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Ultimo aggiornamento ore 16.07 del 22 Maggio 2019

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L'acqua delle Apuane, il nostro bene più prezioso | Foto

Conclusa la tre giorni per approfondire la conoscenza dell'oro blu che sgorga dai nostri monti: conferenze, incontri, proiezioni ed escursioni

l'iniziativa
L´acqua delle Apuane, il nostro bene più prezioso<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/l-acqua-delle-apuane-il-nostro-bene-piu-prezioso-una-tre-giorni-di-approfondimenti-484_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>
Massa-Carrara - Si è concluso domenica 24 marzo il ciclo di incontri organizzato dalla Commissione TAM - tutela ambiente montano - della Sezione del Club Alpino Italiano di Massa in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, ricorrenza istituita dall’ONU nel 1992 con l’obiettivo di richiamare
l’opinione pubblica sull'importanza imprescindibile dell’acqua in quanto bene primario per eccellenza e di una gestione sostenibile delle risorse idriche. Il convegno, promosso dal CAI regionale toscano e dalla Commissione TAM nazionale, ha visto il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Massa-Carrara, Comuni di Carrara e Massa, Parco regionale delle Alpi Apuane, e la collaborazione fra gli altri di Arpat, Federazione speleologica toscana e il Museo di storia naturale di Pisa.

La tre giorni ha avuto un ottimo riscontro di pubblico: gremita la Sala della Resistenza di Palazzo Ducale a Massa nelle proiezioni di venerdì 22 e nella conferenza di sabato 23, numerosa la partecipazione all'escursione di domenica 24.
Il CAI di Massa ha dimostrato per l'ennesima volta doti organizzative unite ad un elevato livello di progettazione e visione. Il problema ambiente che aggredisce le Alpi Apuane è stato sapientemente affrontato attraverso il tema dell'acqua con un approccio scientifico, propositivo e rigoroso, senza rinunciare ad affrontare il conflitto che il tema inevitabilmente solleva.

La manifestazione è iniziata la sera di venerdì 22 marzo nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale a Massa con la proiezione di due significativi documentari: "Montagne Cave" di Alberto Grossi e "Apuane, le montagne cave" di Valer Torri. Seguita da un interessante dibattito moderato da Giulia Giannetti, componente della TAM sezionale di Massa.

Durante il pomeriggio di sabato 23, sempre a Palazzo Ducale, si è svolta una lunga giornata di conferenze. Dopo i saluti istituzionali portati dai Presidenti Gianni Lorenzetti (Provincia di Massa Carrara), Sauro Quadrelli (CAI Massa) e Giancarlo Tellini (CAI Toscana) si è sviluppato un ricco programma di interventi che ha visto come moderatore Andrea Ribolini, membro della Commissione TAM del CAI di Massa e della Commissione Regionale TAM Toscana:
• “Struttura e caratteristiche principali del sistema carsico apuano” Mauro Chessa, Geologo
Le Apuane celano il maggiore complesso carsico in Italia. Il carsismo ha un doppio legame con l'acqua: è questa che erode le rocce e crea le cavità e le forme carsiche, ma una volta che il sistema carsico si è sviluppato è questo che regola la quantità e la distribuzione dell'acqua. Comprendere questo fenomeno è quindi essenziale per valutare la disponibilità e la vulnerabilità della risorsa acqua.
• “Acquedotto del Cartaro e relativi aspetti di gestione tecnica” Massimo Graziani, GAIA S.p.A.
Il Cartaro, con oltre 7 milioni di metri cubi di acqua all'anno, è la principale fonte idrica della città di Massa. Gli aspetti di gestione di tale impianto sono complessi e verranno dettagliati nel corso dell’intervento e mostrati a quanti parteciperanno alla visita di domenica 24 marzo.
• “Il monitoraggio delle acque del massiccio carsico metamorfico delle Alpi Apuane:
stato dell’arte e prospettive” - Stefano Menichetti e Gabriele Nassini - ARPAT
Nel corso del 2018 è stata implementata la rete di monitoraggio investigativo della qualità/quantità delle acque superficiali e sotterranee al fine di raccogliere dati per valutare l'impatto della vasta attività di cava nel distretto delle Alpi Apuane. Per il biennio 2019-2020 è prevista una ulteriore implementazione della rete per riuscire a acquisire dati quali/quantitativi su tutte le sorgenti più importanti delle Apuane. Nel complesso il monitoraggio investigativo -le cui tecniche saranno dettagliate nel corso dell’intervento- conferma le criticità già note, prevalentemente legate al trasporto solido, che in occasione delle piogge imbianca i corsi d’acqua dell’area in studio e che modifica la qualità dei corsi d’acqua superficiali.
• “Dentro le Apuane: il sistema carsico del Monte Pelato in 3D, una piccola parte del buio”
Danilo Magnani, Gruppo Speleologico Archeologico Apuano
Quanto spazio occupano le grotte? Come sono fatte? Riflessioni in 3D sul sistema carsico del Monte Pelato e sui maggiori sistemi carsici apuani.
• "Gli anfibi di grotta e caverna. Come si sopravvive nel carsismo delle Apuane"
Marco A. L. Zuffi, Erpetologo del Museo di Storia Naturale - Università di Pisa
Vogliamo illustrare gli anfibi delle Alpi Apuane, con le loro principali caratteristiche biologiche ed ecologiche, soprattutto alla luce dei "problemi" che questo gruppo di animali deve affrontare per vivere in un contesto così complesso dal punto di vista idrogeologico.
• “Il CAI e la tutela dell’ambiente montano”
Luca Tommasi, Cai - Tam (Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano)
Le montagne, tesoro inestimabile di biodiversità, ci donano neve, ghiaccio, torrenti in superficie e sotterranei. Siamo riusciti a tutelare questi preziosi doni? Eccellenze e criticità delle montagne italiane e delle Apuane. Il ruolo sentinella del socio CAI alla luce dello Statuto e del Bidecalogo.

