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Ultimo aggiornamento ore 07.02 del 21 Febbraio 2019

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Foibe, salta l'intervento dello storico di estrema destra

L'ha annunciato il presidente della Provincia Lorenzetti. Interventi da destra a sinistra: cronaca di una giornata di agitazione fra Massa e Carrara

la bufera del giorno del ricordo
Foibe, salta l´intervento dello storico di estrema destra
Massa-Carrara - Pierluigi Romeo di Colloredo non verrà a Massa. L’intervento che aveva in programma lunedì in occasione del Giorno del Ricordo è saltato. Lo rende noto il presidente della Provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti che chiede «rispetto per un territorio che l’antifascismo ce l’ha nel sangue». La decisione è stata presa in seguito alla chiamata intercorsa fra lui e il primo cittadino del Comune di Massa Francesco Persiani. Qualche ora prima era stato lanciato un appello da parte del presidente del consiglio comunale di Carrara Michele Palma che chiedeva all’amminstrazione di Massa di rimuovere dal programma l’intervento di Colloredo, chiamato a trattare di “Storia del confine orientale”.

Tutto per Massa: la sinistra si conferma vergognosa
La giornata di oggi, sabato, si è aperta con il sit in di Tutto per Massa, la lista civica di Francesco Mangiaracina. All’uscita dal liceo classico Pellegrino Rossi, il movimento ha appeso uno striscione e consegnato dei volantini. «500 volantini e un grande striscione -spiega Andrea De Angeli, responsabile di Tpm Giovani- per onorare la memoria degli italiani uccisi dai partigiani comunisti di Tito». Uno scatto riprende l’azione in cui i militanti lo espongono: “è la storia della tua gente, pretendine il ricordo”. «Le polemiche di queste ore da parte della sinistra massese, relative al consiglio comunale solenne - dice Francesco Mangiaracina, presidente di Tpm - sono una vergognosa conferma della mancanza di rispetto nei confronti della carne e del sangue della nostra gente, della nostra identità e della memoria collettiva sulla quale costruire il futuro. Chi per decenni alla guida della città è riuscito a far sì che ci fossero morti di serie A e morti di serie B, dimenticandosi volutamente della tragedia delle foibe, continua oggi attraverso questi attacchi vigliacchi a ferire la sofferenza del nostro popolo e della nostra gente» .

La Cgil invita al boicottaggio dell’iniziativa di lunedì
Forte l’appello del sindacato rosso che invita i dirigenti scolastici a boicottare l’evento di lunedì. E rigetta ogni tipo di strumentalizzazione dei morti delle foibe: «ci offende tanto quanto la difesa dei fascisti in Etiopia e la denigrazione della famiglia Cervi».

«Alla celebrazione della giornata nazionale del 10 febbraio, istituita nel 2004 per la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli Istriani, dei Fiumani e dei Dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra (1943-1945) e della più complessa vicenda del confine orientale sono stati giustamente invitati a portare la loro testimonianza diversi esponenti delle associazioni degli esuli e prenderanno la parola tutti i vertici istituzionali della nostra Provincia. Peccato che a rappresentare l'analisi storica del periodo non siano stati invitati gli studiosi di caratura nazionale ma un egittologo che si è occupato prevalentemente di storia “militare”, soprattutto dei reparti delle Camicie Nere, tale Conte Pierluigi Romeo Colloredo di Mels. Per meglio apprezzarlo in quanto storico basta leggere su “Il Primato Nazionale. Quotidiano sovranista” la squallida ricostruzione della storia dei Cervi che così conclude: “bisogna avere il coraggio di dire, stracciando le cortine della mitologia antifascista e resistenziale, che “papà Cervi” altro non era che un borsaro nero e che i figli, sia pure comunisti, non erano partigiani ma delinquenti comuni...Solo questo. Borsari neri, non combattenti per la “libertà” (ma quale libertà?).” La strumentalizzazione di una giornata che dovrebbe servire invece a creare e preservare la memoria condivisa di vicende tanto dolorose e complesse ci offende tanto quanto la difesa dei fascisti in Etiopia e la denigrazione della famiglia Cervi. Per questo invitiamo come Cgil tutti i cittadini e come Flc in particolare i dirigenti scolastici ed i docenti di Massa Carrara a boicottare la celebrazione organizzata dal Comune di Massa, con il chiaro intento di offrire una platea insperata ad uno studioso ideologicamente orientato».

