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Ultimo aggiornamento ore 15.24 del 16 Ottobre 2018

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Tresana, la celebrazione provinciale della Liberazione

I gonfaloni dei Comuni e delle associazioni intervenute hanno raggiunto piazza San Quirico per la deposizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre

Tresana, la celebrazione provinciale della Liberazione
Massa-Carrara - Si è tenuta a Tresana la Festa della Liberazione, cui hanno partecipato tutte le autorità provinciali.
Il corteo si è mosso da piazza Cesare Battisti, a Barbarasco, attraversando il Parco Fiera accompagnato dalla Banda musicale di Barbarasco: prima della partenza i bambini hanno intonato l'inno di Mameli.

I gonfaloni dei Comuni e delle associazioni intervenute hanno raggiunto piazza San Quirico per la deposizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre: di qui il corteo si è mosso per rientrare in piazza Cesare Battisti dove si sono tenute le celebrazioni ufficiali.
Qui ha preso la parola il Sindaco di Tresana, Comune organizzatore: "Prima di lasciare spazio agli altri interventi - ha esordito - concedetemi una breve riflessione su quello che per me, questa festa, rappresenta. Senz'altro un momento di unità , in un momento e in un paese che in questo principio fatica a riconoscersi. E' frequenti invece che questi momenti diventino occasione di scontro sociale, di divisione: un grave errore, che differenzia le democrazie evolute da una, la nostra, che sotto questo punto di vista fa registrare gravi momenti di incertezza".

Nel corso dell'intervento il riferimento alle parole di Primo Levi: "Nei giorni di detenzione parlava di come le doti di carattere gli stratagemmi e i sotterfugi fossero necessari per appartenere al gruppo dei privilegiati che sarebbero sopravvissuti al periodo di crisi. Parole che devono farci riflettere. Levi parla anche della conservazione dell'amicizia, degli episodi di carità e solidarietà, della fame, dell'insensatezza e dell'arbitrarietà delle regole e degli ordini, dell'incapacità di raffigurarsi un futuro e della rimozione del passato. Oggi più che mai è necessario non dimenticare per costruire un domani diverso"

Successivamente sono intervenuti il Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, il Prefetto, Enrico Ricci, l'on. Martina Nardi, l'on. Cosimo Ferri, il Consigliere regionale, Giacomo Bugliani, il Presidente dell'Anpi Alessandro Conti e gli oratori Giuliano Adorni, Presidente del Centro aullese di Ricerche e Studi lunigianesi "Giulivo Ricci" e Germano Cavalli, Presidente dell'Associazione "Manfredo Giuliani".

Gianni Lorenzetti ha ringraziato il Sindaco di Tresana per l'organizzazione: "Un segnale importante, che dobbiamo accogliere con entusiasmo in questa giornata di unità".
Alessandro Conti ha annunciato, a nome dell'Anpi, la nascita dell'Anpi di Tresana: "La nostra Associazione è apartitica e aperrta al contributo di tutti"

Il Prefetto e il Sindaco di Filattiera, Annalisa Folloni, hanno consegnato la medaglia della Liberazione a Carlo Taramaschi, ritirata dal nipote Bruno.

Ferri. A margine della cerimonia Ferri ha dichiarato: "La festa della liberazione del 25 aprile ci consente di fissare nel tempo la nostra identità.

Riflettere sulla Storia e su quello "che è stato" non è, infatti, un vuoto esercizio retorico, ma significa comprendere il valore delle nostre azioni e scoprire chi siamo veramente.

L'Anniversario della Liberazione deve rappresentare oggi, come nel passato, l'affermazione della democrazia e della convivenza pacifica tra i popoli, principi e valori che hanno caratterizzato la nascita della nostra Costituzione.

Riflettiamo sul significato più profondo di questa giornata che deve essere un momento di unità necessario per superare tutte le divisioni e le barriere politiche, sociali, religiose e culturali, rafforzando la legalità, l'uguaglianza, l'integrazione sociale e il rispetto della dignità della persona umana.

Poche volte nella storia della nostra Italia è possibile intravedere quello spirito unitario che soltanto nei momenti di estrema difficoltà noi italiani riusciamo a trovare.

Oggi è anche il giorno del ricordo delle tante donne e uomini che hanno combattuto e sono morti per costruire la nostra democrazia.

I giovani non devono mai dare per scontato ciò che possiedono, ma ricordare ogni giorno il valore del sacrificio di chi ha dato la propria vita per la loro libertà. Quello della memoria è un dovere sacro.

Vorrei, infine, ricordare le bellissime parole di Teresa Mattei, la più giovane eletta nell'Assemblea Costituente secondo la quale il più grande e straordinario monumento che si è costruito in Italia, alla Libertà, alla Giustizia, alla Resistenza, all'Antifascismo, al Pacifismo, è la nostra Costituzione".
Giovedì 26 aprile 2018 alle 09:41:31
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