Come ha avuto modo di ricordare Elia Pegollo, storico esponente del movimento ambientalista apuano intervenuto a margine della conferenza «vorrei ricordare ai signori delle istituzione una cosa fondamentale, vorrei ricordare che nell'acqua c'è il più grande mistero dell'universo, che è la vita, lo devono sempre tenere presente e rendersi conto che l'acqua è indispensabile, che noi dobbiamo creare dei ponti importantissimi con le generazioni future. Una questione di solidarietà generazionale che ci deve legare alle creature che verranno dopo di noi in questo nostro territorio: e l'andamento di oggi non va di certo in questa direzione!»
Anche il Geologo Mauro Chessa durante il suo intervento "scientifico" si lascia andare anche ad alcune interessanti considerazioni di carattere etico: «le Cave, tutte, alimentano il sistema carsico. Qualche mio collega ha scritto che non è un problema perché tanto poi si saturano di marmettola...» in sala si sente qualche sorriso amaro durante un sospiro di sarcasmo del Geologo che riprende... «e non voglio continuare [...] L'acqua è vita, non è una parola astratta, l'acqua è tutto, intorno all'acqua si creano città, si creano comunità, non è morale che venga inquinata!»

La manifestazione si è conclusa domenica 24 marzo con l'escursione durante la quale è stato possibile visitare tre importanti siti e toccare con mano la dimensione del fenomeno:
• Visita all'acquedotto del Cartaro
Accompagnati dal personale di GAIA andremo a conoscere il funzionamento del principale acquedotto che alimenta la città di Massa: al Cartaro, infatti, arrivano ogni anno circa sette milioni di metri cubi di acqua… nonostante questo, una così grande ricchezza di acqua, non è immune dai rischi derivanti dall'inquinamento causato dalle attività estrattive circostanti. Ciò comporta costi notevoli per la depurazione, già alla sorgente, a carico della collettività.
• Visita alla sorgente del Frigido
La sorgente del Frigido sgorga da una cavità in roccia, alla quota di m 235 s.l.m., in prossimità del paese di Forno. Grazie alla sua portata media di 1.550 l/s e ai valori di massima che possono raggiungere anche gli 8.000 l/s, risulta essere la maggiore sorgente di tutta la Toscana: ciò si deve al fatto che la sua area di alimentazione comprende buona parte del settore settentrionale del massiccio delle Alpi Apuane, con vaste superfici che si pongono al di là dello spartiacque principale. In passato la sorgente ha fornito forza motrice al Cotonificio Ligure, costruito intorno al 1890 in prossimità dell’emergenza carsica; oggi gli edifici e i macchinari dell’ex-Filanda di Forno sono stati riconosciuti siti e beni di archeologia industriale e permane in attività la produzione di energia idroelettrica attraverso le condotte del vecchio opificio. Nell’ambito del Geoparco UNESCO delle Alpi Apuane, la sorgente del Frigido è riconosciuta quale geosito di interesse nazionale. Nel corso del tempo è stata oggetto di numerose indagini idrogeologiche, che continuano ancora oggi a stimolare l’interesse di studiosi e ricercatori: tra i primi che hanno descritto il luogo si segnala, in particolare, Lazzaro Spallanzani (1729-1799), giunto appositamente a Forno, il quale per primo intuì la provenienza delle acque sorgive da zone poste oltre lo spartiacque principale delle Alpi Apuane… visitare la sorgente sarà un po’ come ripercorrere le sue orme e comprendere i motivi alla base di quella sua intuizione.
• Escursione nel Canale di Cerignano
Seguiremo il sentiero CAI 36 che ricalca la strada di cava nel Canale di Cerignano fino alla cava inattiva Puntello-Bore, al cui interno si è formato uno specchio d’acqua che nel corso della primavera e dell’estate ospita una quantità considerevole di forme di vita. Il sentiero permette di rendersi conto di persona di come i paesaggi selvaggi delle Apuane massesi siano stati profondamente modificati dall'attività di escavazione del marmo, ancora molto attiva nel Canale di Cerignano, ma anche di come la natura stia cercando di riappropriarsi dei propri spazi laddove le viene concesso.

Per maggiori informazioni e approfondimenti è possibile visitare la pagina facebook della TAM sezionale di Massa dove è possibile vedere fra gli altri il video integrale delle conferenze e vari clip dell'escursione: https://www.facebook.com/tamcaimassa

MICHELE AMBROGI

Martedì 26 marzo 2019 alle 11:54:58
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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