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Ultimo aggiornamento ore 11.44 del 15 Ottobre 2019

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Acqua e marmo, il Ministero dell'Ambiente ai Comuni: «Vogliamo una relazione tecnica»

Su richiesta del comitato per il referendum Gaia Pubblica e la rete della tutela delle fonti, l'ente chiede alle amministrazioni di affrontare il tema dell'inquinamento delle falde

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Acqua e marmo, il Ministero dell´Ambiente ai Comuni: «Vogliamo una relazione tecnica»
Massa-Carrara - Sversamenti di marmettola, inquinamento delle falde e discariche in prossimità di pozzi per la captazione delle acque. Il Ministero dell'Ambiente risponde al comitato per il referendum Gaia pubblica e alla Rete della tutela delle fonti d'acqua del centro sud che hanno portato all'attenzione dell'ente le problematiche riguardanti alcuni siti, in particolare quelli legati a cave e fabbriche che inquinano le acque. "Dal Ministero, qualche giorno fa - scrivono i due gruppi per la difesa dell'acqua - è arrivata la risposta che impegna le amministrazioni comunali di Massa e di Carrara sulla necessità di relazionare in merito allo stato di inquinamento delle falde e delle acque a causa di discariche, sversamenti di marmettola e attività industriali ribadisce in modo chiaro la necessità di un intervento pubblico serio. In una lettera si chiede in modo chiaro di mettere in campo tutte le iniziative di competenza per la salvaguardia delle falde e in modo specifico per quanto riguarda quella interessata dalla discarica di Via dei Limoni e dai canali interessati dallo sversamento di marmettola. Le numerose denunce avanzate in questi anni e andate a vuoto nel silenzio istituzionale oggi trovano invece un riscontro nell'ente massimo di competenza ambientale, cioè il Ministero".

"In modo altrettanto chiaro viene sollevato un duplice problema che l'attuale amministrazione non ha affrontato nei suoi 14 mesi di governo: le discariche sul nostro territorio e l'inquinamento da marmettola. Eppure sono problemi sotto gli occhi di tutti che stanno creando grandi disagi non solo ambientali, ma anche economici ai cittadini massesi. Vedremo ora se la lettera del ministero produrrà effetti oppure se si continuerà la sola ricerca dei colpevoli e non delle soluzioni. Per la nostra parte continueremo l'osservatorio sulle acque del territorio, continueremo a denunciare gli inquinamenti e le inefficienze di chi è chiamato a dare risposte concrete: il famigerato cambiamento sventolato ai quattro venti per ora ci appare molto inconsistente e si sta rilevando il classico fumo negli occhi elettorale. Senza, naturalmente, perdere d'occhio l'obiettivo finale che è quello di un'acqua realmente pubblica con controllo dei cittadini, soluzione questa che garantirebbe sia la salvaguardia delle fonti che il principio di chi inquina paga, cosicché siano gli inquinatori a pagare potabilizzazione e ripristino delle falde, non l‘utente nelle bollette".
Sabato 14 settembre 2019 alle 09:06:51
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