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Ultimo aggiornamento ore 19.46 del 12 Novembre 2018

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«Bus a fuoco e quelli nuovi fermi in officina». Personale Ctt Nord in agitazione

I sindacati lanciano l'allarme sul rischio di cessione dell'azienda a una società francese: «Servono investimenti»

«DIRIGENZA INCAPACE»
«Bus a fuoco e quelli nuovi fermi in officina». Personale Ctt Nord in agitazione
Massa-Carrara - «Ctt Nord, un’azienda ormai che sembra alla deriva. Sono infatti alcuni anni, da quando l'azienda ha perso la gara regionale per l'aggiudicazione del servizio di trasporto pubblico locale e sono iniziati i contenziosi legali con l'aggiudicataria Ratp e la Regione Toscana, che sta tirando i remi in barca. L'azienda ottimizza le entrate, riscuote crediti ma non investe più sui bus facendo solo acquisti al risparmio e manutenzioni ridotte all'osso. Si sta forse preparando a lasciare il posto ai francesi di Ratp?». Si apre così la nota congiunta firmata da cinque rappresentanti sindacali: Leonardo Fazzi (Filt-Cgil), Luca Mannini (Fit-Cisl), Alberto Nardini (Uilt), Claudio Corazzini (Faisa) e Graziano Maneschi (Ugl).

«I mezzi – proseguono i sindacalisti – sono sempre più vecchi. Alcuni, specialmente gli extraurbani ovvero quelli impiegati sulle linee dei paesi a monte, hanno 22 anni di servizio e non ne possono più. Ma la cosa peggiore è che gli acquisti recenti di bus sono stati fatti al risparmio, acquistando marche di bassa qualità. A testimonianza di quanto affermiamo, i recenti bus che hanno preso fuoco, uno addirittura carbonizzato, o i bus beulas fermi in officina con il telaio rotto dopo due soli anni di servizio. Una vergogna. Ma chi in azienda ha permesso l'acquisto di questi bus non sarebbe meglio venisse impiegato in un ruolo con minore responsabilità?»

«Adesso – aggiungono – proprio come conseguenza di questi bus nuovi fermi in officina, l'azienda Ctt Nord decide di incrementare ulteriormente il subappalto. Subappalto da noi più volte contestato con numerosi stati di agitazione del personale. Ulteriore subappalto che come conseguenza porterà il blocco delle assunzioni in Ctt a favore di assunzioni precarie ai minimi salariali in piccole aziende private e in più la soppressione di posti di lavoro nelle residenze lavorative di Ctt a danno del personale aziendale che dopo tanti anni passati a lavorare lontano da casa, ha la possibilità di avvicinarsi. Quanto sopra dunque per incapacità tecnica di Ctt di mettere su strada bus in quantità e qualità sufficiente allo svolgimento del servizio che ha in affidamento dalla Regione. Da sottolineare che bus obsoleti e di qualità pessima incidono notevolmente sulla salute dei dipendenti. E quello che fa rabbia, perché assurdo, è che in presenza di problemi di salute dei dipendenti Ctt fa uso con estrema facilità dell'Aspettativa non Retribuita ovvero se ne lava le mani e lascia i Dipendenti senza stipendio. Purtroppo infatti non ci sono posti alternativi in azienda per una ricollocazione del personale inidoneo. Posti in biglietteria? Non ce ne sono più perché dati in appalto. Posti a fare rifornimento di carburante? Niente, in appalto anche questi. Posti a fare pulizia dei bus? Niente, anche qua tutto appaltato da anni. Conclusioni? L’azienda ha degli incapaci in certi ruoli che non abbiamo messo noi per cui è l’azienda deve assumersi le responsabilità per fronteggiare e risolvere i problemi causati da queste persone. No al subappalto ma investimenti immediati. Altri enti subito a casa e posto ai francesi di Ratp. Oggi stesso chiederemo un incontro con l'assessore ai trasporti regionale, Vincenzo Ceccarelli. Facciamo comunque appello a tutte le forze politiche perché si attivino a rimettere sulla corretta strada questo Ctt, un po' troppo arrogante. Il trasporto pubblico è un bene pubblico per cui vanno tutelati gli utenti e i dipendenti».
Domenica 3 giugno 2018 alle 20:32:46
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