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Ultimo aggiornamento ore 21.07 del 8 Dicembre 2019

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Cantieri aperti, sabato "l'Odissea di un giorno" senza inizio né fine

Cultura
Cantieri aperti, sabato `l´Odissea di un giorno` senza inizio né fine
Massa-Carrara - Al via l’ultima due giorni di appuntamenti a cura del festival Cantieri Aperti-Dispositivi Inattuali, che ancora una volta porta performance, teatro e discussione sull'arte e i linguaggi contemporanei in contesti non convenzionali.

Sabato 19 il festival si sposta infatti all’interno di una ex area industriale (ex S.M.G. via degli Oliveti 5), tra spazi abbandonati e altri di produzione meccanica, per una giornata di attività artistiche e incontri intitolata “Artis”.

Si comincia alle ore 16,00, con l’intervento Tra un atto e l’altro. Esercizi di propriocezione conversazione un talk di Beatrice Meoni in conversazione con Lara Conte, con letture di Virginia Galli. Come si posiziona il corpo dopo una caduta, cosa separa e lega un atto dal precedente, quanto investe la pittura nei suoi intervalli tra un gesto e un altro. Queste alcune tematiche che l’artista Beatrice Meoni affronterà in conversazione con Lara Conte, raccontando alcuni passaggi nei suoi ultimi lavori.

A seguire, alle ore 18, Ulysses, performance dei Semi Cattivi che rilegge un mito ragionando sul concetto di corpo nel vuoto e sul suono delle parole. Nel 1922, James Joyce scrive l’Ulisse, un’Odissea di un giorno. Negli interstizi del tempo mostra la noia, la felicità, la rabbia, il dolore, la frustrazione, la vita. Due estremi: un viaggio di ritorno lungo dieci anni e un giorno lungo un’esistenza. Cos’è il tempo? Il tempo delle cose è vivo? Un uomo che odia il suo tempo è consapevole di appartenergli irrevocabilmente e di non potergli sfuggire?

Sul vocabolario alla parola tempo è scritto: il continuo fluire di istanti successivi che fa da sfondo all'evolversi di cose e persone e al succedersi di eventi umani e materiali. L'infinita estensione nel tempo che non ha avuto inizio e non avrà termine è l’eternità. Alla parola Eterno, sempre sul vocabolario, è scritto: infinitamente esteso nel tempo, senza principio né fine. Che resta inalterato nel tempo o che si ripete sempre uguale.

Ulysses, in questa fase di studio, è presentato nello spazio senza nessun artifizio scenico. Si tratta di un insieme di domande che dal personaggio ricadono sul protagonista e viceversa. “Ulysses, a pensarci bene, è anche una riflessione sul meccanismo della rappresentazione e sul ruolo dell’attore nello spazio scenico e nel tempo che lo irreggimenta”. Testo e regia di Franco Rossi, con Matteo Ciucci e Flavia Bucci.

Infine, alle ore 19, ULTRAS sleeping dances di Cristina Krital Rizzo. ULTRAS sleeping dances è un sistema di danze dai temi corporei semplici e lineari, sostenute da una playlist melodica dai toni malinconici e da una serie di oggetti ludici, pensate come habitat che si dispiegano ogni volta in un ambiente irripetibile e unico condiviso con il pubblico, queste danze si espongono senza nessun apparato tecnico particolare, ad una visione intima collettiva come ipotesi generativa per una vita in comune.

In una sorta di new teatro danza o di immagine tempo sottilmente cinematografica, le ULTRAS sleeping dances entrano in dialogo con lo spazio che le contiene come un surplus energetico, tanto da apparire come un’attività giocosa dove la maestria non è semplicemente un’abilità fisica ma é anche una grazia, un’esposizione politica dei corpi alle forze della vita. Siamo gettati nell’esistenza, sembrano dire, siamo dentro quell’esistenza dove incontriamo quello che la vita stessa contiene: il pianto, come il riso, la commedia come la tragedia. Attuarsi in un tempo vuol dire considerarlo come un vuoto in cui tutto si rende presente attraverso una reciproca compenetrazione tra le cose, in cui lo sguardo è una sottile membrana che traccia un passaggio tra l’intimo e l’ultra. La coda nel titolo sleeping dances, vuole semplicemente indicare questa alternativa di resistenza data a tutti d’incantarsi sulla soglia tra un dentro e un fuori, allentare lo sguardo, contemplare il primo piano di un volto, il dettaglio di una lacrima, la figura particolare delle cose, l’artificio del sogno ed abitare la sensazione.

Domenica 20 Ottobre, per la chiusura del festival, Cantieri Aperti torna a Borgo del ponte. Dalle ore 16:00 si terrà Doubles, ispirato al racconto Il sosia di Fëdor Dostoevskij. Una performance con sei attori che, disposti in diversi spazi del quartiere, daranno vita ai pensieri, alle frustrazioni, alle allucinazioni, alla febbrile attività di un uomo moderno, schiacciato dalla difficoltà delle relazioni e dai fallimenti di ascesa sociale.



Ideato dal gruppo Semi Cattivi e parte della programmazione di Toscanaincontemporanea 2019, Cantieri Aperti è sostenuto da Regione Toscana e Giovanisì ed è stato realizzato in collaborazione con Comunità Interattive - Officina per la partecipazione e Associazione Spin8. Oltre alla presenza nel quartiere storico di Borgo del Ponte (MS), si affiancano le nuove sedi quali l’ex Ospedale San Giacomo a Grazzano (Carrara), la cava del Monte Alto (Stazzema) e la Z.I.A. Zona Industriale Apuana (tra Massa e Carrara), in collaborazione con Ordine degli architetti di Massa Carrara e Pagine e foglie di Massa, e con figure attive sul territorio nazionale in realtà quali Spam! di Capannori (LU), Parco Arte Vivente (Pav) di Torino, Museo Temporaneo Navile (MTN) di Bologna.

L’edizione 2019, dal titolo Dispositivi inattuali, prende il nome da quegli edifici nati con una destinazione e finiti, nel tempo, per essere tutt’altro. Vi sono sul territorio apuano numerosi campioni di questa inattualità: ex fabbriche abbandonate e strutture come il cinema multisala Splendor impiantato sugli edifici della Dalmine a testimonianza di una radicale perdita della cultura del lavoro operaio. Il tema di quest’anno saranno dunque le ex fabbriche e la memoria del lavoro, e per questo motivo abbiamo deciso di stabilire un dialogo tra il quartiere di Borgo del Ponte a Massa e il quartiere di Grazzano a Carrara sulla memoria della “Grande zona industriale”, che non esiste più, e gli abitanti dei due quartieri operai.

Per informazioni tel. 339 6981617 e pagina Facebook “Cantieri Aperti”
Giovedì 17 ottobre 2019 alle 17:29:16
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