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Ultimo aggiornamento ore 14.44 del 22 Gennaio 2019

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Polveri sottili, Massa è più inquinata di Carrara

Nelle due città apuane le emissioni legate ai riscaldamenti sono quasi il triplo di industria e trasporti

pm10 nel mirino dell'ispra
Polveri sottili, Massa è più inquinata di Carrara
Massa-Carrara - I principali responsabili della presenza di Pm10 nell’aria delle città italiane? Sono gli impianti di riscaldamento. Caldaie, stufe, caminetti, fornitori di tepore dall'autunno fino almeno a mezza primavera. A dirlo è l'ultimo rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano redatto da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – in esame, i dati di 120 città italiane riferiti al 2015 – secondo il quale gli impianti sono responsabili di oltre il 60 per cento delle polveri sottili italiane.

I comuni di Massa e Carrara confermano il verdetto nazionale. Gli impianti di riscaldamento si attestano sul valore annuo di 90,67 tonnellate di Pm10 (Massa) e 80,24 tonnellate (Carrara). Seguono Trasporto su strada 27,68 tonnellate (Massa) e 25,31 t. (Carrara); e industria 10,08 t. (Massa) e 5,60 (Carrara). Sono 0,03 per Massa le tonnellate di polveri prodotte dall'ambito dei rifiuti, mentre per Carrara sono 0,02. Per quanto riguarda le polveri ingenerate da trasporti diversi da quello su strada sono 1,34 t. (Massa) e 4,83 (Carrara). Insomma dai dati emerge come Massa sia più inquinata di Carrara.

Solo dieci anni prima, nel 2005, i rapporti erano differenti e le emissioni ben più sostanziose, in particolare per quanto riguarda il trasporto su strada e l'industria. A Massa erano 52 t. (trasporto) e 12 t. (industria), mentre a Carrara 48 t. (trasporto) e 11 t. (industria). Sul fronte del riscaldamento, invece, c'è stato un incremento: nel 2005, infatti, erano 72 le tonnellate a Massa e a Carrara 65.

Il calo generale delle emissioni registrato nel periodo preso ad esame è stato determinato, quindi, dalla riduzione del trasporto su strada e dell'industria. Una situazione dettata probabilmente anche dalla crisi economica del 2008 che è stata particolarmente dura, e continua a esserlo, soprattutto per la provincia di Massa-Carrara.

A livello nazionale, in un decennio si è scesi da 45mila a 36mila tonnellate emesse, con un calo di quasi venti punti percentuali. per cento. La contrazione, guardando all'Italia in generale, riguarda tutte le fonti di particolato, tranne una: il riscaldamento (intendendo sia quello domestico, sia gli impianti che scaldano uffici, scuole, aziende e centri commerciali). Nel 2005 caldaie e affini erano responsabili dell’emissione di 14mila tonnellate di Pm10, nel 2015 si è arrivati a superare quota 21mila. Un incremento del 50 per cento che certo non può passare inosservato.
Mercoledì 9 gennaio 2019 alle 11:55:34
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