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Ultimo aggiornamento ore 11.17 del 23 Luglio 2019

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Riscaldamento globale a Massa-Carrara: ecco come sarà nel 2068

La provincia apuana sarà un'oasi più "felice" rispetto ad altri 86 territori italiani: in Toscana è la zona in cui si assisterà meno all'aumento delle temperature

l'elaborazione "infodata"
Riscaldamento globale a Massa-Carrara: ecco come sarà nel 2068
Massa-Carrara - Un 30 enne di oggi nato e cresciuto in provincia di Massa-Carrara, a 80 anni avrà visto passare il numero di giorni dove la temperatura supera i 32 gradi centigradi da un giorno a oltre due settimane. Nel 2068 la provincia apuana supererà quota 32 gradi per 17 giorni, oggi per 7 giorni, mentre nel 1988 era un evento davvero raro: solo un giorno. I dati sono stati ripresi dalla sezione Infodata del Sole 24 Ore rispetto a un'analisi pubblicata New York Times e condotta a livello mondiale dal "Climate Impact Lab", un gruppo di scienziati del clima, economisti e analisti di dati del Rhodium Group, dell’Università di Chicago, della Rutgers University e dell’Università di Berkeley, in California. Le proiezioni sono basate sulle promesse di riduzione delle emissioni di gas serra sottoscritte con l’accordo di Parigi, anche se la maggior parte dei paesi non sembra al momento in grado di soddisfare tali impegni. In ogni caso, le mappe mostrano chiaramente che anche se le cose dovessero andare come promesso, il futuro sarà comunque più caldo del presente, anche se si tratterà comunque di un aumento più contenuto rispetto agli ultimi 30 anni.

«Fra le altre cose – spiega il quotidiano finanziario – il problema delle “ondate di calore” sarà dunque una questione tutt’altro che secondaria fra 50 anni per il 30 enne di oggi. Va precisato inoltre che quelle citate sono le stime medie del numero dei giorni dove si supereranno i 32 gradi. Come sempre in statistica una previsione prevede un certo intervallo di incertezza».

Una situazione quella di Massa-Carrara che comunque a livello italiano è migliore rispetto ad altre 86 province. Ed è il territorio toscano in cui si assisterà meno a un aumento delle temperature.

«Dai dati emerge con chiarezza – afferma il Sole 24 Ore che a risentire maggiormente del cambiamento climatico in termini di aumento della temperatura saranno da qui al 2068 le città del bacino padano, anche se non si osserva in generale una correlazione fra altitudine della città e aumento della temperatura. Al sud le proiezioni sembrano meno pessimiste rispetto al nord, così come nelle zone costiere rispetto all’entroterra. Ai primi posti nella classifica troviamo Reggio Emilia e Ferrara entrambe con +27 giorni con oltre di 32 gradi, Rovigo, Padova e Verona con +26 giorni, Cremona e Mantova con +25 giorni, Modena, Vicenza, Asti, Alessandria e Piacenza con +24 giorni e Parma con +23 giorni. Le città dove invece sarà stato maggiore il cambiamento in 80 anni saranno Torino con 28, Reggio Emilia, Ferrara e Cagliari, mentre quelle dove l’impatto sarà stato minore Lecco, Catania e Palermo. Un un lecchese, un catanese e un palermitano non sentiranno differenze di temperatura media nella loro città nel corso della propria vita».

E nel mondo? «È interessante infine gettare uno sguardo fuori dai nostri piccoli confini. Nelle regioni tropicali le conseguenze di questo aumento delle temperature avranno un impatto molto più potente. A Jakarta per esempio, in Indonesia, nel 1960 c’erano 32 gradi per 5 mesi l’anno, mentre nel 2100 si prevede che sarà così tutto l’anno. A Nuova Delhi, in India, dove vivono 22 milioni di persone si prevede si passerà dai sei mesi di alte temperature del 1960 a 8 mesi a fine secolo».
Lunedì 1 luglio 2019 alle 11:45:53
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