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Ultimo aggiornamento ore 21.33 del 18 Febbraio 2019

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Tre medici apuani "finanziati" dalla Glaxo. Diffida del Codacons

L'associazione dei consumatori: «Devono essere chiaramente dichiarati, comprensivi delle loro finalità, in modo da garantire piena trasparenza agli utenti»

etica e sanità
Tre medici apuani `finanziati` dalla Glaxo. Diffida del Codacons
Massa-Carrara - Il Codacons ha inviato una diffida agli Ordini dei medici di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, volta a garantire la trasparenza in favore dei cittadini e rendere noti i rapporti tra i camici bianchi operanti in Toscana e le aziende farmaceutiche, e ha pubblicato sul proprio sito internet la lista dei medici e delle fondazioni/università/istituti della regione che hanno ricevuto soldi dalle multinazionali dei farmaci in particolare dalla casa farmaceutica Glaxo-Smith-Kline (Gsk) così come diffuso dalla Federazione europea delle aziende farmaceutiche. Da evidenziare che i finanziamenti a titolo di servizi, consulenze e partecipazione agli eventi sono del tutto legittimi, ma l'associazione dei consumatori chiede che vengano dichiarati in virtù della trasparenza verso gli utenti.

Per quanto riguarda la provincia apuana sono tre i medici finiti nella lista del Codacons: due hanno l'ambulatorio a Massa e uno a Marina di Carrara. «Da oggi tutti i cittadini residenti in Toscana – spiegano dall'associazione dei consumatori – possono verificare se il proprio medico curante ha ricevuto finanziamenti dalle aziende produttrici di farmaci, grazie all’elenco pubblicato sul sito www.codacons.it contenente tutti i nomi dei medici “finanziati”. Finanziamenti che, pur essendo forse pienamente legittimi, devono essere chiaramente dichiarati, comprensivi delle loro finalità, in modo da garantire piena trasparenza agli utenti. In tal senso abbiamo deciso di diffidare gli Ordini dei medici provinciali affinché dispongano in capo ai camici bianchi della regione l’obbligo di indicare all’interno dei propri studi tutti i rapporti con le aziende farmaceutiche, esponendo appositi cartelli volti ad informare i pazienti circa i legami con le multinazionali dei farmaci. E chiederemo alla Guardia di Finanza di verificare se tali entrate siano state regolarmente dichiarate ai fini fiscali».

«Ciò nel rispetto del Codice etico dei professionisti e allo scopo di garantire piena trasparenza ai cittadini i quali – afferma il Codacons - quando si rivolgono ad un medico e ricevono ricette per l’acquisto di farmaci, devono poter conoscere i rapporti esistenti tra lo stesso professionista e le aziende che producono i medicinali da lui prescritti».
Martedì 29 gennaio 2019 alle 19:47:26
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