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Ultimo aggiornamento ore 12.49 del 14 Novembre 2018

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«Consorzio Zona non sia poltronificio: servono espropri e investimenti»

L'analisi della Uil Nord Toscana: «Il vecchio ente non ha funzionato. Non facciamo gli stessi errori»

«TANTI INTERROGATIVI»
«Consorzio Zona non sia poltronificio: servono espropri e investimenti»
Massa-Carrara - “Un nuovo Consorzio Zona industriale apuana? Se deve essere un poltronificio e per dare qualche posto di lavoro allora no, grazie!”. Secca e decisa l’analisi della Uil area Nord Toscana che analizza così gli sviluppi dell’ultimo incontro in Regione, con il presidente Enrico Rossi, sul futuro del Consorzio Zia e sull’accordo di programma per le bonifiche e la reindustrializzazione.

Al centro della discussione dell’ultimo vertice a Firenze era stato proprio l’ente consortile sulle cui ceneri si vorrebbe ricostruire un nuovo soggetto di cui ruolo, funzioni e sostenibilità economico-finanziaria sono tutti da definire. “E’ evidente che il vecchio Consorzio non ha funzionato, non ha svolto il suo compito di esproprio delle aree industriali inutilizzate e abbandonate da poi mettere all’asta per attrarre importanti investimenti industriali. Non c’è riuscito anche per il farraginoso meccanismo di esproprio che era stato creato. Oggi l’ente è stato commissariato dalla Regione e per salvarlo sono stati investiti centinaia di migliaia di euro. Se dobbiamo creare un Consorzio nuovo su questa falsa riga è chiaro che la Uil è assolutamente contraria”.

L’unica ipotesi è quella di un soggetto che abbia funzioni e prerogative proprie con capacità di attuazione degli obiettivi statutari, alleggerendone le burocrazie interne. In vista della prossima convocazione al tavolo regionale con il presidente Rossi, la Uil Toscana Nord porta avanti una proposta concreta. “Un nuovo Consorzio deve avere il potere, fattivo, di espropriare le aree industriali inutilizzate o abbandonate da mettere all’asta e di rendere semplici le procedure di utilizzo delle stesse. Deve inoltre essere una struttura ‘snella’, che non si porti dietro un bagaglio di orpelli burocratici come la gestione di qualche centinaio di metri di fognature o di strada fra Massa e Carrara. Il suo compito, unico ed essenziale, deve essere quello di incentivare gli investimenti industriali nella Zia. Poca burocrazia e dialogo serrato con i Comuni”.

Si apre però anche la partita della sostenibilità economica e finanziaria del nuovo ente perché, secondo una prima bozza portata all’attenzione della Regione, sarebbe tutto a carico del pubblico. “Ci chiediamo come possa funzionare – va avanti la Uil -. Il vecchio Consorzio era sostenuto, teoricamente, sia dagli organismi pubblici sia dalle quote dei privati (con una fortissima evasione dei pagamenti) ed è comunque fallito visto che è servito un salvataggio milionario da parte della Regione. Come starà in piedi se finanziato soltanto dal pubblico? Serviranno certamente investimenti maggiori con i soldi dei cittadini. A meno che, e si torna al nodo principale, non sia un Consorzio snello. Da non dimenticare l’importanza del fondo di rotazione, quello che serve per espropriare le aree, finanziato dalla Regione e in buona parte già utilizzato. E’ chiaro che deve essere necessario rifinanziarlo ogni volta che si erode per le varie operazioni”.

Infine resta in piedi anche il nodo dei dipendenti: “E’ una questione non banale. E’ vero, potrebbero passare in carico ai Comuni ma la procedura legale e burocratica sarebbe comunque lunga e difficoltosa. Inoltre, a cosa servirebbe un Consorzio, seppur snello, senza dipendenti? Ci sono tanti interrogativi a cui bisogna ancora dare risposta e prima di tornare in Regione credo che dovremmo fare un tavolo a livello provinciale per stilare una bozza più o meno risolutiva da presentare a Firenze”.
Lunedì 15 ottobre 2018 alle 18:32:28
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