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Ultimo aggiornamento ore 11.02 del 13 Dicembre 2018

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I Paladini Apuoversiliesi: «Pronti al confronto, ma il porto non si amplia»

La presidente Orietta Colacicco risponde a Erich Lucchetti (Confindustria) e Sergio Chericoni (Confartigianato) sul futuro del litorale apuano

il dibattito
I Paladini Apuoversiliesi: «Pronti al confronto, ma il porto non si amplia»
Massa-Carrara - «Certo è suggestiva l’idea di una Disneyland del marmo, richiamata recentemente da Erich Lucchetti, presidente della Delegazione Carrara della Confindustria Livorno Massa Carrara, ma nell’ipotesi del “porto del Marmo” che abbiamo presentato in Assemblea il 24 Novembre, non c’è un palazzo tutto di marmo, dove Cenerentola perde la scarpetta». Usa l'ironia Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi per rispondere alla nota di pochi giorni fa del vertice locale degli industriali.

«L’Architetto Tiziano Lera – prosegue la presidente – nella riconversione del porto di Carrara in porto turistico, ha pensato a un teatro del marmo, dove sullo sfondo ci sono le Apuane e le cave e sul proscenio ci sono i blocchi, perché una banchina è destinata al commerciale. Quei blocchi di marmo sottolineano l’identità del luogo e sono enfatizzati proprio dal teatro e dalle statue di marmo, che stanno a mostrare che cosa si riesce a realizzare, facendo del porto di Carrara un unicum irripetibile e catturante, in una campagna promozionale permanente, per chi estrae e lavora il marmo e ricadute su tutto il comprensorio. Con questa cartolina in giro per tutto il mondo, il porto diverrebbe un luogo da guardare, visitare e soprattutto dove approdare e scendere per andare a vedere che cosa tutto il territorio può offrire. A partire appunto dalle cave.
Noi siamo per il benessere sostenibile, non solo per il porto o per il Comune, ma per tutto il comprensorio. Siamo per il lavoro, ma di tutti. Non vogliamo neanche pensare che un ampliamento del porto possa andare a peggiorare la situazione fortemente compromessa delle spiagge aggredite dall’erosione. Un'influente persona del Piemonte, che ha girato tutto il mondo, dice che è un’ideona perché alle Cinque Terre non ci si gira più, i mega yacht non hanno dove approdare, e i clienti della navi da crociera sono spesso gli stessi sulla stessa rotta. Ed è così, molti scenderanno a Carrara e andranno alle cave, poi quando torneranno a casa si ricorderanno molto bene di quel marmo, lo desidereranno, lo compreranno. E andranno al Castello Malaspina di Massa, sulle spiagge verso Viareggio, a Torre del Lago per sentire Puccini, al Castello Aghinolfi di Montignoso, in campagna ad assaporare la cipolla bianca di Massa, il pane Marocco, i salumi di Camaiore, a passeggiare a Viareggio, al mercato del Forte, al Duomo di Pietrasantra, per tornare al Museo del marmo a Carrara. E’ questo movimento che vogliamo. E questo movimento non ridurrà il lavoro, lo integrerà con altri tipi, forse lo cambierà ma non sarà “decrescita felice”, sarà rilancio e innovazione».

«Ha ragione il presidente di Confartigianato di Massa-Carrara Sergio Chericoni – commenta poi Colacicco – anche noi sosteniamo che il porto commerciale e quello turistico possono convivere, ma non ci può essere ampliamento. Perché i danni che nuove opere a mare potrebbero portare non potrebbero poi essere risolti o eliminati, ma solamente mitigati, come ha sempre affermato il Professor Mauro Rosi, ascoltati anche i 59 scienziati che sono venuti sulla costa come relatori al Forum Internazionale del Mare e delle Coste, promosso dal Comune di Forte dei Marmi. E lo dicono dal 2001. Il ripascimento, soluzione emersa proprio dal Forum e ora adottata dalla Regione Toscana (ma ahimè siamo in ritardo almeno di un anno) ha un costo molto rilevante, se si pensa che sono stanziati due milioni per ottocento metri di litorale a Poveromo. Poi bisognerebbe domandarsi ogni quanto tempo. Perché, come dice il Professor Giovanni Sarti dell’Università di Pisa e Coordinatore del Team Coste, sarà necessario seguire ogni intervento e misurare che cosa succede prima, durante e dopo. iI ripascimento è un’opera di manutenzione della costa da prevedere per almeno otto, dieci chilometri, quindi stiamo parlando di sedici o venti milioni di euro, con l’incognita di una necessaria ripetitività di investimento. Il Presidente Chericoni dice che a pagare dovrebbe essere l’Autorità Portuale, ma secondo noi non si può mettere un’ipoteca sul futuro. Sappiamo quali danni ha prodotto il porto, del resto previsti già dalla Relazione Lizzoli nel 1801 (archivio di Stato), ma non dobbiamo chiederci quali altri danni potrebbe portare l’ampliamento. E poi a Ricortola, davanti alla Don Gnocchi, davanti al Minuto a Marina di Massa dove è la spiaggia? Non c’è più. E che cosa può succedere? Una cosa sola, che il mare esondi e vada in strada, con rischi altissimi per la sicurezza delle strutture e delle infrastrutture, ma anche delle persone. A parte tutte queste considerazioni, bisognerebbe capire di quali tempi stiamo parlando».

«Se per il modello numerico, affidato a seguito di bando dall’Autorità Portuale della Liguria Orientale alla olandese Delft Hydraulics ci vogliono quattro anni, quando inizierebbero le opere, prima? Ci piacerebbe avere il cronoprogramma, vedere il progetto, conoscere le sue dimensioni e il progress del modello numerico. Chiederemo poi agli esperti di controllare questi documenti e chiederemo ai Comuni di fare la stessa cosa. Ma sempre a proposito di tempi, dopo il placet della Regione Toscana e l’approvazione della Regione Liguria, ci vorrà la Via, cioè la Valutazione di Impatto ambientale. Senza contare che c’è un ricorso al Tar, presentato da alcuni camping e balneari di Marina di Massa e Montignoso, dai balneari e dal Comune di Forte dei Marmi. Il nostro invito ai due presidenti é quello di sederci intorno a un tavolo, parlarci, spiegarci, capirci, a partire da quel blocco sulla banchina e dalle statue in mare, che identificano immediatamente Carrara così come dal 1913 a Copenaghen, quale simbolo della città entrato nell’immaginario di tutto il mondo, c’é la statua della Sirenetta, per chi non lo sa realizzata proprio dall’antica fonderia artistica Lera».
Mercoledì 5 dicembre 2018 alle 12:42:14
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