi allarmismi e la disinformazione, attenendosi ai dati scientifici, che sono dati mutevoli, per questo le analisi vengono ripetute nel tempo. Pertanto, ora più che mai ha concluso Chericoni -  è necessario ponderare anche le modalità con cui vengono riferite le notizie.   Non è corretto assolutamente dire che il nostro mare è inquinato: si tratta di un provvedimento tecnico che probabilmente, e ce lo auguriamo caldamente,  fra poche ore, dopo le nuove analisi dell’Arpat verrà rimosso.
Giovedì 11 luglio 2019 alle 14:10:46
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