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Ultimo aggiornamento ore 13.03 del 26 Giugno 2019

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In arrivo il piano attuativo per la coltivazione del marmo massese

Il programma decennale presentato dal sindaco Persiani e dall'assessore Balloni coi tecnici coinvolgerà nove bacini estrattivi

verso i pabe
In arrivo il piano attuativo per la coltivazione del marmo massese
Massa-Carrara - L'amministrazione comunale ha avviato il procedimento per adottare e poi approvare il Pabe, il piano attuativo dei bacini estrattivi che darà attuazione al piano di indirizzo territoriale e che ha valenza di piano paesaggistico regionale, finalizzato ad assicurare una pianificazione delle attività estrattive che tenga conto sia delle qualità del bacino estrattivo che del contesto paesaggistico in cui si inserisce. Si tratta di uno strumento che intende stabilire le quantità sostenibili dei materiali estraibili nei prossimi 10 anni. Nove i bacini che si trovano nel Comune di Massa e che verranno studiati dai geologi dell'Università di Siena, chiamati a stilare, per ogni bacino, una carta che ne chiarisca la posizione geografica e una che ne indichi eventuali vincoli interni ed esterni al giacimento, oltreché aspetti morfologici, idrogeologici e legati all'intervisibilità (quest'ultima valuta l’esistenza di visibilità tra un qualsiasi punto del territorio ed un punto “bersaglio”, stabilito in base al perimetro del bacino).

Il 5 giugno scade infatti il periodo di salvaguardia fissato dalla Regione Toscana per l'approvazione del Pit-Ppr – la delibera regionale del 2015 prevedeva 3 anni a disposizione dei comuni per redigerlo più un anno di proroga - e l’amministrazione, con deliberazione di Giunta n. 333 del 22/11/2018, ha deciso di procedere d’iniziativa pubblica alla redazione del Piano, affidando il compito al Centro di geotecnologie della Università di Siena e concordando con i tecnici del Cgt di procedere per step alla stesura del documento, privilegiando i bacini che contengono cave per le quali andranno per prima a scadere gli atti di concessione ed autorizzazione alla escavazione. Secondo quanto previsto dalle normative regionali in materia di governo del territorio e in materia di valutazione ambientale strategica, la creazione del piano deve svolgersi dando opportuno spazio ai momenti di confronto, informazione e partecipazione. Martedì 9 aprile, dalle ore 17 in sala consiliare, si terrà quindi l'incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza per la presentazione del progetto dei tecnici; i cittadini avranno quindi a disposizione 30 giorni di tempo per produrre pareri a riguardo e al termine della stesura del documento si terrà il passaggio in consiglio comunale. Dopo di che dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana i cittadini, le associazioni e i soggetti interessati potranno contare su altri 60 giorni per presentare eventuali osservazioni. L'ultimo passaggio prima della approvazione finale avverrà in Conferenza dei servizi.

Presenti alla conferenza di presentazione del piano il sindaco Francesco Persiani (titolare della delega alle cave) e l'assessore geologo Paolo Balloni per la delega all'ambiente, il dirigente Fabio Mauro Mercadante, l'architetto Lorenzo Tonarelli del settore pianificazione territoriale esperto procedure di Vas; l'architetto Vinicio Gianfranchi dell'ufficio cave per il settore ambiente; il geologo Simone Fialdini del settore ambiente per tutte le competenze relative a questioni inquinamento, acque, depurazioni e Daniela Lori del settore staff per ufficio stampa e garante informazione e partecipazione Comune. Per il Centro di geotecnologie dell'Università di Siena il professore e geologo Luigi Carmignani e il geologo Vinicio Lorenzoni.

Queste alcune delle parole del sindaco Francesco Persiani in occasione della conferenza: «Un percorso che vede, anzitutto da parte nostra, riscoprire la storicità dell'estrazione del nostro comprensorio massese e soprattutto quelli che sono i legami con una fattiva e intensa trasformazione. L'istituto di geologia ha colto l'essenza di questa nostra volontà politica, ma anche direi tecnica, legandola alla geomorfologia delle Alpi Apuane massesi che sono da oltre 40 anni comunque coltivate e diciamo non escavate, perché noi vogliamo rafforzare il concetto di coltivazione, diverso da una mera escavazione».
Mercoledì 3 aprile 2019 alle 21:56:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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