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Ultimo aggiornamento ore 06.07 del 7 Aprile 2020

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«Conzorzio Zia, il contributo va pagato ma bisogna ridiscutere scopi e costo»

Il direttore di Confartigianato Massa-Carrara, Gabriele Mascardi: «L'ente garantisce ancora alcuni servizi ma dobbiamo aprire una seria discussione su rilancio zona industriale apuana»

«Conzorzio Zia, il contributo va pagato ma bisogna ridiscutere scopi e costo»
Massa-Carrara - “Il Consorzio Zia, l’eterno incompiuto che doveva rilanciare l’area industriale apuana, a breve avrà una nuova forma. Tuttavia in queste settimane abbiamo ricevuto tante lamentele dai nostri associati per il pagamento del contributo al Consorzio Zia che è dovuto, anche per i servizi che ancora offre l’ente, ma che a nostro parere andrebbe rivisto per il futuro. Alla luce delle difficoltà delle aziende, sarebbe opportuno discuterne a un tavolo tecnico istituzionale per valutarne in maniera approfondita scopi ed entità”. A prendere le parti delle tante aziende che ancora tengono in vita la zona industriale apuana è il direttore di Confartigianato Massa Carrara, Gabriele Mascardi: “La sensazione diffusa fra gli imprenditori è che quel contributo sia del tutto inutile alla causa della ripresa economica apuana. Non stiamo parlando di cifre milionarie ma fanno la differenza fra averle e non averle in cassa in un momento in cui si fatica ancora a uscire dalla crisi. Soprattutto se si parla di un ente che negli ultimi 20 anni non ha certamente brillato per i risultati ottenuti”. La situazione attuale vede un Consorzio commissariato la cui rinascita, prevista dalla Regione, si avrà soltanto a inizio 2020 a seguito dell’emanazione di uno specifico decreto attuativo. “Il commissario nominato, dottoressa Emanuela Sodini, ha fatto un grande lavoro in questi mesi per risistemare i conti dell’ente – prosegue Mascardi – che ha trovato con oltre 2 milioni di debiti. Il contributo è dovuto per legge, come da normativa regionale, e non è mai stato aumentato su richiesta dello stesso commissario. Gli avvisi bonari che stanno arrivando in questi giorni, con scadenza 30 novembre, sono essenziali per la tenuta dell’ente. D’altronde il dissesto precedente era dovuto proprio al fatto che molti non pagavano in passato e l'ente aveva dimostrato una scarsa capacità di riscossione. Meglio pagare subito, entro la scadenza quindi, per evitare la successiva ingiunzione fiscale che comporta sanzioni, interessi e azioni esecutive, come il pignoramento. Fondi che non servono solo per ripianare i debiti ma a garantire i servizi che il Consorzio ancora offre, nonostante il commissariamento: gli uffici amministrativi lavorano sulle autorizzazioni alle variazioni urbanistiche o compravendite  degli immobili siti nel perimetro del consorzio. Nei limiti delle disponibilità qualche intervento di manutenzione viene effettuato. Inoltre ci sono agevolazioni per i consorziati: non si paga la tassa di concessione per casso carrabile e su Massa nemmeno la tassa sulla pubblicità”. E’ sul futuro dell’ente che si può ragionare, però, e apportare innovazioni e modifiche da concertare con tutte le istituzioni coinvolte soprattutto per la natura e l’entità del tributo: “Chiediamo un tavolo tecnico istituzionale sin da ora – conclude il direttore di Confartigianato – per discutere con la Regione delle difficoltà e dei malumori delle aziende sul contributo, per poterlo rivedere nella eventuale futura gestione”.
Venerdì 22 novembre 2019 alle 16:42:43
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