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Sanac, Tenerini (Cisl): «ArcelorMittal scappa con i "clienti" grazie alla politica»

Così Stefano Tenerini della Segreteria Femca Cisl Toscana Nord che attraverso una nota commenta lo sviluppo della vicenda Sanac,

Massa-Carrara - Una gestione da parte dei governi "incapace e piena di improvvisazione" per un paese "che naviga a vista". Così Stefano Tenerini della Segreteria Femca Cisl Toscana Nord che attraverso una nota commenta lo sviluppo della vicenda Sanac, la fabbrica legata a doppio filo con il complesso dell'ex Ilva di Taranto, nelle mani, non si sa fino a quando, del colosso francoindiano Arcelor Mittal. Un filo che, nel bene e nel male, sembra essere determinante per la futura attività dello stabilimento di Massa. "La vertenza - dice Tenerini - è frutto di una gestione da parte dei governi succedutisi dal 2015 ad oggi incapace e piena di improvvisazione. Il segnale che viene dato agli investitori stranieri è molto negativo ed  esce da questa storia il dipinto di un paese che naviga a vista, in balia di comitati contro tutto e tutti, portatori però di bacini di voti ai quali la politica strizza l’occhio, politici che fanno marketing elettorale sfornando selfie a destra e a manca. Movimenti che pur essendo genuini non sono competenti sia politicamente sia sul pensare e  sviluppare un piano industriale del nostro paese" .

Tenerini definisce lo scudo penale "un'attenuante" concessa ad ArcelorMittal per "svuotare" lo stabilimento di Taranto e "scappare" con gli acquirenti. "L’aver inserito e tolto lo scudo penale più volte, A.m. aveva garantito lo sviluppo dell’area ex Ilva di Taranto ha dato l’attenuante  alla stessa per poter prendere il pacchetto clienti e lasciare l’Italia. Da multinazionali come ArcelorMittal ci aspettiamo questi “giochetti", sono pane quotidiano, fanno parte del loro dna che mira al profitto a discapito di posti di lavoro, sicurezza e ambiente. Dal governo italiano ci si aspettava e ci si aspetta tutt'ora una decisione netta, chiara e condivisa sull’industria italiana".

"E’ vero che nessuna multinazionale può venire in Italia e non rispettare gli accordi scritti – continua Tenerini - ma è pur vero che gli accordi non si cambiano in corso d’opera . Non vogliamo che l’ex Ilva sia una fabbrica inquinante e non rispettosa dei lavoratori e dei cittadini, ma crediamo che una buona politica possa far convivere lavoro e industria con le famiglie dei lavoratori e l’ambiente in generale. Abbiamo fabbriche dei paesi nord europei che si scaldano con i nostri rifiuti, fabbriche siderurgiche che hanno un impatto ambientale quasi pari a zero . Possiamo guardare a loro per poter far ripartire la vera industria 4.0?"

Poi uno sguardo al passato: "Montedison 81, il referendum popolare sancì giustamente la chiusura della Montedison ,dopo la nube tossica che mise a rischio la vita dei nostri concittadini. A distanza di anni e con la facilità del senno di poi, che però dobbiamo prendere a memoria, se invece di far abbandonare il nostro territorio dalla Montedison, la si costringeva a investire convertendo  le sue produzioni in ecocompatibili era forse la strada giusta ? Se facciamo un parallelo con A.m. chi investirà dopo la sua uscita di scena ? e soprattutto chi farà le bonifiche della terra e della falda ?La risposta è semplice come lo è stato per la nostra zona industriale: chi ha inquinato non di certo , noi con le nostre tasse in parte, ma come è sotto gli  occhi di tutti, in gran parte il territorio rimane inquinato".

"Dopo il 4 dicembre la tanto odiata opzione B della quale, noi come sindacato abbiamo chiesto lumi da mesi ci dovrà essere , non è più procrastinabile . Non vi sono secondi arrivati, o per lo meno non con garanzie che dava A.M .alla gara internazionale per l’acquisizione dell’ex Ilva, Sanac comprese. La nazionalizzazione potrebbe essere una strada? Siamo certi che chi non riesce a fare una seria finanziaria ,puntando sulla plastax o su altre trovate vacue possa redigere un serio piano industriale per Ilva ? C’è qualcosa che non torna in questo paese e dobbiamo invertire la rotta, abbiamo ragazzi, eccellenze delle nostre università che per potersi realizzare fuggono in altre nazioni, abbiamo manager politici che occupano ruoli che derivano da nepotismo e spinte politiche…la meritocrazia bella parola".

"Nazionalizzazione o privato,possiamo e dobbiamo far si di trovare uno staff di giovani menti che si occupino di Ilva e altre aziende in crisi. Lo dobbiamo a chi ci ha lasciato in eredità un paese altamente tecnologico a chi come Olivetti,Agnelli,Piaggio,Ducati ,Morini ,Gilera ,solo per citarne alcuni , hanno fatto crescere un paese . Non possiamo continuare a vendere, anzi svendere le nostre aziende la nostra conoscenza . Fermiamoci, mettiamo da parte personalismi, politiche Selfie, populismi, bugie perpetrate per spostare sondaggi da una parte all’altra. Fermiamoci e sindacalmente ragioniamo veramente in maniera unitaria contribuendo alla rinascita di questo paese. Politica, sindacato istituzioni e cittadini tutti ,non ci è rimasto ancora molto tempo ..siamo sull’orlo del baratro non stiamo volando".  
Domenica 17 novembre 2019 alle 08:59:03
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