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Ultimo aggiornamento ore 21.37 del 15 Luglio 2019

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L'omaggio alle partigiane che non piace a Stefano Benedetti

Un lenzuolo di protesta sul monolite alla poesia di Bellugi scatena la reazione del forzista. Ora rischia una denuncia

manifestazione ai quercioli
Massa-Carrara - “Il contributo dato dalle donne alla Resistenza è stato fondamentale, ma finita la guerra è stato in gran parte sottovalutato e taciuto. L'Italia fu liberata, ma le donne no. Staffette, combattenti, fattorine, infermiere, ricercatrici di denaro e cibo. 35mila partigiane combattenti, 20mila patriote, decine di migliaia di aderenti ai Gruppi di difesa della donna. Tra loro ve ne furono 623 morte in combattimento, 1500 deportate nei lager, 4500 arrestate e spesso torturate e violentate”.

Donne e Resistenze
Donne che rispondono alla violenza ribellandosi. La Rete antisessista di Massa Carrara ieri, sabato 13 aprile, ha voluto ricordarle in piazza dei Quercioli, con un incontro dal titolo “Donne e Resistenze”. Un plurale necessario che racchiude le tante battaglie che in varie parti del mondo, dal Kurdistan alla Serbia passando per Milano, sono state portate a compimento grazie al contributo delle donne. E che sulla carta, troppo spesso, non hanno trovato un riconoscimento adeguato, non un traccia nemmeno a conservarne il ricordo. “Ancora oggi – scrive la rete antisessista - le donne combattono per i loro diritti, contro guerre e sopraffazioni, contro un patriarcato che le vorrebbe relegare ancora una volta tra le mura domestiche. Con questa iniziativa le vogliamo omaggiare tutte, senza di loro non ci saremmo noi oggi”.

La storia che racconta degli uomini, scritta dagli uomini
Fra le storie di Resistenza taciuta anche quella di Vittoria Morigoni e Assunta Bontempi, che ad inizio anni '90 scrivono una lettera al giornale comunista “Di là dall'acqua”, pubblicato per qualche anno nella provincia di Massa Carrara. Le due donne di Bergiola, dopo aver letto alcuni articoli apparsi su quelle pagine in occasione del 25 aprile, scrissero all'allora direttore del giornale, Giancarlo Bertuccelli. “Per anni abbiamo assicurato i collegamenti ai partigiani dislocati sul monte Brugiana. Quasi quotidianamente dalla Zecca, dove era in funzione un piccolo mulino, o dalla Martana, dove si riusciva a racimolare qualcosa, salivamo fin lassù con sacchi pieni di farina. Spesso abbiamo messo a repentaglio la nostra vita perché in questa sacchi, venivano nascosti moschetti e munizioni: solo fortunosamente abbiamo superato blocchi e controlli da parte dei tedeschi, sussultando ogni qualvolta essi mettevano dentro le loro mani a frugare tra la bianca farina”. Nell'articolo le staffette raccontano di granate nemiche e pallottole amiche che cadevano loro attorno. “Una di noi (L'Assunta) perse, uccisa da un colpo di cannone, la sorella Armida, quella che era solita rifocillare con il latte appena munto dalla sua mucca le persone sfollate nei nostri paesi”. “Terminata la guerra di liberazione, dichiarati i meriti dei partigiani, anche noi abbiamo avanzato la nostra richiesta di riconoscimento”. Richieste rimaste inascoltate a lungo e che hanno trovato nell'iniziativa della rete antisessista uno spazio in cui poter essere ricordate e omaggiate.

Il monolite “vandalizzato” nelle tenebre
“Bellugi assassino fascista picchiatore, ora e sempre resistenza”. Queste le parole scritte in nero e fucsia che sono state riportare su un telone bianco posto sul monolite con incisa la poesia del podestà fascista Ubaldo Bellugi, a pochi metri da dove si è tenuta la lettura di libri e racconti. Continuano infatti le proteste in risposta alla scelta dell'amministrazione comunale di dedicare una parte della città al massimo esponente del fascismo locale. Del quale, comunque, valorizza esclusivamente il lato artistico, come più volte sottolineato dalle note provenienti da palazzo civico. Ieri l'ennesima protesta. E c'è chi ha preso un abbaglio. Il presidente del Consiglio Stefano Benedetti invia infatti, intorno alle 17, una nota alla stampa: “Stanotte si è ripetuto l'atto vandalico alla stele della poesia di Bellugi, il terzo in poco tempo e responsabile morali sono il presidente dell'Anpi Bigini e il coraggioso consigliere sputacchiere Alberti, che con il suo gesto ha alimentato odio e l'inciviltà di alcuni cittadini che operano nelle tenebre, esempio solo di viltà. Probabilmente la mano coraggiosa che ha colpito, è la stessa dell'ultima volta perché il colore rosa è identico e a questo punto non ci rimane che installare una videocamera che lunedì richiederò all'amministrazione comunale”. Nessuna operazione “nelle tenebre”, spiegano gli organizzatori, il presidio è stato autorizzato dalla questura, presente con un discreto dispiegamento di forze dell'ordine. Ma c'è dell'altro perché la fotografia inoltrata alla stampa e pubblicato attraverso i social rischia di far passare dei guai seri al presidente del consiglio. Sì perché l'immagine riportata ritrae un bambino di nemmeno 10 anni che esce dal parco dei Quercioli. E per questa violazione i genitori potrebbero fare ricorso ad azioni legali: “Ecco cosa è successo ieri. Mio figlio maggiore di soli 9 anni, pubblicato sulla pagina fb di Stefano Benedetti e altri civili senza il mio consenso. Ho chiesto e attendo ancora delle scuse, che tardano ad arrivare. Siccome parlano di inciviltà sotto la foto del mio bambino, vorrei solo ricordare che la civiltà nasce dall'educazione, dal rispetto. Bene, chiedo a Stefano Benedetti e agli altri civilissimi di mostrarla questa educazione nei confronti di una semplice mamma che continua a vedere la foto del figlio ovunque. Perché sa Stefano Benedetti, lei ha cancellato il post, ma la foto ormai è di dominio pubblico. Non mi sta bene. Vergogna”.

Di scuse parliamo anche noi de La Voce Apuana che ieri, per errore, abbiamo pubblicato la foto in questione, scambiandola con la copia riportante il volto oscurato del bambino, modificata qualche secondo prima (come richiesto dal codice deontologico in materia di tutela dei minori). Cogliamo l'occasione per scusarci pubblicamente con i genitori del bambino e con i lettori de La Voce Apuana.
Domenica 14 aprile 2019 alle 11:35:25
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