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Ultimo aggiornamento ore 09.59 del 18 Giugno 2019

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Paludi e acquitrini, alla scoperta di nuove forme di vita

Il Tam celebra la giornata mondiale delle zone umide

Paludi e acquitrini, alla scoperta di nuove forme di vita
Massa-Carrara - La commissione per la Tutela dell'ambiente montano del Cai invita la cittadinanza a partecipare alla due giorni a tema zone umide che si terrà in provincia. "La giornata del 2 febbraio è stata designata, fin dal 1996, quale giornata mondiale per le zone umide: in questo giorno, del 1971, è stata infatti adottata la Convenzione Internazionale per le Zone Umide nella città iraniana di Ramsar. In tale occasione, la Commissione Tam del Cai Massa organizza una conferenza e un’escursione sul tema inerente le Alpi Apuane. Tra le zone umide rientrano paludi, acquitrini, torbiere, specchi d’acqua in generale e poi tutte le fasce marine costiere, la cui profondità non superi i sei metri. Si tratta di ambienti rari, fragili, ricchi di biodiversità e che per questo necessitano di efficaci misure di tutela e conservazione: questi infatti sono tra gli ecosistemi più a rischio del Pianeta, in primis in Europa, dove negli ultimi 50 anni sono scomparsi circa i due terzi delle zone umide e quelle che restano sono sotto pressione per l'inquinamento e i cambiamenti climatici. Lo scopo di tale giornata è quello di ricordare l'urgenza di difendere le diverse tipologie di zone umide e il ruolo importante che svolgono nel mondo per la biodiversità e per le attività economiche che sostengono come la pesca, il turismo e l'agricoltura. In Italia, secondo l’elenco stilato dal Ministero dell’Ambiente, ci sono 52 zone umide che arricchiscono gli ambienti e i paesaggi di 15 diverse regioni.
Sulle Alpi Apuane le zone umide sono poco frequenti: ciò è dovuto soprattutto alla prevalente natura calcarea del substrato, la cui elevata permeabilità non consente, per lungo tempo e in nessun periodo dell'anno, ristagni significativi di acqua sul terreno. Tuttavia non mancano esempi di aree palustri che conservano entità notevoli e in alcuni casi di grande interesse naturalistico: fra queste ricordiamo il Padule di Fociomboli situato alle pendici settentrionali del Monte Corchia e la torbiera del Monte di Roggio in Garfagnana, entrambe a situate a circa 1.000 m s.l.m.

A queste zone umide di origine naturale se ne affiancano altre che si sono originate nel corso degli ultimi decenni anche grazie, si può dire, alla mano dell’uomo. È il caso di cave (o porzioni di cava) inattive in cui, per cause diverse, si è accumulata una considerevole quantità di acqua laddove prima quest’acqua non era presente... o meglio, lo era, ma scorreva via superficialmente o per infiltrazione nel sottosuolo. Adesso l’acqua permane e come è risaputo, dove c’è acqua c’è vita... tant'è che la cercano pure su Marte. Da quando l’attività estrattiva in questi luoghi si è interrotta, l’acqua ha parzialmente colmato il vuoto lasciato dall'incedere della cava e con essa, nel corso degli anni, si stanno instaurando spontaneamente veri e propri ecosistemi del tutto assimilabili a quelli di zone umide: vegetazione acquatica, insetti acquatici, rettili e anfibi. Con il tempo, se lasciati indisturbati, tali ecosistemi diventeranno sempre più complessi e strutturati, arricchendosi nella varietà di forme di vita e andando così a incrementare l’ingente patrimonio naturalistico che già può vantare il Parco Regionale delle Alpi Apuane. All’aspetto di conservazione naturalistica si può benissimo affiancare il fatto che alcuni di questi siti rappresentino un’attrattiva paesaggistica-scenografica non indifferente; recentemente tale funzione gli è stata riconosciuta dalla frequentazione di fotografi di fama internazionale che li hanno usati come location per i loro progetti fotografici, esportando nel mondo un’immagine inusuale delle Alpi Apuane... in cui la natura, spontaneamente, rimargina le ferite inferte alla montagna dall'opera dell’uomo.

Come TAM Massa riteniamo fondamentale fornire un contributo conoscitivo sull'esistenza di queste “nuove” aree umide, affinché la loro integrità possa essere mantenuta fintanto che non vi saranno svolti studi scientifici particolareggiati da parte degli enti preposti alla tutela ambientale del territorio apuano; oltre a ciò crediamo fermamente che dalla loro salvaguardia, tramite un’opportuna gestione di tali siti, si possa contribuire in maniera significativa allo sviluppo sostenibile del territorio montano, attraverso l’attivazione di percorsi ambientali in cui guide parco, ricercatori universitari e gruppi CAI avranno l’opportunità di portare sempre più persone a frequentare le Alpi Apuane, facendogliele conoscere nei loro contrasti e nella loro ricchezza di natura e paesaggi, unici al mondo.

Programma 2-3 febbraio 2019
• Sabato 2 febbraio, h. 17.00, presso la Coworkeria in Via Bastione a Massa
Conferenza a cura del Dott. Andrea Ribolini “Zone umide delle Alpi Apuane: quelle note da sempre e quelle di recente formazione e scoperta.” In apertura filmati di Alberto Grossi sul tema. La partecipazione alla conferenza è aperta a tutti gli interessati e inoltre varrà come aggiornamento formativo per le guide del Parco delle Alpi Apuane. Nella sala dove si terrà la conferenza è allestita la mostra fotografica di Musica sulle Apuane.

• Domenica 3 febbraio, h. 9.30 escursione Biforco-Puntello Bore. Ritrovo parcheggio Piazzale Partigiani a Massa per compattarsi con le auto e spostamento al Biforco, dove avrà inizio l’escursione. Seguiremo il sentiero CAI 36 che ricalca la strada di cava nel Canale di Cerignano fino alla cava inattiva Puntello-Bore, al cui interno si è formato uno specchio d’acqua che nel corso della primavera e dell’estate ospita una quantità considerevole di forme di vita. Il sentiero permette di rendersi conto di persona di come i paesaggi selvaggi delle Apuane massesi siano stati profondamente modificati dall’attività di escavazione del marmo, ancora molto attiva nel Canale di Cerignano, ma anche di come la natura stia cercando di riappropriarsi dei propri spazi laddove le viene concesso. La partecipazione all’escursione è gratuita per i soci CAI, mentre per i non soci è prevista una quota di 6€ valida per la copertura assicurativa giornaliera. Le iscrizioni dovranno pervenire entro le h. 19.00 di venerdì 1 febbraio via telefono al numero: 3389952268. In caso di maltempo l’escursione sarà rimandata a data da destinarsi in primavera.
Venerdì 1 febbraio 2019 alle 22:13:31
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