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Ultimo aggiornamento ore 22.04 del 12 Novembre 2019

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«Chi ha inquinato deve pagare. La vedremo mai la bonifica della falda?»

Lo afferma Paolo Bedini (Cna): «I contaminanti rilevati non sono certo attribuibili alle attività delle aziende che si sono insediate nell’ultimo ventennio»

ambiente e lavoro
Massa-Carrara - “Il peso della bonifica non può ricadere sulle aziende apuane. Chi ha inquinato deve pagare i costi della messa in sicurezza ambientale della nostra zona artigianale”. E' durissima la presa di posizione di Cna all’indomani della pubblicazione dei primi risultati delle analisi dei pozzi della Zona Industriale Apuana che hanno rilevato uno “stato di grave inquinamento” della falda.

“I contaminanti rilevati non sono certo attribuibili alle attività delle aziende che si sono insediate nell’ultimo ventennio – va all’attacco Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara – ma sono eredità del vecchio polo chimico industriale. I contaminanti trovati da Arpat dovevano essere già bonificati anni fa prima di reindustrializzare le aree. La bonifica della falda, se mai sarà eseguita, sarà più grande e lunga opera di manutenzione ambientale mai realizzata a livello nazionale”.

L’analisi di Cna è lapidaria: “Le aziende che hanno investito nella zona industriale apuana hanno investito sul futuro e su una prospettiva di crescita e sviluppo dando risposte occupazioni importanti sono insediate in modo legittimo e non vorremmo che oggi vengano messe in discussione, inoltre è bene ricordare che molte di queste realtà hanno investito risorse per bonifiche e certificazioni ambientali. Evitiamo il paradosso. L’inquinamento non è lì da ieri ma da quaranta o cinquant’anni”.
Martedì 28 maggio 2019 alle 16:01:27
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