Fratelli d’Italia: cerimonia al parco Ugo Pisa
Un duro comunicato arriva anche dal coordinamento comunale di Massa di Fratelli d’Italia che accusa la compagine di sinistra, in particolare i comunisti, di non voler raccontare ciò che furono le foibe: «Si ha notizia che contro questa cerimonia prevista da una legge dello Stato è stata convocata, non si sa bene da chi, una manifestazione “antifascista” per lo stesso giorno e che la deputata Nardi del Pd si sia molto lamentata, minacciando di portare in Parlamento la questione. (…) Premesso che di quello che fa la Nardi non ci interessa proprio niente ci sembra doveroso un intervento per ribadire che la tragedia delle foibe è ormai unanimemente riconosciuta come un vero e proprio genocidio contro gli italiani delle terre Dalmate/Giuliane/Istriane e che soltanto i comunisti, dei quali la Nardi fa parte, non hanno ancora accettato che sia stata loro attribuita la paternità del genocidio delle foibe per cui si arrabbiano ogni volta che ne sentono parlare. (…) Ribadiamo la piena legittimità degli inviti alla commemorazione per i martiri delle foibe ed il nostro pieno appoggio all’operato della nuova amministrazione di Massa che, finalmente, darà il giusto segno di vicinanza e solidarietà ai tanti infoibati, ai loro congiunti ed a coloro che furono costretti a fuggire dalle terre Istriane che, per un lunghissimo e buio periodo storico, quella vicinanza se la sono vista negare dall’associazione dei partigiani (tuttora), da amministrazioni comunali e provinciali e da sindaci e presidenti di provincia conniventi o sottomessi alla verità titina». Il coordinamento fa inoltre sapere che “Domani 10 febbraio alle ore 11 presso il parco Ugo Pisa a Marina di Massa Fratelli d'Italia ricorderà i Martiri delle Foibe con una cerimonia alla quale invitiamo tutta la cittadinanza”.

Sinistra progressista: c’è chi non vuole ricordare le foibe, e non siamo noi.
Per il consigliere comunale di Articolo 1 Mdp Uilian Berti l’invito rivolto a Colloredo «è vergognoso e inaccettabile». E annuncia che parteciperà alla manifestazione antifascista che si terrà lunedì alle 10 fuori da Palazzo civico. «Parteciperemo al presidio che è stato organizzato fuori dalla sala consiliare, che si è spontaneamente organizzato. E parteciperò anche ai lavori del consiglio, perché onorare le vittime delle foibe è fondamentale. È stata un pagina tristissima della storia italiana, che va inserita in un contesto preciso. Non resterò fuori dall’aula, perché gli ospiti non graditi non siamo noi». Precisa inoltre «spero nella marcia indietro dell’amministrazione; questa è l’ennesima provocazione fatta per nascondere che sui temi amministrativi, invece, c’è l’inesistenza». «Questa provocazione rischia di far sviare il significato dell’iniziativa, è evidente che c’è qualcuno che non vuole ricordare le foibe, e quelle persone non siamo noi. È questa amministrazione, questo presidente del consiglio e questo sindaco»

Enzo Manenti (segretario Pd Massa-Carrara): tanta propaganda, poca storica
«La sala 10 aprile del consiglio comunale di Massa ha questo nome non a caso ma per ricordare la Liberazione della città dalla violenza fascista e nazista grazie alla lotta armata dei partigiani e degli alleati Inglesi, Francesi e Americani e la resistenza civile delle nostre famiglie. Tra i drammi prodotti dalla II Guerra Mondiale scoppiata per le volontà nazionaliste e espansioniste dei regimi fascista e nazista ci sono anche la Foibe ed è non solo giusto ma doveroso ricordare quel dramma per i nostri giovani affinché sappiano cosa sono stati capaci di fare alcuni regimi contro gli esseri umani. Non dimenticare significa poter guardare con più libertà al futuro. Ma l'intenzione del Comune di Massa di affidare la ricostruzione storica a una figura decisamente di parte vicina a movimenti di estrema destra, neofascisti e xenofobi, fa pensare che l'intenzione sia tutt'altra: non quella dell'informazione scientificamente e storicamente accertata, ma quella della propaganda. In Italia ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni grazie proprio al sacrificio dei nostri Partigiani contro i nazisti e i fascisti. Quello che è inaccettabile è usare una ricorrenza così dolorosa per tante persone a fini di propaganda con un personaggio che non ha neppure le qualifiche scientifiche per stare in cattedra. Per questo invitiamo il Consiglio Comunale di Massa a rivedere la propria decisione e a costruire un'iniziativa di Ricordo che non sia lesiva né del rigore storico né della dignità delle persone che hanno subito il dramma delle Foibe sulla pelle propria e dei propri familiari».

Il presidente della provincia: chi viene a Massa deve fare i conti l’antifascismo
Ad annunciare che Colloredo non parteciperà all’iniziativa è il presidente della provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti. «Io e il sindaco di Massa ci siamo sentiti per telefono e mi è stato riferito che il relatore non verrà». Il presidente della provincia sulle motivazioni che hanno fatto saltare l’intervento dello storico non si sbilancia. Voci non confermate parlano di un dietro front dello stesso relatore. «Chiunque venga a Massa deve fare i conti con un tessuto sociale fatto di persone che hanno vissuto sulla pelle la Linea gotica e di persone che le loro sofferenze le ricordano. Le medaglie d’oro non le regalano. Chiedo quindi sensibilità e rispetto per un territorio che l’antifascismo ce l’ha nel sangue».

Sabato 9 febbraio 2019 alle 20:01:17
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