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Ultimo aggiornamento ore 11.02 del 13 Dicembre 2018

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Mafia, Massa quarto capoluogo toscano per beni confiscati

Anche Montignoso nella poco edificante top 20 regionale. Sono i dati che emergono dal "Secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana"

intimidazioni e incendi
Mafia, Massa quarto capoluogo toscano per beni confiscati
Massa-Carrara - Gli ultimi fatti di cronaca legati alle mafie nella provincia apuana vanno a confermare quanto riportato nel "Secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana", riferito ai dati 2017, e realizzato da Regione Toscana e Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel Granducato, infatti, Massa-Carrara è uno dei territori a più alto rischio di esposizione: "Le aree storicamente più fragili da un punto di vista economico (e Massa-Carrara è una di queste, visto il suo tasso di disoccupazione al 16%, ndr) – è riportato – sono quelle più esposte ai rischi di inquinamento criminale".

In particolare, il territorio apuano, rispetto alle altre province, è l’unico "a presentare – è scritto – un aumento in tutti quegli indicatori che misurano fenomeni di intimidazione e violenza criminale. In crescita negli ultimi anni e con una maggiore intensità sono stati i danneggiamenti a seguito di incendio. Dinamica preoccupante, se letta assieme ad altri due indicatori: gli attentati (in crescita negli ultimi anni) e le rapine in banca (la provincia è l’unica a presentare un trend fortemente positivo in controtendenza con l’andamento regionale e nazionale)".

Venendo alle confische di beni, nella top 20 dei comuni toscani, Massa risulta il quarto comune capoluogo con un totale di 11 beni confiscati (9 immobili e 2 aziende). In questa poco edificante classifica anche Montignoso con 7 beni immobili confiscati. Quindi nella provincia apuana, nel corso del 2017, sono stati 18 le confische legate ad attività di organizzazioni criminali.

Della questione mafie si è occupato recentemente anche il Consiglio regionale. “Grande preoccupazione per il quadro generale rappresentato dal secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana” viene espressa nella mozione presentata in Aula dal capogruppo Pd Leonardo Marras, primo firmatario. L’atto, collegato alla comunicazione della Giunta regionale in merito al secondo rapporto su questo fenomeno, è stato approvato nei giorni scorsi a maggioranza.

L'INTERVENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
La mozione impegna da un lato il Consiglio regionale a “istituire quanto prima l’Osservatorio regionale della legalità” e dall’altro la Giunta regionale a “continuare a perseguire ogni azione utile volta a prevenire, contrastare e reprimere i fenomeni di criminalità organizzata e quelli corruttivi”. In particolare, la Giunta è chiamata a “contribuire all’implementazione di software che consentano una lettura integrata delle banche dati e all’implementazione di modelli di segnalazione delle situazioni critiche”; a favorire “il coordinamento delle azioni dei vari attori competenti in materia di sicurezza urbana, coinvolgendo non soltanto le istituzioni competenti, ma anche le organizzazioni della società civile”. L’impegno è, poi, finalizzato a continuare nel sostegno a “formazione e aggiornamento degli operatori della sicurezza e dei dipendenti della pubblica amministrazione”; ad attivarsi “nei confronti dei soggetti interessati al fine di velocizzare l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”; a continuare a promuovere “attività di sensibilizzazione verso i giovani nelle scuole e sul territorio per la promozione della cultura della legalità”.

“Abbiamo una legge che istituisce l’Osservatorio regionale della legalità – interviene Marras – ma siamo colpevolmente in ritardo, dobbiamo individuare le persone che ne fanno parte sia i membri del Consiglio che i cittadini”. Marras, rivolgendosi, poi, alla capogruppo Elisa Montemagni, nel dichiarare il voto contrario del Partito democratico all’ordine del giorno della Lega, ha detto “non serve la commissione speciale, sarebbe una sovrapposizione, perché l’osservatorio in sé racchiude sia la partecipazione e il coinvolgimento attivo del Consiglio attraverso i suoi rappresentanti sia il confronto continuo ed immediato con la società civile toscana”. Nell’atto della Lega si chiedeva, infatti, proprio l’istituzione di una commissione speciale sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana, ai sensi dell’art. 54 del regolamento interno del Consiglio regionale.

Due, poi gli ordini del giorno presentati dai consiglieri del gruppo Sì-Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, approvati a maggioranza. Negli atti si chiede un impegno alla Giunta a continuare la concreta realizzazione, entro la fine della legislatura, di quanto contenuto nelle raccomandazioni del secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana, in particolar modo riguardo agli appalti pubblici e alla prevenzione antimafia. In particolare, “si chiede – ha detto Fattori – di introdurre nella legislazione regionale strumenti premiali che favoriscano e promuovano l’utilizzo di strumenti di prevenzione antimafia”; la creazione di un fondo regionale di finanziamento specifico per il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata e trasferiti agli enti locali; la “previsione di uno sportello regionale per offrire assistenza agli enti locali sull’implementazione del sistema di certificazione antimafia; la progettazione e lo sviluppo di una metodologia di calcolo di indicatori di rischio d’infiltrazione mafiosa per i contratti pubblici sotto soglia di legge”.

L’assessore regionale Vittorio Bugli ha precisato “sono cose che già si stanno facendo, dal punto di vista della Giunta nessun problema a rimarcarle, ma non facciamo sembrare che si iniziano adesso, in seguito a queste risoluzioni”.

Infine, sì a maggioranza anche alla risoluzione presentata in Aula da Giacomo Giannarelli (M5S), primo firmatario Gabriele Bianchi. L’atto impegna il Consiglio regionale “a provvedere entro la fine dell’anno - ha detto Giannarelli - alla nomina dei membri del Comitato di indirizzo dell’Osservatorio regionale sulla criminalità”.
Lunedì 26 novembre 2018 alle 20:47:03
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